Aldo Bergamaschi
Quale cristianesimo?
formato 13 x 21 cm
320 pagine
Euro 16,00
Edizioni Diabasis
www.diabasis.it

|
 |
COSA VUOL DIRE
VIVERE DA CRISTIANI

Il messaggio di Gesù
tradotto in
politica,
economia e
società

|
Queste pagine si muovono sul terreno dell’utopia, ma dell’utopia
buona
(dalla radice eu-topos o
“luogo felice”).
Se la pace è il bene supremo cui tendiamo, non può essere
chiesta per via retorica; né invocata da Dio mediante preghiere.
Bisogna invece contestare mentalmente e culturalmente ciò che
porta inevitabilmente alla guerra, e cioè lo Stato Nazionale
Sovrano.
Il Cristianesimo - che non è una religione ma una novità esistenziale -
deve ritrovare se stesso come catalizzatore che promuove la reazione (unità del genere
umano) senza parteciparvi come parte.
C’è l’esigenza di uno Stato Planetario federale con il compito
primario di promuovere la divisione consensuale delle etiche, e
ovviamente delle religioni, perché ognuna pensi ad attuare la
propria visione del mondo senza cedere all’istinto missionario erga omnes.
Il dialogo, infine, viene affidato alla introduzione di una lingua
comune (per es. l’Esperanto) da introdurre, a costo zero, in tutte le
scuole del mondo accanto alla lingua madre per favorire la
comunicazione diretta tra gli individui e la omogeneizzazione soft delle culture.
Aldo
Bergamashi, nato a Torrano, di Pontremoli (MS) nel 1927, si
è laureato in Pedagogia presso l'Università Cattolica di
Milano con una tesi su Padre Gratry, di cui ha curato e tradotto
l’inedito “Diario della mia vita” (Milano1966). Professore ordinario di
Pedagogia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Verona. Giovane sacerdote dell’Ordine dei
Frati Cappuccini, ha collaborato con la redazione della rivista Adesso di don Primo Mazzolari
(1952-1959-1962) e successivamente (1965) ha partecipato alla
fondazione della rivista Momento.
Da più di trent’anni redige articoli per la rivista Frate Francesco.
Vedere la scheda bibliografica a
http://www.diabasis.it/database/diabasis/diabasis.nsf/pagine/66536F80766251E1C12571180054D10D?OpenDocument
Cedola di acquisto
Eseguire un copia-incolla
del modulo sottostante in una email indirizzata a commerciale@diabasis.it, compilarlo e inoltrarlo
Il sottoscritto
______________________________________________________________________________
a nome proprio / in qualità
di legale rappresentante dell’Ente -
Associazione ______________________________________
Codice fiscale / Partita
IVA ____________________________________________________________________
Indirizzo
___________________________________________________________________________________
Cap _______________ Località
_____________________________________ Provincia _______________
Tel. _____________________ Fax
_____________________ e.mail
_________________________________
[ ] acquista n. _______ copie del
volume, al prezzo di € 16,00 ciascuna
[ ] pagamento al ricevimento del
plico
(più un
minimo supp.to per contributo sp. postali)
Firma
_______________________________________
Data
________________________________________
Riferimento per le prenotazioni: Simonetta
Bocedi - 0522 432727 - info@diabasis.it
A Reggio Emilia il libro è reperibile nelle librerie o
può essere acquistato direttamente presso la casa editrice Edizioni Diabasis, via Emilia S.
Stefano, 54 - 42100 Reggio Emilia - tel. 0522 432727 - fax 0522 434047
oppure acquistare via internet...

