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Leonardo
Boff
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La nuova cosmologia, derivata dalle scienze dell’universo, della Terra e della vita, vieneformulata nell’arco dell’evoluzione ampliata. Tale evoluzione non è lineare. Conosce fermate, involuzioni, progressi, distruzioni di massa e riprese. Tuttavia, guardando all’indietro, il processo rivela una direzione: in avanti e in alto. Siamo consapevoli del fatto che prestigiosi scienziati si rifiutano di accettare una direzionalità nell’universo. Il quale non avrebbe, per loro, semplicemente senso. Altri, tuttavia, come il noto fisico inglese Freeman Dyson – per citarne solo uno – afferma: Quanto più esamino l’universo e studio i dettagli della sua architettura, tante più evidenze trovo del fatto che esso, in qualche modo, doveva aver saputo che eravamo in cammino. Di fatto, guardando in maniera retrospettiva al processo evolutivo che già conta 13,7 miliardi dianni, non possiamo negare che vi sia stata una traiettoria ascendente: l’energia si è trasformata in materia, la materia si è caricata di informazioni, il caos distruttivo è diventato generativo, il semplice ha assunto complessità, da un essere complesso è nata la vita e dalla vita la coscienza. Esiste un’intenzionalità che non può essere negata. Effettivamente, se le cose, nei loro minimi dettagli, fossero avvenute in maniera diversa, noi umani non staremmo qui a parlarne. [... segue ...] |
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Le
Omelie di Padre Aldo
13 maggio 2012 L'invito che racchiude
tutta la visione cristiana del mondo
Giovanni 15, 9-17 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. [...] |
Nella lettera di S. Giovanni e anche nel Vangelo abbiamo il punto nodale e di tutto cristianesimo. Non avrete certo dimenticato l'episodio di S. Giovanni a Efeso, Chiesa ai margini, sotto un certo profilo. A Efeso c'era anche una delle meraviglie del mondo, credo il tempio di Artemide, ma comunque il cristianesimo cominciava a ruotare attorno a Roma. Pietro Giovanni, veniva portato alla celebrazione eucaristica, pare, su una sedia a rotelle, la ruota l'avevano già inventata i romani. Quest'uomo tutte le volte che apriva la bocca diceva con molta lentezza: Figlioli amatevi gli uni agli altri. Giovanni oramai é vecchio, forse non sa dire altre parole, ma poi anche quando era fuori delle adunanze, veniva invitato a dare una riduzione semplice di tutto il messaggio di Gesù, ma continuava a ripetere: Figlioli amatevi gli uni gli altri. Da qui i discepoli si resero conto che allora s. Giovanni non solo diceva quelle poche parole perché non ne poteva dire altre, ma perché non ne voleva dire altre! In quelle parole era racchiusa tutta la visione cristiana del mondo. Allora voi mi direte: chiudiamo qui la predica, ma io ho la drammatica incombenza di dovere spiegare esattamente questa frase. Esamineremo a fondo il significato di questo comando e vedremo che non é un comando. Come il Padre ha amato me cosi anch’io ho amato voi. Vi faccio notare che c'é un come, non quanto il Padre ha amato me, il Padre allora, in forza di questo come, non lo ha esentato dalla sofferenza, anzi, più Cristo é un atto di amore di Dio concretizzato, tanto più é oggetto di sofferenza per sé. Esempio: quanto più la madre é un atto di amore, tanto più é sofferenza per sé. Se noi distacchiamo questa componente dall'amore, non riusciamo più a capire che cosa sia l'amore di cui parla s. Giovanni, e allora é ovvio che, con la testa imbottita di canzonette che non hanno altro che questa parola come condimento, rischiamo di deviare tutto il discorso. Facciamo una riduzione perché non ci sia contaminazione con quello che noi chiamiamo l’amore umano, il fuoco che si sprigiona fra un uomo e una donna, tanto per intenderci, non é esattamente l'amore di cui si parla qui. Amatevi come io ho amato voi... e Cristo come ci ha amati? Diciamo la sola parola utile: ci ha amati senza profitto alcuno. Mentre invece noi contaminiamo tutti i nostri amori con qualche venatura di profitto. E allora l'incantesimo dell'amore finisce, e allora la definizione dell'amore dato da Gesù va tutto nel nulla. [... segue ...] |
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Enzo
Bianchi
Caro Diogneto |
Credere nell’altro è un atto di fede umana, dal quale dipende la qualità della convivenza umana, la resistenza alla barbarie, tentazione ricorrente per tutta l’umanità. E l’altro è soprattutto il diverso, lo straniero, grande metafora dell’alterità… Oggi dovremmo re-imparare a credere nell’altro, investendo molte forze per una rieducazione a questa fiducia: gli ultimi decenni sono stati segnati proprio da un venir meno della fede, dal rifiuto radicale di credere, dal rifiuto dell’atto della fiducia come atteggiamento umano. In questa situazione, come possiamo scandalizzarci della crisi della fede in Dio? Se l’atto umano della fede è così fragile, debole e contraddetto, come potrebbe essere facile il credere in Dio? Parafrasando un’affermazione della Prima lettera di Giovanni, potremmo chiederci: se non sappiamo credere nell’altro che vediamo, nell’uomo, come potremo avere fede in Dio che non vediamo? (cf. 1Gv 4,20) Nello stesso testo l’autore dà una definizione lapidaria dei cristiani: «Noi crediamo all’amore» (1Gv 4,16). I cristiani dovrebbero essere esattamente questo: persone che credono all’amore e che accolgono il dono della fede come risposta alla Parola di Dio, quella «fede» che «nasce dall’ascolto» (Rm 10,17). [... segue ...] |
