Qualche consiglio a "Sua Santit¦" Giovanni Paolo II per l'8 luglio 2000, in occasione del "World Gay Pride"

 

In attesa di pervenire alla 'democrazia compiuta' (libera determinazione dei gruppi umani) attraverso la divisione, anche territoriale delle etiche; divisione che dovr" sostituire l'attuale divisione del mondo in 'Stati nazionali sovraniÌ, dopo aver costituito uno Stato Planetario federale unico - luogo in cui si potr" finalmente esercitare la propria libert" senza passare attraverso il cosiddetto principio di tolleranza,come che sia esercitato - consiglio Giovanni Paolo II di lasciare Roma l'8 luglio prossimo; per togliere a tutti, (Stati, ideologie, religioni, etiche) e a se stesso, le castagne dal fuoco.

 

Allo stato attuale delle nostre conquiste politiche, etiche, religiose - giacch» anche il cristianesimo À caduto al rango di corposa religione in cui piò di una volta s'À detto bene il male - la compresenza dottrinale e fisica dell'etica gay e dell'etica cristiana À, comunque, conflittuale, Giovanni Paolo II lasci Roma per 48 ore senza dire parole ambigue e dunque rinunciando all'arcaico supporto dei Concordati o della sovranit" indiretta. Se, infatti, siamo di fronte a un caso di coscienza che morde sul Messaggio e tocca un punto delicato della fede, consiglio al Papa 'pellegrino' di recitare questa specie di confiteor: ÏA tutti i gay 'battezzati' chiedo perdono di aver dato loro il battesimo. Forse fu un atto di intolleranza. Agli altri chiedo scusa se anche i credenti sono caduti a quel livello etico in nome di amminicoli religiosi. Questo capitolo oscuro della ÎreligioneÌ, infatti, À gi" stato denunciato da Platone, laddove accusa il re di Creta di aver inventato il mito del ratto di Ganimede per giustificare la propria omosessualit". A chi mi sussurra che 'la Chiesa deve accogliere i gayÌ come ha accolto gli inquisitori, i sostenitori della guerra giusta, della pena di morte, della uccisione degli eretici, io dico: ÎSe la Chiesa ha sbagliato allora non pu continuare a sbagliare oggi. Gesò ha accolto le prostitute non in quanto 'prostitute', ma in quanto ÎconvertiteÌ. Di fronte a queste schiodature dottrinali, abbandono il campo perch» deve restare sempre vero che il cristiano subisce e non gestisce mai l'intolleranzaÓ.

 

Un altro consiglio mi permetto di dare a Giovanni Paolo II. Carichi il gesto dell'allontanamento da Roma, per localit" segreta, con un riferimento alla miseria delle nostre concezioni attuali relative alla Chiesa e allo Stato. Alla richiesta di perdono per i peccati dei cristiani, deve seguire la messa in atto di concezioni e opere autenticamente evangeliche. Non si pu, per es., chiedere perdono per gli errori dei cristiani (Papi compresi) e poi santificare chi li ha commessi. Santit", mi permetto di ricordarle che Gesò ha dichiarato chiusa l'epoca delle religioni e degli Stati Nazionali Sovrani. Cosi era stata vista la Sua rivoluzione dall'autore della lettera a Diogneto: si vedono, infatti, i cristiani non la loro Îreligione' e cioÀ: si vedono persone 'nuove' relativamente al sesso, al danaro, al potere. Infine ''Ogni paese straniero À patria per il cristiano; ogni patria À paese stranieroÓ.Santit", gli Stati Nazionali sono illegittimi j una devianza della natura associativa dell'uomo e anche lo Stato Vaticano À fuori Vangelo.

 

Il vero male non À che ci siano gay a Roma o a Parigi o a New York o altrove (c'erano anche all'epoca di Gesò). Il vero male À che, dopo duemila anni, non ci siano dei cristiani capaci di mostrare ai non cristiani il volto del Padre mediante le loro opere buone nei tre settori fondanti della socialit" (sesso,danaro,potere). Ad attenderci sulle vie incerte del terzo millennio c'À comunque Francesco 'piccolino'; il quale non ha imposto a nessuno la sua etica; ma À uscito dalle mura di Assisi per attuare l'etica suggerita dal Vangelo. E in tale etica non ci sono n» gay, n» Papi, n» Vescovi, ma solo fratelli nel Signore.