«Non
pensavo ci fossero settori della Chiesa con una paura così forte
della gente che pensa con la propria testa»
intervista a MARIO PESCE
coautore con Corrado Augias di INCHIESTA su GESU'
Mauro Pesce parla argomentando ogni passaggio, cercando nella storia le
cause del presente. Alle sue spalle libri in italiano, inglese,
francese, tedesco, testi in greco antico e in ebraico sulla Bibbia, i
Vangeli, la nascita delle religioni: siamo nella sede del Centro
interdipartimentale di studi sull'ebraismo e il cristianesimo da lui
fondato.
Genovese di nascita, bolognese d'adozione. Cosa l'ha portata in questa
città?
Ho fatto l'università a
Roma. Là tra il 1963 e il 1965, ai tempi del Concilio Vaticano
II, ho conosciuto molti teologi e intellettuali cattolici del
rinnovamento. Sono venuto a Bologna perché qui c'era l'Istituto
per le scienze religiose fondato nel 1952 da Giuseppe Dossetti, anche
lui all'epoca a Roma come consigliere del cardinale Lercaro. L'istituto
offriva delle borse di studio: arrivato qui provvisoriamente, poi sono
rimasto.
Bologna è ancora importante per le scienze religiose?
Bologna è forse l'unico, o
almeno il principale, polo statale di studi religiosi in Italia. Oltre
all'Istituto fondato da Dossetti, è attivo un gruppo di studiosi
che analizza i fenomeni religiosi con gli strumenti dell'analisi
critica. Bologna è l'unica sede universitaria ad avere un
dottorato in studi biblici, condotti non necessariamente in prospettiva
dogmatica. Tradizionalmente queste materie, in Italia, sono delegate
alle facoltà teologiche dirette dalle Chiese, in cui è
prevalente la finalità pastorale.
Che rapporto c'è tra Chiesa e ricerca scientifica?
Ci sono state diverse fasi: di
profondo rinnovamento (dal 1930 al 1970), con culmine nel Concilio
Vaticano II, e (a partire dagli anni '80) di ripensamento conservatore.
L'attuale pontefice è un restauratore. Così, è
maturato un atteggiamento di difesa nei confronti del mondo
contemporaneo, che nega i valori cristiani; contemporaneamente, dopo la
caduta del Comunismo, si è cercato di negare l'Illuminismo,
età della ragione contro la fede, interpretato come base di
tutte le dittature. Con il cardinale Ruini si è arrivati a dire
che la stessa idea di tolleranza non può essere messa alla base
della società, là dove deve esserci il principio
cristiano.
Con questa impostazione che fine fa la laicità?
C'è una negazione
sostanziale dell'idea di laicità e si arriva a sostenere
paradossalmente che i veri laici sono i cattolici non anticlericali. Il
laicismo si basava sulla contrapposizione tra clericalismo e
anticlericalismo: ora, visto che il secondo produce solo effetti
nefasti, bisogna superarlo. Una laicità così intesa
è una laicità che non si oppone al principio religioso, e
non si oppone al diritto delle religioni di manifestarsi pubblicamente
e di pretendere che lo Stato abbia leggi religiose, soprattutto nei
Paesi in cui i cattolici sono la maggioranza.
Che conseguenze ci possono essere, in rapporto anche alla diffusione di
altri fondamentalismi?
In Italia tra 50-60 anni avremo
tre blocchi: uno cattolico, uno musulmano e uno di persone
disinteressate ad aderire ad istituzioni religiose, tuttavia non
necessariamente laici. I laici, nella visione ottocentesca del termine,
cioè quella di persone che sostengono la fondamentale autonomia
delle istituzioni statali rispetto alle Chiese, saranno una piccola
minoranza. In questa situazione, un'alleanza tra il blocco conservatore
islamico e quello cattolico è la più verosimile: entrambi
sono interessati a creare istituzioni familiari forti che controllino
il comportamento morale e sessuale dei giovani e a gestire direttamente
l'educazione nelle scuole confessionali. Il pericolo è una
deriva nel comunitarismo: la struttura civile si scioglie in tante
comunità forti che difendono i propri diritti e si alleano per
la propria convivenza, mentre viene meno la laicità dello Stato.
Una laicità alla francese: garanzie di libertà religiosa
ma divieto di confessionalizzazione delle istituzioni.
Una parte della Chiesa cattolica italiana ha criticato il suo libro
Inchiesta su Gesù. Perché?
Quello che ha preoccupato alcuni
settori della Chiesa è stata la sua straordinaria diffusione. Un
successo non previsto. Il libro nasce dalla collaborazione di un
giornalista con una fortissima presenza mediatica, Corrado Augias, e
uno specialista di studi biblici con fama di studioso molto serio.
Qualcuno ha avuto paura che la diffusione di centinaia di migliaia di
copie (siamo arrivati a circa 500mila) potesse provocare nel pubblico
cristiano alcune incertezze sull'insegnamento tradizionale.
Quali?
In questi ultimi vent'anni, la
Chiesa cattolica italiana si è trovata in una situazione
particolare: il Concilio vaticano II ha insistito sul fatto che tutti i
cattolici dovessero avere al centro della propria vita la Bibbia.
Mettendo in mano la Bibbia alla gente era però necessario
fornire anche alcuni strumenti di lettura. La Chiesa si è resa
conto che non ne aveva: gli specialisti di scienze bibliche scrivevano
libri solo per specialisti. Allora è iniziata una critica sempre
più grave dell'esegesi storica, che è stata messa da
parte. È normale che i vangeli siano differenti, che forniscano
su Gesù informazioni contraddittorie, che non siano frutto di
testimoni oculari. I biblisti cattolici lo sanno da decenni. Tuttavia,
invece di fornire spiegazioni semplici del come si è formata la
tradizione scritta su Gesù, si è preferito insistere
sulla verità assoluta dei testi, in modo che il pubblico
cristiano li metta al centro del proprio nutrimento spirituale. Ora,
quando una persona di media cultura si trova di fronte alle mie
risposte ad Augias - in cui si parla con molta semplicità di
questi risultati - va dal parroco e dice: come mai qui c'è
scritto questo?
Se l'aspettava?
No: avevo fiducia nel
cattolicesimo come l'ho conosciuto negli anni '60 e '70. E poi la mia
esegesi negli Usa è considerata moderata e conservatrice: tra
gli specialisti non sono un rivoluzionario. Non pensavo ci fosse un
settore della Chiesa cattolica che avesse una paura così forte
che la gente pensasse con la propria testa. Di fatto non c'è una
parola nelle mie dichiarazioni che sia contro la fede cristiana. La
ricerca storica è pienamente accettabile all'interno della
visione dogmatica del cattolicesimo. Il problema è
nell'educazione della gente: la Chiesa cattolica ha preferito fare
ignorare alle persone quali sono gli orientamenti della ricerca storica
sulla Bibbia e quando questa si diffonde capillarmente tra la gente,
invece di informare, sceglie di demonizzare chi lo fa.