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Le
Omelie di Padre Aldo
6 maggio 2012 Giovanni 15, 1-8 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: Io sono la vera vite e il Padre mio é il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può fare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi li raccolgano e li gettano nel fuoco e li bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà dato. In questo é glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. |
Tra i problemi affrontati, relativamente all'assetto della società, ve n'é uno che sfiora l'utopia cristiana. L'utopia cristiana dell’avvento del regno di Dio in questo mondo, ed é la posizione dello Stato come realtà, destinata a estinguersi. Concordo con questo ideale che, io talvolta con parole diverse, ho adombrato nella mia predicazione con qualche particolare che qui non stiamo a discutere. Qualcuno non mi rimproveri se adesso vi farò una lezioncina di marxismo e di cristianesimo nello stesso tempo. Voglio mettere i presupposti per farvi capire il significato del vangelo di s. Giovanni, che è di fondamentale importanza per capire che cosa é il cristianesimo come novità esistenziale e non più come religione. Per farvi capire il modo come il cristianesimo descrive lo Stato fino a Costantino: lo Stato é una maniera di convivere dopo il peccato originale. I primi Padri della Chiesa - Agostino in capofila - dicevano addirittura che il peccato originale aveva dato origine alla schiavitù e che dunque, nell’assetto storico, poco importava essere schiavi o liberi, perché la vita é breve, e ciò che conta é guadagnarsi il regno dei cieli. Voi sentite come la lama gelida della distinzione fra cristianesimo e religione sia già operante, e siamo al IV secolo. Noi siamo alla caccia del peccato originale, se noi toglieremo il peccato originale, toglieremo anche tutti quei mali che dal peccato originale derivano, fra questi l'assetto statale. Assetto statale di cui abbiamo bisogno in quanto animali che non riescono a mettersi d’accordo, e che hanno bisogno di una legislazione rigida per potere, alla meno peggio, convivere in questa esistenza. La società contemporanea é la società capitalistica che esiste in tutti i paesi civili. Credo che difficilmente non si possa non essere d’accordo. Poi, lo Stato contemporaneo cambia con le frontiere. C’è uno stato francese, c'é uno stato italiano, c'é uno stato svizzero, e così via, dunque lo Stato contemporaneo é una finzione, è cioè di origine storica, e contiene virtualmente il concetto di guerra. Bisogna dirle queste cose ai buoni marciatori della pace, quelli che vanno ad Assisi, Francesco le aveva dette! Andate ad Assisi per trovare la pace, ma facciamo bene attenzione, Francesco aveva messo le polveri alla radice di ciò che produce la guerra. In questo caso la diagnosi di Lenin é inappuntabile: potremmo dire che é una creazione artificiale, così come le lingue sono delle creazioni artificiali, mentre la cultura é uguale in tutti i popoli civili. [... segue ...] |
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Mario
Mariotti
Cooperazione, non competizione |
Questa riflessione é per coloro che dissertano, vocalizzano, pontificano, ululano e starnazzano a favore della meritocrazia. Io vorrei chiedere a costoro se hanno mai preso coscienza del fatto che noi nasciamo tutti diversi fra noi, che a qualcuno vengono dati cinque talenti e a qualcun'altro uno solo, che l'intelligenza, la memoria, il carattere, ce li ritroviamo o non ce li ritroviamo addosso certamente non per merito nostro. A dipendere da noi resta solo l'impegno, anche se esso stesso può essere favorito od ostacolato dalla presenza o assenza delle precedenti doti, dalle condizioni fisiche ed ambientali nelle quali ci troviamo a vivere, dal tipo di cultura del contesto sociale che ci circonda e condiziona. Ed allora, essendo questa la realtà, ha senso portare avanti nella cultura e nell'economia questo “valore", cioè la meritocrazia? Ci rendiamo conto che, strutturale ad esso, c'é quello della competitività, della competizione, che inevitabilmente comporta che uno vince e l'altro perde? che i punti di partenza sono diversi? che può esserci un massimo impegno individuale accompagnato da risultati modesti? che è assurdo pensare di creare pari opportunità di partenza, perché non siamo ancora riusciti ad avere successo nelle tecniche di trapianto dell'intelligenza, della capacità di concettualizzazione? Chi risulta perdente, nella competizione, viene privato di quel diritto umano fondamentale che é il posto di lavoro, che dovrebbe essere "indisponibile", in quanto, appunto, diritto umano fondamentale [... segue ...] |
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Nei giorni scorsi Benedetto XVI ha inviato una lettera alla Conferenza Episcopale tedesca nella quale comunicava un importante cambiamento riguardante la liturgia eucaristica: al momento della consacrazione il sacerdote non dovrà più dire ...versato per voi e per tutti... bensì ...per molti... Ovviamente la cosa non riguarda solo i vescovi tedeschi, ma tutti i vescovi del mondo; quelli italiani ne discuteranno nell’assemblea nel prossimo maggio quando saranno chiamati ad approvare il nuovo messale. Benedetto XVI spiega la sua decisione con motivazioni di carattere esegetico. L’evangelista Marco (14,24) nel suo vangelo scrive upèr pollôn, Matteo (26,28) perì pollôn, Luca (22,19) upèr umôn. La vulgata latina traduce il testo di Marco e Matteo con pro multis e quello di Luca con pro vobis. Il messale latino in uso fino al Concilio Vaticano II diceva quindi pro multis, «per molti». Paolo VI nel 1969 volle sostituire «per molti» con «per tutti» per sottolineare l’universalità della salvezza; fu una decisione contestata che scatenò le proteste degli ambienti più tradizionalisti. Benedetto XVI ha voluto così ripristinare la formula preconciliare perché più aderente al testo originale greco e alla sua traduzione latina. [... segue ...] |
