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Durante la giornata nazionale della stampa cattolica al termine della Messa il superiore del convento dei Cappuccini pubblicizza il quotidiano "Avvenire" cogliendo l'occasione per trasmettere ai fedeli il messaggio manzoniano.
Domenica 10 Ottobre 2004, al termine della Messa delle 11:30 celebrata presso il convento dei Cappuccini, Padre Aldo Bergamaschi invita i fedeli a sostenere e leggere il quotidiano Avvenire in occasione della giornata nazionale della stampa cattolica.
La singolarità di questo invito consiste in un'altra brevissima ma significativa predica: il superiore del Convento non si lascia infatti mai sfuggire alcuna occasione per infondere messaggi cristiani ai fedeli. E questa volta lo fa abbracciando il pensiero di Alessandro Manzoni.
Ma cosa c'entra la stampa cattolica con il Manzoni? Ebbene, lo scrittore morì nel 1873 scomunicato, perché accettò di essere Senatore del Regno, nonostante non fosse mai andato in Parlamento. Un funerale, quello del Manzoni, al quale parteciparono prevalentemente i liberali. Un mese dopo la morte, il giornalista Davide Albertario, sulla rivista La Scuola Cattolica scriveva un articolo tagliente circa il grande scrittore: "Arse incensi ed una utopia di conciliazione né bella, né desiderabile" ed elenca i suoi torti: "mai cadde dalla sua penna una parola che associasse lui cattolico al dolore del Capo della sua Chiesa... accettando la cittadinanza Romana confermò pubblicamente che la caduta del potere temporale era stata una delle aspirazioni costanti d'una lunga vita".
E i promessi sposi? "Contengono un veleno che mai mente e penne d'uomo creò e pinse sì bello e tanto soave... Il male che in lui troviamo ci impedisce di farlo nostro. Gli uomini hanno bisogno di Dio e non Dio degli uomini".
Solo dopo il 1900 Alessandro Manzoni venne considerato uno scrittore cattolico. Prima di allora, e per i successivi trent'anni dopo la morte, non venne accolto come tale, tanto che un famoso Santo (Padre Aldo non lo cita, ma ci permettiamo di evidenziare che si tratta di San Giovanni Bosco) voleva mettere i Promessi Sposi all'indice adducendo che il Clero cattolico veniva mortificato nel romanzo attraverso la figura di Don Abbondio. Solo i gesuiti difesero il Manzoni.
Padre Bergamaschi per illustrare il proprio pensiero si sofferma su una frase pronunciata dal Manzoni quando, criticato, accusato e scomunicato per i motivi sopra esposti, rispose a chi gli ordinava di leggere la stampa cattolica: "Quando voglio leggere la stampa cattolica leggo il Vangelo".
Padre Aldo abbraccia il pensiero del Manzoni e ribadisce: "Come mi è stato suggerito, invito i presenti a leggere Avvenire, un quotidiano all'altezza di una giusta e seria informazione cattolica, ma vorrei anche che il mio pensiero fosse ben chiaro: considero il Vangelo la vera stampa cattolica".
Marina Bortolani
I commenti dei lettori:
in effetti.... - David
Spesso si legge della stampa che "ahimè",
tutto dice e spiega tranne il messaggio evangelico. Io poi ho
letto solo una volta l'Avenire e mi è bastato.
Sul Manzoni - F. Campani
Vorrei dire che condivido anch'io lo spirito manzoninao del
Padre. Ci sono nei "Promessi sposi" messaggi e insegnamenti
che possono essere utilissimi anche ai giorni nostri per imparare
e capire tante cose. Andrebbe maggiormente divulgato il pensiero
del Manzoni
Con tutte le riserve sul vangelo - I. Gandolfi
Sono sempre e comunque dalla parte di Padre Bergamaschi; abbiamo
condiviso una bella amicizia e ora l'unica cosa che ci divide
è che lui crede (fortuna sua.....) in Dio e io nella natura...
Lo seguo spesso e spesso ho il piacere di incontrarlo in meetings
dove si parla di queste cose. "A TELERGO!" PADRE ALDO
Dio non si rivela ai dotti e sapienti - maria
Se non sbaglio non è stato scritto che Dio non si rivela
ai dotti e sapienti, bensì ai cuori degli umili e dei semplici?