Lei ha detto: «La ricerca storica permette un atteggiamento laico
più maturo». Pensiamo a Dossetti, ad Adreatta, a Prodi,
che si è definito su alcuni temi etici «credente
adulto». Bologna può essere un laboratorio di
laicità?
Bologna è stata un
laboratorio di questo tipo nei decenni passati. Credo che oggi prevalga
nelle istituzioni il bisogno di un'alleanza con la Chiesa cattolica.
Uno dei simboli dell'inversione di tendenza è stata la
collocazione della statua di San Petronio sotto le Due Torri:
l'immagine del potere ecclesiastico sulla città. Quando ho visto
il cardinale di Bologna pregare vestito in abiti liturgici di fronte a
quella statua insieme con il sindaco di centrodestra di allora, mi sono
reso conto che eravamo passati a un'epoca diversa. Un clima che, del
resto, riflette la situazione italiana generale. Questa città
è attualmente dominata dal potere ecclesiastico,insieme a quello
universitario e a quello cittadino: pare che i rappresentanti delle
istituzioni abbiano perso per un momento il senso delle rispettive
autonomie. In questo contesto, immaginare che le religioni vengano
considerate con rispetto e dal punto di vista della ricerca storica mi
sembra molto difficile.
Sara
Deganello
In sintesi
Su Gesù sono proliferate nei secoli molte leggende e alcune
autentiche fiabe, segno della curiosità di sapere chi lui fosse
veramente prima che il mantello della teologia lo coprisse, celandone
allo sguardo la figura storica. Corrado Augias ha dialogato su questo
tema con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli
quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si
pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue
parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne
parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata
del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il
nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di
Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un
ebreo, ligio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle
sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che
giudicava 'superati' o 'secondari', e, soprattutto, portatore di un
progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una
personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli
era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con
i suoi principi fino alla morte in croce.
Descrizione
Un noto giornalista e uno storico del cristianesimo hanno unito la
curiosità laica del primo alle conoscenze sulla Bibbia del
secondo per dare alla luce questa originale Inchiesta su Gesù,
un libro scritto nel tentativo di costruire una specie di carta
d’identità di Gesù: dov’è nato, quando, da chi,
quale lingua parlava e così via. Un “documento anagrafico” che
può essere completato solo in parte, dato che le fonti sono
scarse e assai manipolate, e che presenta vari problemi storiografici
come la possibilità che i dogmi teologici corrompano la ricerca
storica, o quello della scelta di alcuni vangeli come documenti a
scapito di altri.
Augias inizia con le domande apparentemente più banali, ma
subito si scopre che Gesù è nato verso gli ultimi anni
del regno d’Erode (che morì nel 4 a.C. circa): oggi dovremmo
essere nel 2010 se davvero contassimo a partire dalla sua nascita. E’
poi improbabile che sia nato a Betlemme, ma dai vangeli di Marco, Luca
e Matteo risulta che sia nato in Galilea, verosimilmente a Nazareth o
che, comunque, vi abbia vissuto a lungo con la famiglia. Figlio di
Giuseppe, carpentiere, e di Maria. Ebreo, il suo nome Gesù
è la traduzione italiana dell’ebraico Yehòshuà o
Yeshuà, il cui significato è “Dio salva”: credeva in un
Dio unico quando nel I secolo gli altri popoli erano politeisti,
mangiava e si vestiva secondo le regole dell’Antico Testamento
rispettando alla lettera le prescrizioni della Torah. Inoltre,
osservava le festività del suo popolo, frequentava le sinagoghe,
pregava presto al mattino e andava in pellegrinaggio al Tempio di
Gerusalemme. Come lingua, parlava l’aramaico della Galilea, che era il
dialetto della sua regione, ma leggeva l’ebraico e conosceva anche un
po’ di greco e qualche elemento di latino. Viveva, del resto, in una
situazione multilingue.
Un Gesù quindi che viene ritratto nei suoi molti aspetti
perché ogni vangelo, sottolinea Augias, ha e dà una
immagine diversa del protagonista: quella di Luca è di un uomo
molto attento ai poveri e ai diseredati, Marco narra di un taumaturgo
ed esorcista, Giovanni lo rende come parola di Dio che traluce
attraverso la sua umanità. L’analisi di Augias e di Pesce
prosegue con un’indagine sulle sue parole, sulla sua morte, sui tanti
testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la
tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da
lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare.
Il profilo di Gesù che questa “inchiesta” ci restituisce
è quello di una personalità complessa, mai svelata per
intero nemmeno a chi gli era più vicino. Una figura solitaria,
affascinante anche in questa ricostruzione storica, coerente con i suoi
principi fino alla morte in croce.
Commenti
Antonella (05-04-2007)
Ho comprato il libro con tanto entusiasmo, convinta di poter leggere
un'analisi storica priva di giudizio. Si è rivelato uno dei
libri più brutti che abbia mai letto. Il prof. Pesce si permette
di emettere giudizi e opinioni del tutto arbitrari. Ma quale
storicità! Come si può avere la presunzione di analizzare
Gesù come uomo scisso dalla sua divinità? Non è
più Gesù, non si capisce bene che cosa sia Consiglierei
ai due autori di leggere qualche buon libro sull'argomento e, se
proprio vogliono scrivere qualcosa è bene che cambino
decisamente genere. Il libro è noioso, presuntuoso e decisamente
brutto. Voto: 1 / 5
luca (24-03-2007)
Mi spaventa alquanto la reazione che questo libro ha suscitato in
fervidi credenti; la qualità può sicuramente essere
opinabile, ma l'assolutismo e la reticenza a mettersi in discussione
che questi immancabilmente dimostrano fa venire i brividi! Voto:
4 / 5
marcello (05-03-2007)
Che un ateo come Augias possa per pregiudizio gettare fango sulla
Chiesa, si può anche comprendere. Ma che questo signor Pesce,
storico del Cristianesimo, insegni nell'università più
antica d'Italia, quella di Bologna, mi fa venire i brividi ed un
accenno di voltastomaco per il male che potrebbe fare (forse già
lo fa). Il libro tira fuori in modo tendenzioso delle tematiche basate
sul niente, molto simili a quelle di alcuni gruppi di
pseudospiritisti-ufologi di cui lessi un libro-guida tempo fa, e che
cercava di mettere in tutti i modi in ridicolo Gesù e la Chiesa.