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PADRE BERGAMASCHI: UNA CULTURA PER L'EDUCAZIONE Il 21 marzo 2012, nella sala conferenze della Biblioteca dei Cappuccini di Reggio Emilia, Fulvio De Giorgi, Davide Dazzi e Renata Castellani hanno ricordato Padre Aldo Bergamaschi, frate cappuccino scomparso nel 2007. Coltissimo autore di libri, saggi e ricerche, Padre Bergamaschi curò anche opere e scritti di don Primo Mazzolari |
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Giovanni 10, 11-18 In quel tempo Gesù disse: Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non é pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo abbandona le pecore e fugge e il lupo allora le rapisce e le disperde; egli é un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo ovile. [...] |
Oggi dobbiamo toccare un elemento delicato e per me fastidioso perché dobbiamo mettere le mani sull’argomento delle vocazioni. Una grande lamentela: non ci sono più vocazioni - qualcuno dice - se la comunità cristiana non ha più pastori si dia la moglie ai preti. Certo che non c'è incompatibilità dogmatica tra il matrimonio e il sacerdozio perché molti degli apostoli erano sposati. Senonché si va dall'essere sposi a diventare discepoli di Cristo e non si fa il tragitto al rovescio, anche nella Chiesa greca dove i sacerdoti sono sposati, prima si sposano poi vengono consacrati sacerdoti. Questa è la strada giusta. Capite che è inutile mettere la testa sotto la sabbia. È inutile pregare perché il Signore mandi operai nelle sue messi, quando sotto sappiamo che c'è questo dramma. II mio discorso nasce da una violenta polemica che si è scatenata attorno a un certo comportamento tenuto dal Papa su questo tema. Parlando del matrimonio e della sua rinuncia per il regno da parte del sacerdote cattolico, ha affermato che il discorso cristiano esclude il manicheismo. Questa parola la conosciamo, vuoi dire che non ci può essere disprezzo del corpo, non ci può essere disprezzo della sessualità, non ci può essere disprezzo, per portare il discorso nella più bruciante attualità, disprezzo per la donna. Il Papa ha precisato: nelle parole di Cristo non c'è alcun cenno circa l'inferiorità del matrimonio, esse non forniscono motivo di sostenere né l'inferiorità dei matrimonio né la superiorità della verginità o del celibato. Il Papa si è poi riferito alla tradizione tutta, dicendo che matrimonio e celibato né si contrappongono né dividono per sé la comunità in due campi, i perfetti e i meno perfetti. La perfezione cristiana, precisa il Papa, viene misurata con il metro della carità, cioè dell'amor di Dio e del prossimo. [... segue ...] |
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22 aprile - Giornata
della Terra
Ogni essere umano, a prescindere dalla sua etnia, sesso, salario, o zona del mondo dove vive ha il diritto morale a vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile |
Fu in forza di questo
principio che il 22 aprile 1970 20 milioni di
cittadini americani si radunarono in una
manifestazione rimasta alla storia per la difesa
del pianeta. Un movimento
universitario inizialmente minoritario ed
elitario era riuscito a fare breccia nella
coscienza di molti, risvegliando sensibilità e
convinzioni poco attente al problema in
precedenza
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Le
Omelie di Padre Aldo
22 aprile 2012 Credere per diventare
creature nuove
![]() Luca 24, 35-48 In quel tempo, di ritorno da Emmaus, i due discepoli riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: Pace a voi. Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho. [...] |
Ecco vediamo di passare a un discorso più liberamente cattolico che non sia collocato in una istituzione, ma che sia il messaggio di Gesù, se riusciamo a reperirlo. Voi direte: il passo di s. Luca di oggi sembra abbastanza chiaro ed evidente per dimostrare la Risurrezione. Proprio perché vuole dimostrare troppo rischia di far perdere il significato autentico della Risurrezione. S. Luca, dunque, non è presente ai fatti, insite sulla realtà corporea del Risorto, forse in polemica con altri modi di interpretare la presenza di Gesù ai suoi. Poi culmina con il richiamo delle scritture. Già anche questo aprire gli occhi sulle scritture che diversamente resterebbero opache probabilmente non parlanti. Beh, per dimostrarvi adesso quanto sia delicato il problema, vi citerò un passaggio di Popper che mi ha stupito, pensando appunto a questo passo evangelico. Questo epistemologo della scienza, più che grande scienziato è uno studioso del fenomeno scientifico. Certamente uno dei cervelli più interessanti della nostra epoca. In un volumetto che ha per titolo Scienza e filosofia si occupa dello scopo della scienza, in quanto attività razionale. Se non fosse attività razionale si potrebbe dire che non ha scopo alcuno, evidentemente, ma poiché giustamente, dice Popper, la scienza è un’attività razionale, allora non vi è dubbio che qualche scopo dovrà avere. [... segue ...] |
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P. Bergamaschi
Ernesto, io vorrei che
tu, Primo ed io…
La morte di p.
