
Ho paura, ho una grande paura, ho sempre più paura
che il problema dei rifiuti in Campania continui ad essere affrontato
sull’onda emotiva dell’emergenza, la cui risoluzione, o presunta tale,
risulta sempre più influenzata da aspetti di natura
economico-finanziaria.
Risolvere l’emergenza sì, ma senza pregiudicare il nostro futuro
e il diritto delle generazioni future, senza far credere che gli
inceneritori possano rappresentare la panacea di tutti i mali.
Apriamo dunque, ma subito, con le istituzioni un grande dibattito, non
si tollerino più scelte che possano pregiudicare definitivamente
il territorio campano, costituendo, dal punto di vista
sanitario-ambientale, un punto di non ritorno.
Voglio essere più esplicito e provo a spiegarmi meglio. Se si
ritiene che il problema della spazzatura in strada e delle balle
disseminate sul territorio campano possa risolversi con la
realizzazione degli inceneritori, magari mutuando il modello emiliano o
quello di Brescia, aree che registrano il più alto tasso di
malati di cancro in Europa, a pari merito soltanto con la Ruhr, allora
bisogna reagire, mobilitarsi, così come fu fatto due anni fa per
fronteggiare le speculazioni sull’acqua. Ma proprio memore di questa
esperienza, vorrei provare ad interloquire con chi in questo momento
è titolare del potere di decidere.
Bisogna dire, e ad alta voce, quello che stanno dicendo da mesi in
convegni, seminari, congressi in tutta Europa i più famosi
chimici e medici di provata autonomia ed indipendenza dal potere
politico ed economico. Evitiamo un'altra catastrofe ambientale e
sanitaria come quella dell’amianto, quando già dagli anni
sessanta si sapeva che conteneva sostanze cancerogene.
Diciamo chiaramente che l’unica possibilità per risolvere il
problema rifiuti in Campania è la differenziata, ma una vera
differenziata, associata a processi biologici “a freddo” di smaltimento
quali la biossidazione; una raccolta differenziata, intesa quale fonte
di risparmio energetico, va anche intesa quale risorsa per
l’occupazione giovanile.
Bisogna che tutta la cittadinanza sappia, ed è un suo sacrosanto
diritto, che tutti gli impianti di smaltimento a caldo quali gli
inceneritori e i gassificatori sono estremamente dannosi per l’ambiente
e per la salute delle popolazioni esposte direttamente ma anche
indirettamente tramite la catena alimentare. Da almeno un decennio,
infatti, è noto che nei territori in cui sono presenti gli
inceneritori il tasso di diossine e metalli pesanti nei latticini e nei
grassi animali ed in molti tessuti umani, con particolare riferimento a
neonati e feti, è molto più alto che in popolazioni non
esposte.
Ma ancora più grave è quanto la letteratura scientifica
più recente ha dimostrato, ovvero che gli inceneritori sono tra
i massimi produttori di nanoparticolato, sostanza che penetra
direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, passa
rapidamente nel sangue, penetra all’interno delle cellule e del nucleo,
danneggiando il cervello e lo stesso DNA.
Dobbiamo dunque evitare una vera catastrofe ambientale ed è per
questo che io imploro le istituzioni responsabili ad organizzare un
incontro aperto, durante il quale tutta la cittadinanza sia messa in
condizione di sapere quali sono le conseguenze dello smaltimento dei
rifiuti attraverso gli inceneritori.
Possiamo ancora evitare una possibile imminente catastrofe
sanitaria ed ambientale, ma il tempo è ormai agli sgoccioli,
credo in uno scatto di orgoglio e di responsabilità da parte del
nostro Governatore.