Chiedetelo a Pesce. Forse vi confermerà che magari appartiene a
un gruppo simile... Ma insomma, si vuole capire o no che il
Cristianesimo è l'unico baluardo che non si potrà MAI in
alcun modo distruggere? Povero chi ancora non lo comprende. Libro
disgustoso. Voto: 1 / 5
Teresa Bernardini (05-03-2007)
Ho letto con molto interesse questo libro. Devo dire che mi ha un
pò scioccata, in quanto non ho mai letto i vangeli apocrifi. La
fede è una cosa, la storia è altra cosa. Mi sono
meravigliata dei commenti negativi su questo libro. Mi auguro che
questi siano studiosi che hanno approfondito la storicità del
libro. Non sono riuscita a capire i commenti di Mons. Ravasi che ho
letto su riviste religiose come Famiglia Cristiana, che dovrebbe essere
per tutte le famiglie; il linguaggio è troppo complicato e non
è adatto a persone semplici. Sembra che i commenti siano stati
scritti per non essere capiti da tutti. Il libro in questione
può piacere o no, ma è stato scritto con un linguaggio
che può essere compreso da tutti. Voto: 5 / 5
giovanni casatigio (04-03-2007)
Inchiesta? Mah... Strano metodo storiografico quello di Augias: prima
ti dice qual è la verità e il significato e poi lo fa
dimostrare da Pesce... Lasciato a metà per manifesta nausea e
noia... Roba cotta e stracotta! Dal Foglio del 2/03/07 apprendo
inoltre che Augias su Reppubblica di giovedì denunciava: "Io,
processato dalla Chiesa per il mio libro su Gesù". Faceva
riferimento alla sua presenza ad una conferenza all'Università
Lateranense dove si parlava dei Vangeli. Augias non è nemmeno
mai stato citato o preso in considerazione. A due terzi della
confefrenza se n'è andato sbattendo la porta...
Pubblicità per il libro? Libro proibito=libro esaurito???
Voto: 1 / 5
Dario (01-03-2007)
Nonostante nn abbia letto questo libro mi sento in dovere di
attribuirgli un bel voto per il semplice fatto che sia riuscito a
suscitare reazioni (spesso di ira) di alcuni. Penso sia un libro
rivolto a coloro che hanno voglia di porsi domande e mettere in
discussione i propri pensieri e non a chi invece ha solo la tendenza a
fossilizzarsi su dogmatismi o false credenze dalle quali sono
influenzati. Voto: 5 / 5
Giuseppe Russo (01-03-2007)
Testo fondamentale per chi voglia avere un quadro ampio, esaustivo e
privo di censure sulle principali questioni di dibattito intorno alla
figura di Gesù. Le tesi avanzate sono supportate molto bene
storicamente, e condotte con la libertà e la serietà
intellettuale dovuta. Voto: 5 / 5
Andrea Maria (27-02-2007)
Dal punto di vista giornalistico ottima costruzione e ottima
predisposizione tematica. Leggendolo si ci perde in una miriade di
errori. Le tesi espresse a mo di dialogo non possono essere gestite
confondendo posizione personale con posizione scientifica. Il prof.
Pesce sa benissimo che a tesi deve per forza corrispondere una sintesi
e non un giudizio, e questo per evitare che l'analisi si colori di
giudizio e talvolta di pregiudizio. Si ricorda infatti che la Storia ha
un mettodo che si basa su fonti dirette ed indirette confonderle con
propri giudizi è generare errori e false proposizioni teoriche.
Gesù sicuramente era ebreo e come tale la sua eloquenza e la sua
formazione per forza partiva dalla "Legge" e non certo dalla filosofia
greca! Tutto il resto sono posizioni di giudizio e non
scentifiche. Voto: 1 / 5
Federico Testoni (26-02-2007)
Ho letto circa una trentina di libri sul Cristo: questo è senza
ombra di dubbio il più brutto. Augias torna ad occuparti di noir
e affini. Voto: 1 / 5
Enrico (25-02-2007)
Chi era Gesù? Un povero illuso, che credeva in un fantomatico
Regno di Dio che avrebbe dovuto venire sulla terra e non è mai
arrivato! “Il Regno di Dio è dentro di voi”… macché,
è tutta un’invenzione a posteriori dei suoi discepoli! (Per
parare il fatto che ‘sto Regno non è mai arrivato, capite?)
L’insegnamento del Cristo è universale, si basa su valori
profondi, interiori e validi per tutti? Nemmeno per sogno! Si rivolgeva
soltanto agli Ebrei, e infatti il Cristianesimo non è che
un’enorme FROTTOLA inventata soltanto dopo la scomparsa di Gesù.
Non parliamo poi dei monasteri, migliaia di persone che nel corso dei
secoli hanno sprecato la loro vita in quanto “non c’è nulla di
più distante dagli insegnamenti di Gesù”! – Ecco alcune
delle tesi, anzi no, delle PERLE presentate in questo libro dalla
“rigorosa” analisi “STORICA” (e quindi incontestabile?!!) di Mauro
Pesce. Sull’altare della “ricerca storica” questo libro fa passare le
ben meschine opinioni dello studioso (Pesce), ignorando totalmente, ad
esempio, il fatto che Gesù insegnasse (e venisse spesso in
soccorso!) a Samaritani, pubblicani, Romani, oltre che agli Ebrei
ortodossi di ogni classe sociale, essendo cioè quanto di
più universale possibile nel suo tempo e luogo. E non passa
nemmeno per la mente di chi scrive che chi ha seguito questi universali
insegnamenti, tanto interiormente quanto nelle proprie azioni, ne abbia
tratto un beneficio profondo per la propria vita. Quanto poi al povero
Augias, che dire? La sua tesi, nemmeno lontanamente celata, è
che la Chiesa Cattolica gli dà fastidio politicamente,
perciò soffia sul fuoco, sperando che Pesce gli dia pretesti per
screditarla. L’ironia è che ho voluto leggere questo libro
perché volevo avvicinarmi anche a chi non è credente,
vedere le cose da un’altra angolazione, insomma aprirmi ad altre
opinioni per avvicinarmi a chi pensa diversamente da me. Ma la
verità è che questo libro è un velato insulto a
ciò che credo, e non posso permettere che si calpestino
così i miei princìpi. Pessimo libro. Voto: 1 / 5
FEDERICA (22-02-2007)
HO CERCATO DI LEGGERE QUESTO LIBRO IN MODO OGGETTIVO, MA DEVO DIRE LA
VERITA' CHE NON MI HA LASCIATO NULLA. L'INTENTO DOVEVA ESSERE QUELLO DI
PRESENTARE UN GESU' DAL PUNTO DI VISTA DELL'UOMO, MA MI E' PIU'
SEMBRATA UNA STRATEGIA, ALMENO DA PARTE DI AUGIAS, DI VOLER SCREDITARE
ALCUNI DOGMI DELLA FEDE. Voto: 1 / 5
michela (21-02-2007)
Da persona ignorante sui VERI fatti ho trovato il libro MOLTO
interessante. Consiglio a tutti di leggerlo, credenti e non. Io non
sono credente e invidio davvero chi ha la fede, ma resto sbalordita nel
pensare quanti pochi fondamenti abbiano tante credenze e tanti
comportamenti dei cattolici. Voto: 5 / 5
Davide (19-02-2007)
Sono un archeologo, e posso affermare che esistono parecchi altri libri
che trattano lo stesso argomento con una qualità decisamente
superiore al testo di Augias. Anche dal punto di vista letterario mi
è sembrato noioso e ripetitivo, non sono mai riuscito a superare