Recensione del
prof. Nando Bacchi
L'interrogativo posto nel titolo
del libro del cappuccino reggiano A. Bergamaschi non è retorico.
Che si
dicono cristiani o che si intruppano per opportunismo tra i cristiani
ce ne sono tanti e diversi. Ma quale è il vero cristianesimo? La
risposta di padre Aldo è decisamente seria e impegnativa, tanto
che il
libro si può ben definire una piccola miniera di sapienza
cristiana.
Nella prima delle tre sezioni,
l'autore critica la caduta del cristianesimo a rango di religione,
intesa questa nel senso classico di istituzione che comanda sugli
uomini (compresi i detentori del potere politico) e riduce le fedi a
riti e prassi esteriori come purtroppo è divenuta da Costantino
ad
oggi. Gesù Cristo, l'Uomo-Dio, è invece fonte di una
nuova vita; non ha
un trono su cui sedere come re di
questo mondo ma ha portato una novità
esistenziale. E Lui è il solo Maestro. Quindi, ubbidire prima
a Dio che agli uomini (Al. 5,29), tradotto nel Sogno di Spoleto
di San
Francesco d'Assisi ubbidire prima al
padrone che al servo, vuol dire
in termini molto semplici prima
viene Dio, il Papa viene dopo.
La novità esistenziale
della Buona
novella, illustrata nella seconda sezione, è limpida: amatevi
come vi
ho amato, cioè senza profitto. Vissuta coerentemente
significa
finalizzare l'eros, finalizzare il danaro e finalizzare il potere non
fare di essi fini a stessi. La polis (città), così
organizzata, sana il rapporto nella
produzione del capitale in quanto
fa cadere il
dualismo capitale-lavoro. Nessuno deve più dire ad un
altro: tu
lavora, io pago. E ciò accade solo quando il lavoro genera e
controlla il capitale; il capitale diventa comunitario, il
frutto del
lavoro viene suddiviso in modo uguale fra tutti i partecipanti il
progetto produttivo (ved. Parabola della Vigna), indipendentemente
dalle mansioni e dai talenti, non senza però la fedeltà
all'impegno
pena l'esclusione (ved. Parabola dei talenti). Una utopia? No, un
realizzabile felice luogo
(eutopos).
Nella terza sezione il rigore
logico del cappuccino reggiano si snoda in una triplice proposta
riguardante l'unità mondiale e la pace. Non basta gridare
"pace"; per
ottenerla è necessario recidere le radici che generano la
guerra, cioè
gli Stati nazionali, la babele linguistica e la molteplicità
delle
religioni, tutte realtà queste ove sempre regna il tragico
imperativo
dello storico Tucidide per legge di
natura chi è più
forte comandi.
Da qui l'istanza di un Governo mondiale, il cui primo compito è
la
divisione delle etiche per cui ogni comunità può vivere
in sé più
armonica, al contrario di quanto accade dentro ogni singolo Stato
nazionale ove il 51% impone la sua etica al 49%. Inoltre, la
necessità
di una lingua comune che permetta a tutti di parlare a tutti, senza
sprecare ingenti risorse umane e finanziarie. Infine,
l'opportunità di
superare l'impossibile dialogo interreligioso. Le religioni,
missionarie con autocertezza per suggerimento divino, hanno dimostrato
di dividere anziché unire gli uomini, come aveva già
notato Lucrezio
Caro. Compito del cristiano resta piuttosto quello di avere il luogo
ove potere attuare il più possibile il messaggio affinché
gli uomini
vedano le sue opere e glorifichino il Padre che sta nei cieli.
Il libro raccoglie alcuni saggi
scritti in tempi diversi e in dialogo con autori contemporanei, tra cui
E. Severino, M. Cacciari, E. Scalfari, il card. C.M. Martini, ecc. Ma
un personaggio è presente anche se raramente citato: don Primo
Mazzolari. Padre Bergamaschi, l'ultimo dei mazzolariani ancora vivente,
di don Mazzolari ha curato varie opere e ha scritto con competenza ed
efficacia. Tra il parroco di Bozzolo e il nostro autore c'è
sicuramente
continuità ma c'è anche sviluppo.
In breve, si può
obiettivamente
affermare che, pur sospinti da una consonante spiritualità, don
Primo
si è speso, a valle, nella fatica di portare la fiaccola del
risveglio
cristiano dentro la democrazia
incompiuta, mentre padre Aldo continua
a spendersi nell'ardimento della città
sul monte.