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Q u a l e - p e n s i e r o ?

Diario di un uomo carnale

Con questo titolo anni fa il Padre francescano Aldo Bergamaschi, docente universitario di Pedagogia, chiamava una rubrica da lui tenuta sulle pagine di un periodico religioso

Un uomo carnale? Strana autodefinizione, per incorniciare, cioè improntare, articoli su Fede e Ragione, Vangelo e Dottrina, Cristianesimo e Religioni, Spiritualità e Materialismo, Giustizia e Solidarietà, Messaggio e Politica, Creazione ed Evoluzione, Resurrezione e Rianimazione

Eppure dalla lezione ricevuta dal suo maestro ideale, Francesco d'Assisi, e dal suo maestro storico, Don Primo Mazzolari, P. Aldo Bergamaschi aveva capito che per parlare agli uomini veri della terra, 'carnali', secondo Verità, Giustizia e Carità (e non secondo Retorica Imposizione e Propaganda), bisogna tentare di essere autentici, 'carnali', così come, in maniera perfetta, aveva dato esempio Gesù Cristo

E questo perchè nella complessità della sua esistenza, l'uomo è sia quello che è, sia quello che deve diventare

Alcuni amici di P. Aldo

Biografia-Bibliografia di Padre Aldo Bergamaschi


Aldo Bergamaschi, nato a Torrano di Pontremoli (MS) il 28 gennaio 1927, si è laureato in Pedagogia presso l'Università Cattolica di Milano con una tesi sul P. Gratry, di cui ha curato e tradotto l'inedito "Diario della mia vita" (Vita e Pensiero, 1966)

Giovane sacerdote dell'Ordine dei Frati Cappuccini, ha collaborato all'Adesso di Primo Mazzolari (*) (1952-1959-1962) e successivamente (1965) ha partecipato alla fondazione della rivista Momento

E' stato insegnante nel ginnasio superiore e nel liceo e, dopo aver percorso la carriera universitaria, è stato professore ordinario di Pedagogia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Verona

Padre Aldo è deceduto a Reggio Emilia il 15 giugno 2007

 

Pubblicazioni:


(*) Don Primo Mazzolari (1890-1959). Nel 1921 Parroco a Cicognara (Mn) e dal 1932 Parroco di Bozzolo (Mn) dove rimase tutta la vita. Fu sensibilissimo ai problemi sociali e della pace, contro ogni dittatura e violenza e per questo fu perseguitato dai nazi-fascisti.

Pur tra dolorose incomprensioni di alcune Autorità religiose, la sua testimonianza per la pace e i valori sociali continuò anche nel dopoguerra fondando nel 1949 la coraggiosa rivista “Adesso” e scrivendo numerosi libri. Prima della morte ebbe la grande consolazione di essere ricevuto da Papa Giovanni XXIII che lo definì “tromba dello Spirito Santo in terra mantovana”.

Se siamo un mondo senza pace, la colpa non è di questi e di quelli, ma di tutti. Se dopo venti secoli di Vangelo siamo un mondo senza pace, i cristiani devono avere la loro parte di colpa. Tutti abbiamo peccato e veniamo ogni giorno peccando contro la pace. … Se la colpa di un mondo senza pace è di tutti, e dei cristiani in modo particolare, l’opera della pace non può essere che un’opera comune,… (da Mazzolari, Tu non uccidere, 1955).