le tre pagine di fila senza doverlo chiudere. Pessimo libro! Voto: 2 / 5
Wladimiro Rustici (16-02-2007)
Ho letto il libro e mi ha deluso profondamente. Se volete fare la
conoscenza, importante e approfondita, della figura di Gesù
consiglio il testo "Il nuovo Gesù storico" di Stegemann
Wolfgang; Malina Bruce J.; Theissen Gerd; edito dalla Paideia. Voto: 1
/ 5
Filo (14-02-2007)
All'inizio il ritmo è alto, ma nei capitoli successivi scende
paurosamente e a volte sembra scrivere delle cose solo per allungare il
brodo. non è sicuramente un libro per passare il tempo ma per
studiarci forse su. Voto: 2 / 5
Manuela di Trieste (11-02-2007)
Ritengo abbastanza sterile chiedersi quale sia stata la realtà
storica dell'uomo Gesù Cristo perchè, come ha giustamente
fatto notare un lettore, la questione è
irrisolvibile. Sconsiglierei di accostarsi a questo libro coloro che
hanno già letto altre opere sull'argomento, in quanto non
aggiunge nulla di nuovo a quel poco che già si sa mentre i
grandi interrogativi rimangono insoluti. E' indubbiamente apprezzabile
che un non-credente come Corrado Augias sospenda il proprio giudizio
personale sulla questione di fondo (la vera natura del personaggio in
questione). Lo stile è scorrevole, ma la lettura del testo
rimane
comunque faticosa... del resto trattandosi di un'opera che si propone
di riassumere dei dati storici non potrebbe essere altrimenti. Voto: 3
/ 5
Ernesto Genoni - Marcianise (08-02-2007)
Il libro ha a mio avviso una forza di sugestione al di la di ogni
prvisione sia per noi lettori che forse anche per gli stessi autori che
hanno veramente presentato un prodotto eccellente sia per i contenuti
storici sia per aver evitato, in ogni pagina e con abilità, di
far prevalerte i loro personali punti di vista sui fatti. La figura
storica di Gesù è veramente esaltante come uomo che ha
voluto mettersi dalla parte degli emarginati ed oppressi con coerenza
estrema fino all'estremo sacrificio. Ben vengano libri come questo che,
in una società allo sbando di valori e princìpi etici
come la nostra, parlano di "uomini" gloriosi che si battono per il bene
dell'umanità senza loro personale tornaconto. Gesù
conferma nel libro Pesce, grande biblista, non aveva mai pensato di
fondare il cristianesimo. Lo consiglio spassionatamente a quanti
vogliono arricchire le loro conoscenze storiche e al tempo stesso
religiose del fatto. Voto: 5 / 5
martuccia (07-02-2007)
E' vero che il libro non è un granchè e rimane ad un
grado di inchiesta piuttosto superficiale... però Augias ha
almeno il merito di essere uno dei pochi a occuparsi del Cristianesimo
e della figura storica di Gesù mentre imperversa la mania per
libri come il Codice da Vinci o si discredita gratuitamente una
religione - quella cattolica in particolare - che è pur sempre
alla base della cultura europea. So che può disturbare, ma
è una cosa che va detta. Voto: 3 / 5
Domenico (05-02-2007)
Il libro non è brillantissimo, ma l'argomento non può
certo concedersi troppo alla spettacolarizzazione. E' la prima volta
che indago la figura di Gesù Cristo al di fuori dai suoi canoni
religiosi. Di questo ringrazio gli autori perchè, a prescindere
dalle loro fedi ed opinioni, hanno tentato l'operazione difficilissima
di parlare di religione, senza far prevalere durante il dialogo le
proprie idee e sensazioni. Il testo rivaluta molto la figura del Cristo
agli di quelli che, come il sottoscritto, da tempo ormai non si ritiene
più un credente. Augias e Pesce danno forza e indipendenza ad
una figura maneggiata e più volte riformulata nel corso dei
tempi come quella di Gesù. L'analisi finale che ho fatto alla
fine della lettura è semplice: "è mai stato il
cristianesimo, nel corso dei suoi 2000 anni, il concreto realizzo della
virtù religiosa che Gesù Cristo ha voluto insegnare"?
P.S. Quando si parla di religione, si chiude sempre con una domanda...
Domenico. Voto: 2 / 5
marcello bezzi (04-02-2007)
Ho letto e riletto con molto impegno e, pur essendo credente, con la
curiosità per la storia con la S maiuscola. Ho trovato sempre o
banalità ben note e rivisitate, o aria fritta più volte
rimestata (V. apocrifi). Alla fine sono stato tentato di abbandonarlo
per la noia, sono però giunto in fondo con immensa delusione.
Bastava leggere la postfazione. Voto: 2 / 5
marcepom (31-01-2007)
Ho letto il libro di Augias/Pesce e riporto solo alcune affermazioni
ambigue lette nell'ultimo capitolo: Si "crede" in ciò che non si
conosce, ma come continuare a credere se i testi sacri sembrano
sbagliare? A conferma di questa tesi è riportata la frase di S.
Agostino "Nessuno certo, crede alcunchè se prima non ha pensato
di doverlo credere". Alla base della fede, almeno della mia, non
c'è un'ingenua fede," messa a repentaglio dalla stessa
modernità", ma una fede cercata, vagliata attraverso studi
storici, teologici, esegetici che mostrano un Gesù in tutta la
sua interezza. Senza dubbio il libro è interessante, ma
incompleto da un punto di vista della ricerca; pertanto positivo
è l'invito del Prof. Pesce ad approfondire la ricerca, ma non
per evitare di cadere nel fondamentalismo, ma per giustificare su una
cultura a 360° le radici giudaico-cristiane dell'Europa. Voto: 1 / 5
fulvia (29-01-2007)
questo libro è stata una delusione: gli autori hanno qualcosa di
personale per "riscrivere" la figura del Gesù storico diverso,
secondo loro, dal Gesù evangelico? E' una corrente di pensiero
già datata che riprendono senza aggiungerci niente di nuovo.
L'altro non lo consocevo, ma da uno come Augias mi aspettavo qualcosa
di più serio, fondato, concreto, una inchiesta giornalistica con
dati alla mano, invece aria fritta. Come cristiana, mi sento delusa. Il
Gesù storico e quello evangelico, piaccia o meno, sono la stessa
persona. Noi ci arrovelliamo per sapere (dan brown docet, ahinoi) se
abbia sposato o meno la maddalena... quando dovremmo chiederci che cosa
cambierebbe per noi ammettere che Gesù è esistito, ha
vissuto, insegnato e alla fine è morto su una croce ed è
(questa è la novità) risorto? Non vale la pena questo
libro. Voto: 2 / 5
Antonio Frailis (25-01-2007)
Modesto! Più che una inchiesta su Gesù è una
intervista ad un Carneade che esprime le proprie opinioni avendo come
riferimento il Cupolone di San Pietro. Non dice nulla di nuovo su una
materia ormai ben consolidata ed in continua evoluzione come la
Cristologia. Non fa cenno ai Congressi di Nicea. Non analizza affatto i
luoghi storici e soprattutto non analizza la vera figura umana di
Gesù e dei Nazorei che con Nazareth non hanno nulla a che fare,
così come nulla ha a che fare Betlemme con la nascita del
Cristo.