Troppe parole per adattare alla nostra verità contemporanea
la unicità e la grandezza del messaggio evangelico, sono
una autentica forzatura. Apprezzo senz'altro il messaggio di Padre
Bergamaschi, sarà scomodo, ma la Verità è
tutta nel Vangelo
PRO AVVENIRE - M R
Mah a volte le affermazioni di Padre Bergamaschi mi lasciano
perplesso. A parte la citazione di Don Bosco, che andro' sicuramente
a verificare e che andrebbe poi contestualizzata nel periodo storico
in cui è stata detta, con il nuovo taglio l'Avvenire mi
sembra un giornale moderno, frizzante, fresco, più che
leggibile. Prova ne è che ha recentemente un riconoscimento
internazione come quotidiniano innovativo, e comunque ci si trovano
molte riflessioni e notizie su tematche poco trattate dai giornali
"allineati" a destra e a manca. Certo che ragionando
come fa Padre Aldo ogni tentativo dei cattolici di "uscire
dal tempio" è da sopprimere e da biasimare. Mi sembra
francamente una posizione estremista e troppo relativista. Ma
d'altra parte anche Nostro Signore era per certi versi "estremista"
Proposta al sito - Fabio Pederzoli
Ascoltai Padre Bergamaschi alla presentazione di un libro
di Vinceti e rimasi affascinato dal discorso religioso-culturale-filosofico.
Un bellissimo esempio di pensiero. Quindi, a fronte della discussione
della settimana precedente con il Singor Anacoreta, sulla veridicità
del Quinto Vangelo (o primo per alcuni) di Tommaso, sarebbe molto
interessante sapere il pensiero di Padre Bergamaschi. Il sito
potrebbe chiedere un intervento a quest'ultimo in merito? Distintamente
Risposta (alla proposta di Pederzoli, ndr) - La Redazione
Padre Bergamaschi è sempre molto disponibile ad illustare il proprio pensiero, per cui non crediamo ci siano problemi. Magari lei, signor Pederzoli, potrebbe scriverci (via mail) la richiesta precisa e dettagliata relativa al tema da sottoporre al Padre. Ringraziando per l'attenzione, porgiamo cordiali saluti
Don Bosco sul Manzoni - Giovanni Giavelli
Per aiutare M R nelle sue ricerche e chiarimenti sul "contesto
storico", riporto: "Purtroppo, Manzoni
è stato ed è un autore incompreso e poco amato.
Lo sentirono estraneo già i laici dell'Ottocento, escluso
però il De Sanctis. San Giovanni Bosco non lo riteneva
un buon educatore dei giovani per le vicende di don Abbondio e
della monaca di Monza. Lo stroncò dal punto di vista poetico,
ma ricredendosi prima di morire, il Croce. Lo avversarono Gramsci,
neorealisti, avanguardisti e formalisti. Nell'Ottocento, anche
gli scrittori della nostra rivista ebbero dei gravi torti verso
di lui (Cfr. G. Azzolin, Manzoni e i gesuiti della "Civiltà
Cattolica", Roma, UCIIM, 1992). Ma, quanto a incomprensioni
del Manzoni, ha superato tutti uno scrittore che, pur consapevole
di commettere una provocazione esegetica, ha intravisto in un
celebre capitolo dei Promessi Sposi "una simbologia di tipo
iniziatico", "modi propri del rituale massonico"
e "coerenti suggestioni massoniche" (I. URBANIS, "Conversione
come iniziazione. La notte dell'Innominato e la luce di Lucia",
in Hiram, gennaio 1992, n. 1, 32-34)!" (http://www.augustea.it/dgabriele/italiano/lett_manzoni1.htm)
Il "contesto storico" però lo lascio da parte,
diversamente, con questo 'escamotage' tutto, ma proprio tutto,
trova giustificazione nel viaggio dell'uomo alla ricerca della
Verità, che è sine tempore. Nulla di grave
se Don Bosco ha preso una svista; ne ha prese il Manzoni, ne prende
il Papa, ne prende ciascuno di noi ... Cari saluti ai lettori
di RnW
- Un massone lettore di reggionelweb
Il Suo riferimento (di Giavelli, ndr) ad Hiram mi fa capire che il richiamo mi era sfuggito; le sono grato, ricevo Hiram e me lo vado a leggere. Pur con delle riserve ho sempre apprezzato Manzoni, il suo capolavoro, letto a scuola; lo rilessi da grande, ma pur apprezzando diverse cose in più, non me ne sono reso conto. Posso dirle che Manzoni non era Massone (anche Cavuor non lo era, pur se circondato da Fratelli) ma molti dei suoi amici e parenti lo erano e furono molto attivi