Ernesto Balducci - ai cui funerali ho assistito nel
duomo di Firenze il 27 aprile 1992 - ha lasciato un
segno nel mio spirito. Un segno paragonabile a quello
lasciato dalla morte di don Primo Mazzolari (12 aprile
1959). Con questa differenza: mentre con Mazzolari non
pensavo di dover percorrere insieme un lungo cammino -
data la disparità generazionale - con p. Balducci
pensavo di dover percorrere ancora un buon tratto di
strada e in sempre più stretta consonanza culturale. |
La nostra amicizia non fu mai ufficialmente dichiarata ma si mantenne discreta e costante. La prima volta che lo incontrai, a Milano, credo nel 1965, fu per dirgli che fino a quel momento i suoi scritti non mi avevano mai deluso, eccetto le pagine dedicate allo spiritualismo orientale che ritenevo più una ricerca, erudita che una interiore convinzione. Io venivo dall'Adesso, e sui grandi temi della vita sociale, politica, ecclesiale, ero alla finestra. Avevo alcune certezze interiori ereditate da Mazzolari, ma mi ritenevo ancora uno scolaro. Nel gennaio 1958 - dieci anni dopo la fondazione di Adesso - era apparsa, a Firenze, la rivista Testimonianze con approvazione ecclesiastica e dell'Ordine dei Padri Scolopi. P. Balducci è la punta di diamante della nuova apologetica e della intellighentia cattolica riformatrice. L'Adesso di Mazzolari era un lanciafiamme di impegno cristiano, il cui spessore culturale era tutto interiorizzato e nascosto nel travaglio spirituale, messo in moto dal modernismo da cui Mazzolari era uscito vaccinato. Da qui l'inevitabile colpo di clacson per annunciare ai cattolici inquieti che ora ha Giotto il grido. [... segue ...] |
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Sonia
Savioli
Le conseguenze dello sviluppo sulla natura e il nostro futuro a rischio ![]() Siccità, aumento dell'escursione termica tra il giorno e la notte, perdita di fertilità dei suoli. Lo sviluppo, tanto invocato dai nostri governanti, non minaccia soltanto la natura ma anche l'umana sopravvivenza. E' ora di riprendere il contatto con la Terra |
Dopo un autunno e un inverno a temperature estivo-primaverili, le temperature sono scese improvvisamente e gli olivi non erano preparati. Dato che io e i miei familiari stiamo potando gli olivi, mi viene spontaneo pensare allo 'sviluppo'. Proprio quello sviluppo invocato e magnificato dai nostri pseudogovernanti (vi siete mai chiesti chi li abbia eletti, visto che siamo in una, mai messa in dubbio, democrazia?), che cantano nel coro sviluppista dei potenti del Mondo Sviluppato, con sottofondo di gran parte dell’opinione pubblica di tale mondo. Perché gli olivi suscitano la mia riflessione, e cos’hanno a che fare tali miti, buone e responsabili creature con Monti, Fornero & C. & P. (P. sta per Padroni)? Gli olivi in Toscana quest’anno sono molto malandati, e ciò proprio a causa dello Sviluppo. È successo che, dopo un autunno e un inverno a temperature estivo-primaverili, di colpo a febbraio le temperature sulle dolci colline della Toscana siano scese a livelli invernali alpini, con qualche decina di centimetri di neve. Gli olivi non se l’aspettavano. Pochi ormai sanno qualcosa della vita, quindi molti non sanno che l’abbassarsi graduale delle temperature induce gli alberi a rallentare la propria attività, fino a un letargo più o meno profondo, a seconda che siano sempreverdi o a foglia caduca. [... segue ...] |
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Le
Omelie di Padre Aldo
15
aprile 2012
La bontà senza la
Verità produce società a delinquere
![]()
Giovanni 20, 19-31
La sera di quello stesso giorno, la prima dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: Pace a voi. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono a vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch' io mando voi. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: Abbiamo visto il Signore. Ma egli disse loro: Se non vedo le sue mani e il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò. [...] |
Questo passo è stato scritto a distanza di tempo rispetto agli avvenimenti accaduti ed è quindi sistemizzato. Per esempio, quei discepoli dicono: Abbiamo visto il Signore, ma non è vero: Giovanni doveva dire che Gesù si era fatto vedere. I fatti sono narrati secondo le apparenze. Badate il punto centrale è tenere vivo un discorso che mi preme circa le maniere di concepire la risurrezione di Gesù. Allora che cosa vuol dire che i fatti sono narrati secondo le apparenze. Facciamo due esempi. Cosa dice il contadino quando al mattino si alza prima di andare nei campi? Guarda all’orizzonte e dice, oh che bel sole, guarda papà che bel sole dice il figlio al contadino, ma anche il professore dice: il sole sorge. Se ci fosse Galilei presente li giudicherebbe discorsi sulle apparenze, Galilei non direbbe il sole sorge, direbbe la terra si allontana, la terra corre via. É il rapporto fra la terra e il sole che è visto in modo diverso fra il Galilei e il contadino. Bene, anche s. Tommaso, che pure in questo caso è un razionalista abbastanza simpatico, molti di voi si ravvisano in lui, forse anch’io, in fondo forse chiedeva una cosa legittima perché non era nel gruppo, non aveva assistito alla crocifissione, ma gli elementi erano noti. Poi Didimo, vuol dire gemello. Allora evidentemente anche qui il razionalismo pignolo di Tommaso, di uno che era gemello, pensa di vederlo come un cadavere rianimato: Se non metto il dito nel posto dei chiodi.. C’è uno sforzo da parte degli evangelisti, almeno due, orientato a presentare Gesù come un cadavere rianimato, perché così credono che sia, ma dovendo poi - ecco il dramma - rispettare i fenomeni, la realtà delle cose accadute e dire che hanno visto, ci danno argomento per dimostrare che la Risurrezione è qualche cosa di diverso da una rianimazione di cadavere. Il contenuto della fede è uguale in tutto il gruppo dei quattro evangelisti ed è questo: Gesù è vivo, non è morto. Come è vivo? Questa mattina voglio affrontare il discorso che riguarda questa apparizione, di questo farsi vivo di Gesù, ed il potere di rimettere i peccati. Gesù è buono con tutti, frase che avrete sentito anche voi parecchie volte. Gesù è buono, cosa vuole dire? Vuol dire che egli offre a tutti - tutti, badate, a Caifa, a Pilato, a Giuda - la possibilità di salvezza. Allora non a caso è preoccupato di lasciare lo strumento discriminante, che è questo: il potere di rimettere i peccati che è uno strumento discriminante. [... segue ...] |