Banali le giustificazioni sul fatto che gli evangelisti siano quattro e
non ci dice perchè la Chiesa Cattolica non prenda in
considerazione i vangeli apocrifi. Il ritmo è lento, scarno,
noioso. Si può fare a meno di leggerlo. Una delusione. Voto: 1 /
5
Mauro (22-01-2007)
Il libro è sicuramente interessante e mi ha fatto rinascere la
voglia di approfondire quelle che di solito vengono definite "le nostre
radici cristiane", forse senza sapere bene di cosa si tratta. In alcuni
dialoghi Augias e Pesce appaiono un poco "scollegati" l'uno con l'altro
e in altri casi mancano gli approfondimenti opportuni, però da
un libro destinato al grande pubblico non ci si può aspettare di
più. I concetti espressi sono chiari. Emblematico quello in
chiusura: Gesù era ebreo, non cristiano. Poco comprensibili le
critiche da parte della curia, alla quale non interessa fomentare il
desiderio di conoscenza, ma soltanto la fede nell'ortodossia. Voto: 4 /
5
pietro parisi (19-01-2007)
Un libro estremamnte interessante che apre interrogativi da
approfondire.Bravissimi Augias e Pesce. Un lilibro stupendo. Voto: 5 / 5
alexdio (16-01-2007)
Intervista incerta nel suo svolgimento. Augias è palesemente in
mala fede, sebbene si affretti a dichiarare il contrario (excusatio non
petita...). Il biblista Pesce non sembra intenzionato ad
approfondimenti necessari su alcuni aspetti, tanto che a volte il
dialogo sembra fatto di due monologhi distinti e separati. Bisognerebbe
chiedersi se è mancato un lavoro di tessitura piu accurato o se
gli obiettivi del libro di presntaere una versione parziale e priva di
ulteriori approfondimenti storici fossero chiari sin dall'inizio e non
sono stati ben mascherati dalla tecnica narrativa (che in Augias
è soporifera, come nei suoi pletorici "I segreti di..."). Voto:
2 / 5
BARONIO GUIDO GIORDANO (13-01-2007)
Ho letto il libro con piacere ed è il primo libro che leggo in
cui si presenta Gesù come uomo e non come Dio. Il sig Augias ha
presentato Gesù nella sua vita quotidiana, togliendo tutti
quegli orpelli che la nostra religione ci ha sempre fatto vedere e che,
soprattutto, Cristo è ebreo e il cristianesimo non è
stato "inventato" da Lui. Grazie per aver scritto questo bel libro.
Voto: 5 / 5
famangio (13-01-2007)
Nerone combattè il cristianesimo con la spada, i signori Augias
e Pesce lo fanno anche loro con le armi attuali a disposizione: penna e
calamaio. Non ho mai letto un libro più fazioso e tendenzioso.
Questo libro che vorrebbe essere una ricerca storica sulla vita di
Gesù Cristo, non è altro che una pubblicazione da Eva
3000 con tutti i falsi pettegolezzi annessi. L'incoerenza di questi
signori la si nota nelle varie estrapolazioni da Scritti Sacri Canonici
che da scritti apocrifi. Esempio. In un capitolo si rivela l'atto
d'amore di Gesù Cristo con la Maddalena e in un altro allude
all'omosessualità di Gesù e di vari Apostoli. Alcune
volte viene usata la datazione da "testimoni di Geova " con E.V. in
altre viene utilizzato A.C. Gli autori, che si dichiarano non di parte,
lasciano il giudizio finale ai lettori. Ma come una persona può
fare una scelta se gli si pone solo una via da seguire? Augias e Pesce,
hanno proprio fatto questo, hanno preso in considerazione una corrente
che va da Reimarus a Hengel senza citare nemmeno una volta gli studi
dei vari Raymond Brown e Josè Mateos. Il capitolo con il quale
hanno toccato il fondo, è quello riguardante la Resurrezione
alludendo allo stato probabile di drogati e/o allucinati e/o visionari
degli Apostoli. Avrei una domanda da porre ai signori Augias e Pesce;
se Gesù non fosse veramente risorto vorrei capire perchè
San Pietro sacrificò la propria vita dopo la morte in croce di
Gesù quando avendolo davanti a lui ancora vivo e sapendo
ciò che poteva fare con i suoi poteri, lo rinnegò per ben
tre volte? Oppure anche questo fatto è falso o manipolato dalla
Chiesa? Attendo una risposta. Voto: 1 / 5
Aurelio (12-01-2007)
Buongiorno. Penso di "capire" la difficoltà che hanno dovuto
affrontare il Signor AUGIAS e il Signor PESCE nel discutere di un
personaggio come Gesù, ma un giornalista e un biblista del loro
calibro (penso umilmente) avrebbero potuto tessere un pò meglio
le lodi dell'uomo che, come afferma lo stesso Signor Pesce, ha cambiato
il mondo. Chiedo scusa se sono sembrato presuntuoso. PS: e se
Gesù fosse esattamente, o quasi, per come viene descritto nei
vangeli? Voto: 3 / 5
valeria (11-01-2007)
mediocre. unico pregio è quello di suscitare interesse per la
letteratura apocrifa. Non è esaurito nessun argomento, qualche
curiosità - più dell'autore che dei lettori- viene
soddisfatta superficialmente. Voto: 2 / 5
Nicola (10-01-2007)
Decisamente insufficiente la ricerca storica che non si basa su criteri
oggettivi. Se un elemento concorda con la tesi di Augias allora va
bene, se no viene respinto a priori... Praticamente trascurati i
maggiori studiosi biblici mondiali (ad es. R. Brown), presumo
perchè contrastanti con le tesi dominanti del libro. Per farsi
un'idea corretta e completa consiglio di leggere Ipotesi su Gesù
di Messori. Tutt'altra cosa, in tutti i sensi. Voto: 1 / 5
miri (09-01-2007)
Chi non pone e non si pone mai domande,che siano o meno "sapienti", chi
non ha mai voglia di sentire un'altra opinione,anche se su l'argomento
più discusso, chi cerca nei libri degli altri la conferma alle
proprie verità non si merita un testo così. Non ha la
pretesa di convincere nè atei nè credenti,racconta
ciò che molti gia'sanno.L'indagine storica non deve inventare
niente di originale ma mettere a disposizione di tutti i suoi
contenuti. Lo consiglio anche ai ragazzi. Voto: 4 / 5
Francesco (26-12-2006)
Ho letto tutta la bibliografia di Augias,e sono molto affezionato al
suo modo di scrivere preciso, appassionante e con una vena di humour
nei pochi giudizi che da durante la narrazione. In questo caso,
però, ho trovato la struttura del libro un pò forzata,
con troppe ripetizioni all' interno dello stesso capitolo (introduzione
di Augias/pseudo intervista con Pesce). Avrei preferito un libro
scritto in toto dal buon Corrado, previa collaborazione con Pesce.
