Pechino ha risposto
con la forza alle proteste dei tibetani. A fronte
delle notizie diffuse dalla televisione di stato cinese che ha dato
notizia di “dieci morti e molti feriti”, il Centro Tibetano per i
Diritti Umani e la Democrazia afferma che i morti sarebbero almeno
cento, trecento secondo altre fonti.
Raggiunta telefonicamente, una tibetana residente a Lhasa, ha
così dichiarato tra le lacrime: La situazione è
terribile. Molte persone sono state uccise. I cinesi hanno sparato a
vista, indiscriminatamente, e pile di corpi giacciono nelle vicinanze
dello Tsuglakhan, il tempio principale di Lhasa. Molti i tibetani fatti
prigionieri e picchiati. I tibetani sono costretti a colpire i propri
connazionali, anche se si rifiutano di farlo. Tutti i viaggi sono stati
sospesi. Chiediamo il vostro aiuto.
Oggi la città è pattugliata da migliaia di poliziotti e
percorsa da mezzi blindati. I monasteri sono circondati. Il governo
locale ha intimato ai manifestanti di arrendersi e cessare ogni
manifestazione entro lunedì. La televisione di stato oscura,
dopo pochi secondi, tutti i notiziari sulla rivolta in corso trasmessi
dalle più importanti televisioni straniere e insiste nel
diffondere solo le immagini dell’assalto dei tibetani a negozi, edifici
pubblici ed auto cinesi.
La rivolta dei tibetani prosegue a Labrang (provincia del Gansu), con
rinnovata intensità e fitto lancio di gas lacrimogeni. Il Centro
Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia da notizia di
manifestazioni in corso anche in Kham e in Amdo.
L'Associazione Italia-Tibet esprime il
proprio incondizionato appoggio e solidarietà al Movimento di
Insurrezione del Popolo Tibetano ufficialmente lanciato a Delhi lo
scorso 4 gennaio 2008. Alla luce della drammatica situazione esistente
all'interno del Tibet
occupato e dell'assoluta mancanza di ogni seppur minimo risultato del
cosiddetto "processo di dialogo", l'Associazione Italia-Tibet ritiene
che il Movimento cui hanno dato vita cinque tra le maggiori
organizzazioni tibetane sia un atto coraggioso che mostra la ferma
volontà dei tibetani di battersi in prima persona per il proprio
destino.
Il Tibet
è stato occupato
dalla Cina nel 1950 con deportazioni, omicidi, esili e la distruzione
del patrimonio religioso e artistico tibetano. Uno scempio tale da far
apparire la distruzione delle gigantesche statue di Buddha di Bamiyan
da parte dei Talebani un gioco per bambini.
La
Cina ospita
quest'anno i Giochi Olimpici, un evento nato per celebrare la pace e la
fratellanza tra i popoli e divenuto oggi merchandising, multinazionali,
business. La Cina non ha alcun rispetto per i diritti umani,
perché celebrarvi i Giochi?