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Non siamo senza eredità di patrimoni
preziosi
![]() Vent'anni fa morivano quasi insieme (6 febbraio e 25 aprile 1992), David Maria Turoldo e Ernesto Balducci. Abbiamo visto Balducci l'ultima volta al funerale di Turoldo. Aveva accettato l'invito de il foglio a Torino, per maggio, a dibattere con Vattimo su «Processo all'Occidente». Dopo i primi anni, sono stati un po' dimenticati. |
Sono due figure alte nella storia religiosa e civile italiana, da reincontrare in questa occasione, come propongono diverse iniziative in tutta Italia. Non si tratta affatto di canonizzarli. Chi li ha conosciuti ha visto anche aspetti discutibili. Ma sono ancora maestri. Il 1992 era all'inizio dei decenni post-89, di Tangentopoli, del tempo delle «nuove guerre», era il 500° della «conquista» dell'America, il 30° dell'apertura del Concilio. In quel tornante storico, essi ci consegnavano il loro lascito. Un anno dopo moriva anche Tonino Bello. Riascoltare oggi le loro voci ed esperienze implica per noi ricapitolare il loro tempo nel nostro tempo, assai mutato. In che cosa è mutato il nostro presente? Difficile dirlo in breve. Il capitalismo finanziario, la «rivoluzione dei ricchi», ha trionfato, schiacciando altre dimensioni dell'incontro planetario dei popoli, con le guerre finanziarie e quelle militari. Il cristianesimo per un verso (nel cattolicesimo) ha congelato la profezia conciliare, per un altro verso, nella vita personale e di base dei credenti, ha addolcito la quadratura geometrica del dogma in apertura della fede fiduciale, ha spostato l'accento centrale dall'ortodossia all'ortoprassi evangelica... [... segue ...] |
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Le
Omelie di Padre Aldo
Matteo 28, 8-15 In quel tempo abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: Salute a voi. Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno. Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città a annunziare ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. [...] |
Questo lunedì lo dedichiamo a delle ricerche un poco marginali, non per questo meno importanti relativamente ai grossi discorsi evangelici. Quest'anno voglio affrontare il discorso della risurrezione secondo san Paolo. Perché? Avrete udito le letture, non so che impressione vi abbia fatto il discorso di san Pietro discorso purtroppo basato sui sensi, vi porterò qualche esempio di come ancora noi siamo vittime, di quello che é l'errore dei sensi. Nel Vangelo di san Matteo Gesù, dice: Salute a voi..., queste donne si prostrano, gli baciano i piedi lo adorano. Attenzione bene a quale Gesù si riferiscono, perché, se nella loro testa c'é l'idea che Gesù sia un cadavere rianimato, allora ahimè facciamo il medesimo errore che continuiamo a fare quando diciamo che al mattino il sole sorge all’ora tale e poi tramonta all'ora tale, é un errore di una banalità infinita, eppure continuiamo a dirlo. Eraclito, il grande pensatore diceva: Gli uomini hanno le orecchie, hanno gli occhi, ma purtroppo non usano il cervello e non riescono a raccogliere la realtà. L’esempio portato da lui é più o meno quello portato da Galileo: non é vero che sia il sole che sorge, é la terra che gira e cosi via. Allora questa resurrezione di Gesù come dobbiamo concepirla? Come una rianimazione di cadavere oppure come il passaggio in una nuova dimensione? Io l'altra sera, non ero presente alla proiezione del documentario sulla Sindone, però alcuni miei amici mi hanno detto che finalmente il conferenziere, probabilmente influenzato oramai da tutta una letteratura che cammina su quella strada, ha giustamente fatto osservare che quando Pietro e Giovanni arrivano al sepolcro - ricordate la scena l'abbiamo letta ieri - i due, dice il testo che si chinarono sulla sindone e credettero. Siccome la sindone era afflosciata su se stessa, non era rovesciata, non era strappata, era così come se il corpo che vi era dentro fosse volatilizzato, ecco in che cosa consiste la riflessione. [... segue ...] |
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BUONA PASQUA !
![]() Come possiamo capire questo ostinarsi a tenere in piedi una civiltà da cui il Cristo esce fuori ogni giorno ? [... segue ...] |
Io vorrei donare una cosa al Signore, ma non so che cosa. Andrò in giro per le strade zufolando, così, fino a che gli altri dicono: è pazzo! E mi fermerò sopratutto coi bambini a giocare in periferia, e poi lascerò un fiore ad ogni finestra dei poveri e saluterò chiunque incontrerò sulla via inchinandomi fino a terra. E poi suonerò con le mie mani le campane sulla torre a più riprese finché non sarò esausto. E a chiunque venga anche al ricco dirò: siediti pure alla mia mensa, (anche il ricco è un povero uomo). [...] La croce e stata piantata “fuori della porta”. Coloro che giudicano e condannano dentro le mura, mandano a morire fuori, per non contaminare la città. Già s’eran guardati, quando avevano condotto Gesù da Caifa a Pilato, dall’entrare nel pretorio, per non contaminarsi e cosi poter mangiare la Pasqua. Nessuno vuole spartire con lui la sua ignominia, l’ignominia dell’uomo dei dolori, che conosce il soffrire (Isaia). [...] |
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Le
Omelie di Padre Aldo
8
aprile 2012
Le tentazioni del Cristo
- e del cristianesimo - storico
Giovanni 20, 1-9 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al Sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava e disse loro: Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto. Uscì allora Simon Pietro insieme con l'altro discepolo e, si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. [...] |