Voto: 3 / 5
GianLuca (23-12-2006)
Si tratta di un libro divulgativo e per forza di cose con i suoi
limiti. Ottimo per chi non conosce l'argomento, ottimo per far
riflettere sulla ortodossia "semplice" del catechismo italiano che
presenta Gesù senza problemi, contraddizioni e avulso dal suo
contesto storico. Voto: 5 / 5
Salvatore (22-12-2006)Uuna "inchiesta" ben fatta avrebbe dovuto porre
le stesse domande a
diversi "esperti" credenti e non credenti. Così il lavoro
avrebbe avuto più senso e rigore scientifico. Felice Natale.
Voto: 1 / 5
pino mori (22-12-2006)
E' sorprendente notare tra i commenti come non ci siano mezze misure o
denigrazione o approvazione.Augias sembra da una parte un pò
supponente e dall'altra un pò ammaliatore. Io ho trovato che
ciò che viene detto è una visione di Gesù e del
cristianesimo un pò particolare.Dietro la facciata di ricerca
storica e razionale di Gesù traspare una leggera diffidenza
mista a qualche dubbio della figura del "salvatore". Sembra quasi che
nel fare l'indagine si perda un pò quel rispetto verso il
personaggio non comune che si indaga.Inoltre mi pare che
l'atteggiamento di fondo non sia quello della ricerca ma quello della
ridefinizione rispetto alle conoscenze possedute dalla tradizione
cristiano-cattolica. Mi ha colpito il concetto della figura di
Gesù come ebreo più che cristiano,della sua solitudine,
della sua fede nel padre. Non ho intravisto però il messaggio di
fondo di Gesù che è quello dell'amore sopra ogni cosa.
Traspare un messaggio sociale di aiuto ai deboli e derelitti ma non la
rivoluzione vera e sbalorditiva dell'amare anche i nemici. Nell'insieme
direi spunti e riflessioni interessanti, ma inconplete e a volte
soggettive. Pertanto va bene che si scrivano questi libri e va bene che
si facciano anche comunque le dovute osservazioni, trovo meno opportuno
la denigrazione di alcuni ad un'opera che comunque ha richiesto
analisi, ricerca e confronti.Voto: 3 / 5
Luigi Manfredini (20-12-2006)
Libro nato dall’incontro di un giornalista con un biblista. Il
giornalista di “fede atea” sa poco e pone domande non particolarmente
nuove o stimolanti. Il biblista sa molto ma l’intervista lo costringe
su binari che non gli consentono aprofondimenti, che a mio avviso
sarebbero più interessanti di tante domande (vecchie o inutili)
di Augias. Inutile cercare obiettività, essa non esiste tanto da
parte dei credenti che dei non credenti: davanti a Cristo ogni indagine
deve prendere una piega: o la fede o la negazione e Augias conferma la
regola. Una maggiore "polifonia" avrebbe però giovato alla
qualità del libro (ad es. utilizzando diversi voci di biblisti,
non credenti, ortodossi, cattolici, protestanti, ecc.) in dialogo tra
loro, magari stimolati da domande un po’ più interessanti anche
provocatorie. Il libro è totalmente inutile per chi conosce un
po’ la scienza biblica; in questi giorni appare in libreria un
infinitamente più interessante “Gesù” di Klaus Berger che
parla con maggior equilibrio e profondità degli stessi argomenti
del libro di Augias. Per chi non conosce la scienza biblica credo
faccia bene a cercare altrove migliori introduzioni alla figura di
Cristo ad es. i cattolici Ravasi (La buona novella) e Fabris
(Gesù di Nazareth: storia e interpretazione) hanno molto da
dire,
con equilibrio ed onestà intellettuale a credenti e non
credenti. Voto: 1 / 5
ROBERTO (12-12-2006)
Non ho ancora letto il libro, ma mosso dalla curiosità cercavo
delucidazioni. E' stupefacente ciò che si legge. Dal calore di
chi nella vita, qualche volta o spesso, si pone delle domande, alla
determinazione unita ad astio e saccenza di chi è contro. Contro
il libro e contro la persona. Forse ho inteso male il senso delle
parole, ma si stava parlando del libro. Che senso ha insultare le
persone? Comunque credo di capire che il libro abbia raggiunto il suo
scopo, quello di far riflettere e parlare. Allora è un buon
libro! Non solo per chi sa la differenza tra margarina e margherina...
Voto: 5 / 5
Renato Patanè (05-12-2006)
Non arriva a spiegare sul piano storico quale fu la novità
Gesù. Partendo dai Vangeli canonici il biblilsta limita il suo
contributo ad un piano storiografico letterario ed invece per
individuare la biografia di Gesù è necessario addentrarsi
di più sul piano teologico e della conoscenza della
religiosità ebraica e della sua evoluzione. Il fatto, assodato e
recepito, che Gesù fosse ebreo e che vivesse l’ortodossia, viene
percepito da Augias quale novità: in realtà non lo
è, solo all’interno dell'ortodossia diventa scandaloso il
comportamento di Gesù. La novità è, in vario modo,
percepita da tutti gli evangelisti. è impossibile cogliere il
nuovo di Gesù se si ritiene che Egli sia un semplice moralista
predicatore di quegli anni. I suoi discepoli ed egli stesso più
volte vengono rimproverati di non rispettare la Legge, ma mai per
contestarne il fondamento, ma per affermare che il fondamento della
norma è già scritto nell’uomo, per squarciare la
divisione fra ciò che è sacro e intoccabile e ciò
che è profano.tali pensieri erano propri di una importante
corrente di pensiero religioso ebraica, il movimento dei profeti, ma la
radicalità di tali orientamenti è tale che pare naturale
ai primi cristiani rivolgersi al di fuori della semplice schiera di
coloro che erano sottoposti alla Legge. Però il libro risulta
comunque avvincente: tutti insieme tanti percorsi di approfondimento e
conoscenza (gesù ebreo la verginità di Maria i fratelli
di Gesù). L’effetto è piuttosto spiazzante, vi sono vari
percorsi trattati, per motivi di spazio e di intenti puramente
divulgativi, in modo superficiale ed incompleto. Gesù non appare
un esaltato che si crede il Messia, capisce e realizza la figura
messianica compiendola:il percorso ascendente è biograficamente
più importante del percorso discendente che è invece
fondamentale dal punto di vista teologico. Tutte queste cose e molte
altre sono trattate con limitatezza dal libro, di cui pertanto non si
coglie facilmente la ragione. Tuttavia è un buon libro per
avviare percorsi di approfondimento Voto: 3 / 5
Alessandro Desideri (03-12-2006)
Credo che le numerose reazioni di credenti o supposti tali,siano
ragioni piu' che sufficienti per leggere questo libro. Ognuno si potra'
fare una propria idea con buona pace di coloro che avendo una fede non
proprio incrollabile, vorrebbero imporre la propria visione: la
tolleranza insita nel messaggio di Gesù, evidentemente, non
è
stata colta da questi guardiani della fede. Voto: 5 / 5
Luca (02-12-2006)
Un libro inutile: né divulgativo, né di di spessore
concettuale (o storico). Si tratta di una specie di 'Chi l'ha visto?'