Il Cristo storico, quello che camminava, mangiava, beveva - lo abbiamo visto all'inizio della Quaresima - é tentato di riunire tutti gli uomini mediante il miracolo e l'autorità, mediante il mistero e il dominio. Dì a queste pietre che diventino pane; gettati dal pinnacolo del tempio; prostrati adorami e avrai il dominio di tutta la Terra. La storia biblica e la storia profana é sotto la logica di questa tentazione. Gli uomini riuniti in gruppi etnici - uso queste parole per non offenderli - successivamente gli uomini riuniti in gruppi etnici e in religioni hanno tentato il dominio di tutta la storia, con la buona intenzione di raggiungere la pace e di raggiungerla mediante una vittoria. Ho l’impressione che il buon Pietro avesse lui pure questo errore nella testa, a meno che non sia stato qualcuno dei suoi segretari ad aggiungere parole nefaste della lettura che abbiamo fatto prima. Oggi siamo alle medesime, in campo ci sono tutte le ideologie dislocate nei vari stati nazionali, afflitti nelle loro politiche e poi, il filo rosso delle religioni che attraversa tutto l'emisfero terrestre. Tra queste religioni ahimè c'é anche il cristianesimo storico, il cui spessore porta confusione anziché chiarezza. E la prima confusione é quella di assimilarsi e di annoverarsi tra le religioni. Questo é il primo peccato compiuto dal cristianesimo dopo tre secoli di tentazioni. Fratelli - lo dico oggi che é Pasqua - non é vero che le religioni credono tutte nello stesso Dio. Le religioni esprimono la lettura pluralistica della realtà, aggiungo, invisibile. Dio é unico, é il grido comune, ma se tale lo concepissimo, non sarebbero le religioni in contraddizione fra di loro e fra di loro nemiche e attualmente abbastanza tolleranti per opportunità, ma non per convinzione, giacché la loro stessa definizione, il loro esserci, é un atto di guerra contro l'umanità. C'é dunque qualche passaggio sofistico nel movimento della psiche e anche, ahimè, nel movimento del nostro pensiero e del nostro intelletto, quando questo pensiero e questa psiche si muovono verso l'alto. La psiche elabora per proprio conto l'idea di Dio e si fraziona in gruppi, i quali poi, hanno la pretesa di portare la verità, la pretesa soprattutto di imporla agli altri. [... segue ...] |
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Don Tonino Bello
Pasqua 1986 ![]() |
Come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole ... La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla ... Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati ... Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via ... Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione |
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Le
Omelie di Padre Aldo
1
aprile 2012
Preghiere, preghiere, preghiere e
poi violenze, violenze, violenze
Marco 14,
1-15, 47[...] Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di Lui con inganno, per ucciderlo. [...] |
Prima di leggere la passione di Nostro Signore Gesù Cristo, secondo Marco, permettetemi di introdurla con queste poche parole, tanto da capire in sintesi il significato di questo dramma che coinvolge tutta l’umanità. Qualcuno, specie tra gli intellettuali, rifiuta il Cristianesimo perché giudica incompleta la sua dottrina sul dolore, poi vanno a cercare la pace e il conforto nel canto degli uccelli e nel germogliare dei fiori. Debbo dire che costoro cadono dalla padella nelle brace, perché la padella almeno ha un suo modo razionale di usare il fuoco, mentre invece il fuoco abbandonato a sé stesso è capace soltanto di distruggere. Chi cerca la consolazione nella natura vuol dire che, di questa natura, non conosce la carta di identità. La carta di identità della natura è questa: i minerali servono di cibo le piante, le piante servono di cibo gli animali, gli animali piccoli servono di cibo gli animali più grandi; gli animali, le piante, i minerali servono all’uomo. In termini teologici, il minerale se vuol salvare se stesso e nobilitarsi, deve consegnare la sua esistenza alla pianta, la pianta all’animale e l’animale deve consegnarla all’uomo. Piaccia o no, questo è il dato di fatto visto con chiarezza e questo dovete dirlo anche ai vostri bambini. Il Cristianesimo ci invita a guardare bene in faccia questi fatti e ci dice che occorre darne una interpretazione esatta, perché se si fallisce in un punto, abbiamo il dramma di tutta la nostra esistenza. L’uomo sarà finalmente lui il termine di tutta l’esistenza o di tutto l’essere? Sarà sé stesso il fine ultimo di tutta la realtà? [... segue ...] |
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Padre Bergamaschi era uno studioso di tutti i problemi della convivenza e vorrei completare quello che già è stato detto riportando poche righe da un volumetto Nonni e nipoti: un rapporto educativo? (…) Ogni ragazzo dovrebbe essere un Socrate giovane in contestazione ironica e non violenta con la polis, ed ogni uomo anziano dovrebbe essere un Socrate settantaduenne che, senza mai diventare un laudator temporis acti, dà alla sua protesta il carisma della razionalità totale, nel momento in cui accetta di uscire di scena dolcemente, sebbene in nome della forza. La sua vita, infatti, non si consuma nella entropia del gregge anonimo, ma nella sublimazione della persona libera. Se poi qualcuno chiedesse il modello cristiano, potremmo formalizzarlo in questo modo: ogni ragazzo dovrebbe esser un Cristo dodicenne che nel Tempio contesta una famiglia necessaria, ma non sufficiente, ed ogni anziano dovrebbe essere un Nicodemo pronto a ritornare nel seno della madre se ciò significasse azzerare il fenotipo personale e di gruppo per riguadagnare l'assetto originario dell’uomo. [... segue ...] |
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In questo periodo quaresimale sento l’urgenza di condividere con voi una riflessione sulla ‘tempesta finanziaria’ che sta scuotendo l’Europa, rimettendo tutto in discussione: diritti, democrazia, lavoro... In più arricchendo sempre di più pochi a scapito dei molti impoveriti. Una tempesta che rivela finalmente il vero volto del nostro Sistema: la dittatura della finanza. L’Europa come l’Italia è prigioniera di banche e banchieri. E’ il trionfo della finanza o meglio del Finanz-capitalismo come Luciano Gallino lo definisce: Il finanz-capitalismo è una mega-macchina, che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni, allo scopo di massimizzare e accumulare sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia del maggior numero di esseri umani sia degli eco-sistemi. Estrarre valore è la parola chiave del Finanzcapitalismo che si contrappone al produrre valore del capitalismo industriale, che abbiamo conosciuto nel dopoguerra. E’ un cambiamento radicale del Sistema! [... segue ...] |
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Le
Omelie di Padre Aldo
25
marzo 2012
La libertà è finalizzata alla verità Giovanni 12, 20-33 In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: Signore, vogliamo vedere Gesù. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: E giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome. [...] |
Nel romanzo di Dostoevskij, I demoni, vi è un certo personaggio, Kirillov, il quale a un certo momento esce con questa affermazione: Ho cercato per tre anni l'attributo della mia divinità e l'ho trovato nella mia volontà. Tutto ciò con cui posso mostrare al mio punto massimo, la mia insubordinazione e la mia terribile novità è esattamente la libertà. E per dimostrare questa insubordinazione ecco che io mi uccido. Mi uccido per affermare la mia propria libertà. Bene, potrebbe essere anche questa una scelta. Cristo però muore per adeguarsi a una volontà divina, non per fare passivamente una volontà divina quasi stabilita senza il suo consenso, ma perché questa volontà divina è attuazione ultima del progetto esistenziale che è anche suo. Ad accettare una volontà divina ineluttabile c'erano arrivati anche gli stoici, ma il renderci conto che il disegno divino su di noi è la nostra vera celebrazione, la celebrazione del nostro essere, questo probabilmente appartiene ad una singolarità cristiana. Dunque, per fare la volontà del Padre. L'anima mia è turbata; che cosa devo, dire salvami da quest'ora Padre, no ma proprio per questo sono venuto a quest'ora, allora Padre glorifica mediante la mia azione il tuo nome. In questo caso il primum non è la libertà, come nel caso del personaggio di Dostoevskij, ma la verità. Una buona libertà, una retta libertà, una significativa libertà è quella che si consuma per raggiungere la verità. Una libertà che si assolutizza diventa una divinità sterile e autodistruttiva di se stessa. Soltanto glorificando Dio, attuando cioè un disegno che io ho scoperto essere la mia profonda vocazione, io porterò anche frutti di salvezza. Quando facciamo degli esercizi spirituali o quando abbiamo degli incontri a livello ascetico, generalmente si dice che il fine dell'uomo è la felicità. In questo modo di pensare sono rimasto irretito io pure per parecchi anni. Poi un bel giorno ho riflettuto, anche ovviamente sul dato evangelico, e mi sono convinto che questa è una strada sbagliata. Se voi ammettete che il fine dell'uomo è la felicità, allora non vi resta che stabilire in che cosa consiste questa felicità. [... segue ...] |
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Il noto medievista francese Jacques Dalarun sostiene che lo studio delle origini di un ordine religioso non può limitarsi alla storia del suo fondatore e che non si può considerare il suo punto di vista come unico parametro di riferimento. Assumere questa prospettiva appare assolutamente doveroso nel caso dell’Ordine dei Frati Minori che conobbe nei suoi primi decenni di vita uno sviluppo tumultuoso e disordinato durante il quale molti tra i suoi caratteri distintivi, come appunto la povertà, subirono sensibili modificazioni. Dal mio punto di vista per cogliere il senso della povertà francescana occorre far riferimento a un arco temporale che va da Francesco d’Assisi a Guglielmo da Ockham. Francesco era una persona intuitiva, diretta, concreta; non era nelle sue corde un approccio speculativo alle cose, ai problemi, alle persone. Per lui la povertà era l’atteggiamento naturale dell’uomo che liberatosi dal peccato attraverso un cammino di conversione interiore riesce finalmente a riconoscere in Dio un padre che ha cura dei suoi figli. Nulla necessita veramente all’uomo se non Dio solo; sarà Lui a nutrirlo come nutre gli uccelli del cielo, sarà Lui a vestirlo come veste i gigli dei campi. [... segue ...] |
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Le Omelie di Padre Aldo
Giovanni 3, 14-21 In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: Come Mosé innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché e in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non é condannato; ma chi non crede é già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito figlio di Dio. [...] |
I passi che abbiamo letto, non so quale effetto vi abbiano fatto, qui siamo in un contesto liturgico dove si da tutto per scontato. Per esempio la concezione di Dio di tipo miracolistico e provvidenzialistico, noi la ritroviamo ripetuta nel Vecchio Testamento e lo devo riconfermare: la concezione che gli ebrei avevano di Dio nel vecchio testamento, é una concezione aberrante da mettere sul piatto di tutte le altre religioni. Con qualcosa in più: una forma di etnocentrismo esasperato che ha dato origine in questo occidente e in tutto il mondo alle gravissime distorsioni compiute nei confronti degli uomini. Abbiamo letto cosa dice Ciro re di Persia: Il Signore dei cieli, Dio dei cieli, mi ha consegnato tutti i regni della terra. Qui la cosa viene voltata dal punto di vista degli Ebrei, loro credono che sia stato il loro Dio a suggerire a Ciro, il fatto di dar loro il permesso di costruire il tempio di Gerusalemme. Ecco tutta la concezione provvidenzialistica dove si attribuisce a Dio la sconfitta o la vittoria, mentre questa concezione errata di Dio, della nostra testa malata, produce tutti i disastri, le deportazioni, l’olocausto. Mentre Gesù è venuto a correggerci nel punto vitale, quello che è il movimento del nostro pensiero, cioè a cambiare la concezione di Dio che l’uomo si è forgiato lungo i secoli. Quello di Nicodemo é certamente uno dei passi più belli di tutto il Nuovo Testamento, ma peccato che abbiano trascurato di mettere la prima parte del colloquio, laddove Gesù dice a Nicodemo che bisogna rinascere, e lui capisce che bisogna ritornare nel seno della madre; aveva capito male naturalmente. La rinascita di cui si parla é una rinascita di ordine spirituale, cioè é nel nostro cervello, che ci qualifica, in quanto specie privilegiata, dove si forgia l’idea di Dio, l'idea di prossimo, e dove bisogna cominciare a portare il bisturi come ha fatto Gesù. [... segue ...] |
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don
Virginio Colmegna
LA TESTIMONIANZA SOCIALE E POLITICA DI DON PRIMO MAZZOLARI Sabato 3 marzo - sala Paolo VI - Bozzolo (MN) ![]() Io non ho dubbi, la politica tutta ha un urgente bisogno di recuperare messaggi che vengono da personalità che, come don Mazzolari, hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di scrivere: Uomini non ci si improvvisa e nella lotta politica italiana ciò che più dolorosamente sorprende è la mancanza dell’uomo |