su Gesù. Per il bene loro, spero che questa coppia d'autori si
sciolga, ché da tale simbiosi non mi sembra venir fuori
granché. Faccia Pesce il biblista (seriamente) ed Augias
televisione, che più gli si confà. Suggerirei (mi
permetto) ad Augias di tornare proprio a 'Chi l'ha visto?', considerato
che il modulo e lo spirito di questa trasmissione son rimasti nelle sue
corde. Voto: 1 / 5
Susanna (02-12-2006)
Sono convinta che per comprendere la figura di Cristo, la sua vita e la
sua missione sia necessario discostarsi da ogni critero e preconcetto
umani. La fede aiuta a intendere lo scopo di Gesù sulla terra ma
per arrivare a dire che Cristo aveva un carattere solitario nessun uomo
può attestarlo considerando che giorno per giorno entrava a
contatto con centinaia di persone, i suoi momenti di solitudine non
possono essere compresi se non alla luce della sua Relazione spirituale
con Dio basata sulla preghiera. Inoltre Gesù non ha mai
giudicato superati o secondari gli aspetti dell'ebraismo. Diceva che
gli israeliti avevano perso di vista lo scopo della legge mosaica e il
lato spirituale di tale legge. E' facile umanizzare Cristo quanto lo
è divinizzare l'uomo... Voto: 1 / 5
christian (30-11-2006)
Un libro stimolante, che spinge ad approfondire, anche sfruttando la
bibliografia indicata. Le brevi premesse ad ogni capitolo di Augias
pongono questioni di portata non indifferente, le risposte di Pesce
alle domande sono sempre precise, concise e puntuali. Che si creda o
meno, un libro da leggere, per chi non voglia acriticamente accettare
pregiudizialmente quanto affermano le gerarchie cattoliche (altrimenti,
non si spiegherebbe l'esistenza di tutte le altre confessioni, anche
cristiane...) Voto: 5 / 5
Cesare Pucci (30-11-2006)
Un libro del tutto inutile. Augias con la sua solita affettazione e
soporifera flemma voleva far credere al lettore (da lui giudicato
evidentemente ignorante e sempliciotto) di aver scritto qualcosa di
inedito e rivoluzionario su Gesù. L'autore da laico schierato
tenta comicamente e maldestramente di porre al biblista domande che
nella sua mente forse dovrebbero essere provocatorie,intelligenti o
quantomeno originali,in realtà sono domande che ormai nessuno si
fa più per quanto sono banali o ampiamente già risolte o
del tutto superflue sia per chi crede che per chi non crede (se
Gesù fosse ebreo, se le donne che lo seguivano erano ricche o
povere, ecc.) Augias cita poi Vangeli apocrifi a tutto spiano (manca
però il Vangelo di Ygor il marziano, Augias informati meglio!)
sia per evidenziare la sua presunta cultura (di cui tutti noi dubitiamo
dopo aver letto un libro così) sia per attribuire a questi
apocrifi una validità maggiore rispetto ai canonici e scalzare
così l'immagine di Gesù e del Cristianesimo appunto
"canonica". Anche qui l'autore fallisce dato che alla fine e nonostante
tutti i suoi ridicoli sforzi,l'immagine di Gesù che ne esce
fuori è proprio conforme a quella dei 4 Vangeli canonici e che
del resto è l'unica possibile in quanto è la sola
autentica e cioè del Dio fatto uomo per amore e per la nostra
salvezza, di tutto il resto cosa importa? E infatti i Vangeli non
parlano del "resto"! L'autore poi sottolinea alcuni punti ormai chiari
(per esempio, solo per lui la "spada" citata da Gesù poteva
essere intesa in senso materiale, nemmeno un bambino di 5 anni e
nemmeno
l'anticlericale più acceso lo ha mai pensato!) e ne tralascia
altri ben più importanti come l'istituzione dell'Eucarestia, le
Parabole ecc. Insomma bisogna pure capire Augias: non sopportato in
televisione (sembra che il consumo di caffè aumentasse in modo
vertiginoso durante le sue trasmissioni), tenta di scrivere qualcosa
che secondo lui dovrebbe essere interessante ma che in realtà
è la solita minestra condita con margherina invece che con olio.
Voto: 1 / 5
Franco (27-11-2006)
E' chiaro che ai saputoni ed ai baciapile il libro di Augias può
certamente non piacere. Esso si rivolge ad un pubblico che vuole
soltanto cercare di saperne un poco di più sulla vita di questo
grande personaggio vissuto 2000 anni orsono e che bene o male ha
cambiato il mondo. Forse qualcuno desidera vedere se tutto quello che
racconta la Chiesa ufficiale corrisponde a verità. Sicuramente
Augias non risolve il problema, ma aiuta a pensare. Dovrebbero pensare
anche coloro che credono ciecamenta forse gli farebbe bene. Voto:
5 / 5
musumeci (26-11-2006)
Ho collegato il testo all'opera di Vittorio Messori "Ipotesi su Gesu"
di grande successo. Tuttavia questa opera, a differenza di quella che
si prefiggeva a priori di dimostrare la divinità del Cristo, la
ritengo più onesta intellettualmente. Certamente in assenza di
fonti attendibili (il tutto si base sui vangeli più o meno
canonici che risultano manipolati e stratificati nel tempo) non si
poteva pretendere un resoconto storico, per cui alla fine si fa una
esegesi su parole (magari non dette) e su fatti ( in parte mai
avvenuti) così come riportati dai vangeli. Quel che resta
impressionte, originale e rivoluzionario alla fine è la Parola
stessa di un uomo straordinario, cui si può aderire o meno. Ma
tutto ciò è fede e non storia, Voto: 2 / 5
Tiziana (24-11-2006)
Questo Augias scrive di tutto e su tutto, un re dell'improvvisazione e
dell'approssimazione. A chi voglia leggere un libro davvero
interessante su Gesù, un romanzo che si legge di un fiato ma che
pure ha la sostanza storica e religiosa di un trattato, consiglio "Il
nostro agente in Giudea" di Franco Mimmi. Una dimostrazione che la
serietà fa parte della qualità. Voto: 1 / 5
Gino (23-11-2006)
"Inchiesta" è una parola che piace a molte persone desiderose di
conoscere la verità, su un argomento così delicato come
la religione (visto che nel mondo ve ne sono tante di religioni ed
anche autorevoli). Le novità che stanno recentemente emergendo
su Gesù (vere o false che siano) continuano a riscuotere ovvio
successo, principalmente in un contesto in cui il cristianesimo sembra
essere nel DNA di moltissima gente. Tuttavia si continua ad essere
curiosi di scoprire una "nuova verità" che probabilmente, per
qualche motivo, sarà stata celata nel corso dei secoli (pare sia
una sensazione molto forte). Mi chiedo se potrà mai esistere una
commissione imparziale di esperti, in grado di poter raccogliere gli
elementi necessari e sufficienti per formulare una corretta valutazione
su tutto ciò che riguarda le tradizioni religiose, a cominciare
dall'ebraismo, per passare al cristianesimo e all'islamismo, senza
trascurare tutte le altre, rispettabilissime, diffuse nel mondo intero.
Quanto al sottotitolo del libro mi chiedo se sia stato davvero l'uomo
Gesù, di circa due millenni fa, a cambiare il mondo. Quancuno
addirittura asserisce che non vi siano prove certe che Gesù sia
realmente esistito. Leggerò il libro, credo ne valga la pena
(conoscere è meglio che non conoscere). Mi scuso per aver dato
una votazione inopportuna. Il campo era obbligatorio e desideravo
anticipare comunque il mio pensiero. Voto: 3 / 5
marzia carocci (22-11-2006)
Ogni volta che leggo Augias non mi pento, anche questo libro fa
riflettere e se non altro arricchiamo il nostro bisogno di sapere.
Bravo e chiaro come sempre. Voto: 5 / 5
Ugo (21-11-2006)
Un libro perfettamente inutile se non per le tasche dell'autore, il
quale intriso di arroganza non perde occasione nei libri o in TV per
manifestare la sua saccenza in tema di religione. Ancora una volta
tratta l'argomento sempre in chiave di lettura nichilista. Ma cosa
crede di aver scoperto con questa presunta indagine?... Pensa forse che
qualcuno dica: "Ecco... questa è la verità... ci voleva
proprio Augias per scoprirla!"... Ma mi faccia il piacere! Voto: 1 / 5
paolò (20-11-2006)
Augias è nettamente schierato e anzichè cogliere l
'occasione di saperne di piu e farci sapere di piu, rivolge all'
interlocutore una grande quantità di domande sostanzialmente
inutili(Gesù era un uomo politico?),(gli apostoli erano ricchi o
poveri?) etc. Peccato perchè l' incontro tra un uomo
intelligente e uno dei massimi esperti biblici poteva produrre
risultati certamente migliori. Voto: 2 / 5
Alex (17-11-2006)
Forse per chi si accontenta soltanto dei luoghi comuni riguardanti il
Cristianesimo, questo potrebbe essere un libro utile e interessante.
Per quanto mi riguarda, onestamente devo dire che questa lettura non mi
ha fornito ulteriori conoscenze sulla figura di
Gesù... insomma: niente di nuovo sotto il sole! Inoltre,
voglio dire che alcuni aspetti puramente umani di Yehoshua non tolgono
nulla alla Sua dimensione divina, nè tanto meno all'esperienza
esistenziale, profonda, che l'incontro con il Cristo ha prodotto in me.
Credo che chiunque abbia la fortuna, o meglio la Grazia di incontrare
Gesù nella propria esistenza possa testimoniare che non è
solo una questione di nome (Gesù=Dio salva), ma è prorio
la Verità; questa è un'esperienza meravigliosa che
può davvero cambiarti la vita e salvarti. Voto: 3 / 5
domenico (14-11-2006)
Sono ateo, ma Augias riesce a solleticare ogni fantasia e ogni lettore.
da leggere, semplicemente per saperne di più. Voto: 5 / 5
caterina (13-11-2006)
Veramente un libro molto interessante e ben strutturato, grazie
specialmete alla professionalità ed imparzialità di Mauro
Pesce. Abbastanza discutibile, invece, Corrado Augias che denota una
dose forse eccessiva di parzialità in favore di correnti
antitradizzionaliste andate in voga specialmente negli anni 60/70.
Nulla di male nel riproporle, per carià, ma Augias insiste
troppo sulla loro veridicità, anche a costo di fare una figura
un pò magra nei confronti del suo interlocutore che, per lo
più, si limita a contraddirlo. Voto: 4 / 5
Marco (13-11-2006)
Risottone di cose già viste, già sentite. Scientismo che
cerca un'oggettività a-cattolica, ma finisce con l'arricchire il
conseuto fuoco di fila anticattolico. Scritto a forma di dialogo tra
Augias e Pesce non aiuta a conoscere una biografia di Gesù e ben
presto compie il passo di esegesi della parola di Gesù. Soldi
spesi male. Voto: 1 / 5
Michele (06-11-2006)
E' un saggio molto equilibrato. Temevo fosse troppo a favore della
visione teologica o della visione revisionista (non conoscevo la
mentalità dei due autori in merito). Ha l'ottimo pregio di
divulgare tutta una serie di dubbi, esplicite manipolazioni o false
tradizioni su Gesù; ma, soprattutto, fa riscoprire o scoprire il
messaggio morale dell'uomo Gesù, che ha un'ottica ben poco
cattolica nella sua concezione della famiglia, per esempio. Voto: 4 / 5
Rino (02-11-2006)
Non credo che si possano muovere critiche ad un libro come questo.
Consiglio a tutti di leggerlo: alla fine saprete sicuramente qualcosa
di più. Voto: 5 / 5
Giovanni Moschini (29-10-2006)
Un’opera attesa e invocata da molti, che riunisce in un solo libro
notizie ardue da trovare per ricostruire in modo attendibile la
probabilità storica dell’esistenza di Gesù. Miti,
leggende, religioni attraversano i tempi e possono essere manipolati
nei passaggi orali o scritti, mentre un nome, Gesù, che giunge
fino a noi e di cui si ritrovano molteplici tracce nelle decadi
successive alla sua esistenza presunta, rendono questa assai certa. La
terra, l’epoca, la cornice religiosa e gli eventi storici del suo
tempo, analizzati ed esposti con chiarezza, forniscono un quadro dove
la figura di Gesù non può essere considerata
un’invenzione. Un Gesù deve essere esistito, profeta per gli
ebrei che gli credettero, profeta per l’Islam che sette secoli dopo lo
onorò come tale, visto come nemico dall’ordine religioso
costituito che poi lo condannò. Esito drammatico che avremmo
rivisto più volte nel divenire dei secoli e per mano di chi a
Lui si richiamava. Voto: 5 / 5
fernandopessoa (24-01-2007)
Ho letto diversi commenti e credo che questo libro non aggiunga molto
alla questione riguardante la figura di Gesù.Personalmente poi
penso che essa sia in assoluto irrisolvibile. Consiglio a tutti,
invece, di leggere la poeticissima versione che della vita di
Gesù ha dato Josè Saramago nel suo "Il vangelo secondo
Gesù Cristo". Voto: 3 / 5
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