(…) Gli scritti di don Mazzolari parlano di uomini di donne di giovani di oggi, credenti, dubbiosi, persone in ricerca, provenienti da diversi mondi culturali. Parlano alla Chiesa di oggi, la sollecitano a essere profetica, radicata nel Vangelo di Gesù, promotrice di una testimonianza di vita sobria, semplice, ispirata al Vangelo delle Beatitudini. Ci sollecitano a un impegno politico che non mette tra parentesi le motivazioni valoriali, che parte proprio da quella passione, da quegli ideali di giustizia, pace, non violenza, fraternità autentica. La politica rappresenta il filo conduttore forte: è una politica esigente, non facoltativa; un impegno che sa coinvolgere il cuore, le passioni, ed esige uno stile di vita coerente con gli ideali che la animano e che ci impegnano, noi e non gli altri. Allora ho cercato di calarmi nell’oggi: ritroviamo un grande impegno di giovani, di comunità, di gruppi sociali, di famiglie ospitali in esperienze cariche di socialità e solidarietà. È l’immenso mondo che chiamiamo, in modo impreciso, “del volontariato”, che esprime una società civile che non si rassegna all’individualismo e all’indifferenza verso gli altri. È la grande forza trainante delle motivazioni ideali, della carità e dell’altruismo, che concepisce la gratuità come valore, il bene relazionale come capace di diventare una impresa economica, di esprimere la capacità di costruire legami sociali veri. È una società plurale, dove anche tradizioni culturali diverse hanno ritrovato un solidale cammino comune. [... segue ...] |
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Le Omelie di Padre Aldo
11
marzo 2012
Dio si è rivelato agli uomini solo con Gesù Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore, e colombe e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il danaro dei cambiavalute, ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato! [...] |
Come avete udito molti sarebbero i temi da discutere, per esempio, a titolo di prima delibazione avete udito nel vecchio testamento, di questo Dio geloso, che colpisce i suoi nemici. Li colpisce nella prima, nella seconda, nella terza generazione. E qui avrebbero buon gioco quei teisti, i quali, alla maniera di Calvino, vanno pensando che la frode sulla natura... avete sentito della bambina nata con due teste tre braccia, due gambe un solo cuore? Problema drammatico. Chi ha ascoltato la mia predicazione, se volesse, credo abbia già in mano la chiave per poter rispondere a questi problemi. I teisti veterotestamentari, coloro che di Dio hanno la concezione del Vecchio Testamento - che Gesù é venuto a ribaltare - certo diranno: vedete, qui abbiamo la spiegazione. Ma Gesù tronca tutto questo passo del Vecchio Testamento con quella affermazione che qui vi ricordo: Dio non ha nemici; Dio fa sorgere il suo sole e cadere la sua pioggia sui buoni e sui cattivi allo stesso modo. Sì, voi mi direte: e tutti gli altri progetti, sono giusti o non sono giusti? Sono giusti nella misura in cui rientrano nella razionalità universale; sono sospetti nella misura in cui sono produzione di gruppo. Sì, perché anche il non rubare, che può essere considerato un precetto universale, è sospetto qui nel decalogo, perché il precetto non rubare é limpido solo quando c'è una condizione originaria perequata, ma in una condizione storica sperequata come la nostra, é assai pericoloso dire non rubare, perché il principio é utilizzato dai ricchi. E veniamo a questa affermazione del Vangelo: non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato. No, questa non è frase di Gesù, questa è dell'evangelista! L’utilizzo del Principio di non contraddizione, che vi ho detto altre volte, porterà il fedele, il cristiano a capire quale é il vero pensiero di Gesù e quali invece le sovrapposizione storiografiche. [... segue ...] |
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Come reagire a quanto sta succedendo nella chiesa, in questi ultimi tempi in modo più manifesto di prima? Lamentarci? Già fatto. Denunciare? Pure, sempre cercando di non offendere la carità né di nominare il “peccatore”! Forse, si tratta di fare anche di questi momenti un’occasione per vivere il vangelo e per continuare ad amare la chiesa anche qualora si dovesse concludere che essa è irreformabile perché impermeabile al Vangelo... Sappiamo che la chiesa non è una realtà atemporale generata dal testamento di un fondatore: è una realtà storica, è storia e fa storia. Sappiamo anche che nel luogo stabilito per il diritto può esserci l’iniquità (cf. Qo 3,16) e che già nel gruppo dei dodici chiamati attorno a sé da Gesù e coinvolti nella sua vita, la pietra di fondamento ha la tentazione di reagire come Satana e i dodici sono lenti a credere ma pronti a rinnegare e qualcuno persino a tradire Gesù! Dalle parole di Gesù sappiamo anche che nel campo, nello spazio ecclesiale, grano e zizzania crescono insieme, che la zizzania non va sradicata ma che occorre attendere, pazientare e volgere lo sguardo verso quello che sarà il frutto della mietitura. [... segue ... |
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La Chiesa cattolica sta vivendo uno dei periodi più delicati della sua storia recente. Molti sono i fattori di sofferenza e disagio, molti i nodi da sciogliere ad intra e ad extra. Tra i primi, si possono indicare la ricezione tutt’altro che conclusa del Concilio Vaticano II con il perdurante confronto tra i sostenitori delle sue possibili ermeneutiche, la diffusa insoddisfazione verso una gerarchia ecclesiastica troppo autoreferenziale per promuovere un vero pluralismo interno ideologico e teologico, lo scoraggiamento di un laicato sempre più marginalizzato al quale viene richiesta un’obbedienza totale e incondizionata. Tra i secondi, l’inasprirsi del dibattito con le istituzioni civili sul tema della laicità degli stati nazionali, la rivendicazione di un ruolo del tutto speciale nella formazione delle matrici culturali dell’occidente europeo, i rapporti sempre più tesi con la comunità scientifica internazionale sui cosiddetti temi etici; per non parlare dei recenti scandali della pedofilia clericale e degli ambigui rapporti con il mondo della finanza che hanno gettato un’ombra cupa di discredito sulle istituzioni ecclesiastiche. [... segue ...] |
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