Reggio nel
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Emilia
Gennaio 2003 n. 10
Dalla divisione dei cattolici in politica
alla frattura fra Cristianesimo e Islam. Dalla disgregazione della
famiglia in occidente al mondo new age. Sono alcuni dei temi che
il Padre Superiore del Convento dei Cappuccini di Reggio Emilia
ha sviscerato per Reggio nel Web. Intervista a Padre Aldo Bergamaschi,
spietato censore dei costumi ecclesiastici e opionionista controcorrente.
Padre, la divisione politica dei cattolici è giustificabile rispetto alla fede?
Non dovrebbero esserci divisioni se costoro fossero davvero cattolici. Sono invece figli di questa Chiesa, dell'istituzione che gestisce la religione. Ma d'altro canto la specificità dei cristianesimo è di tenere distinto il modello dall'attuazione storica. Gesù è venuto a chiudere con le religioni e il cristianesimo non è una religione, ma una novità esistenziale. Gesù è venuto a dichiarare illegittimo lo Stato Nazionale, che è il primo ostacolo al precetto evangelico "Ama il prossimo tu come te stesso". Ma di fronte alla negazione dello Stato Nazionale, la politica cessa di esistere.
Ma allora cosa devono fare
i cristiani in politica?
I cristiani sono stati in martirio per tre secoli per nell'affermare
il principio di negazione dello Stato Nazionale, ma poi purtroppo
hanno ceduto alle lusinghe di Costantino. A quel punto, quando
l'imperatore diventa cristiano, se costui ti ordina di andare
in guerra, ci devi andare, e se fai obiezione di coscienza, le
autorità ecclesiastiche ti condannano. Dall'istituzionalizzazione
dei cristianesimo ha avuto inizio il rapporto fra Chiesa e Impero
e da allora solo San Francesco ha provato a dare un colpo di coda
all'autorità ecclesiastica ed è riuscito a riconciliare
il popolo con il cristianesimo. Ma l'autorità ecclesiastica
non lo ha seguito. Il punto cruciale è che se si definisce
bene che cos'è il cristianesimo, la questione politica
salta. Non c'è più. Comunque i cristiani non dovevano
cedere, ma dovevano stare in martirio per altri dieci secoli,
se necessario.
Secondo lei è vero che c'è in atto una demonizzazione dell'Islam da parte dei mass media?
C'è troppa ipocrisia da tutto e due le parti. Gli islamici dicono di accogliere la figura di Gesù e di tollerare il cristianesimo, ma è tutto falso. In realtà ti chiedono l'abbattimento delle croci e delle chiese. Dall'altro lato, noi dobbiamo concedere ufficialmente la costruzione delle moschee, ma in realtà detestiamo cordialmente gli islamici o infatti poi andiamo dal sindaco a premere perché le moschee non si facciano. In realtà io considero religione sia Islam, sia il cristianesimo e, in quanto religioni le considero nefaste.
Le chiese cristiane non
servono a nulla?
La chiesa dovrebbe diventare fabbrica, cioè dovrebbe diventare
il luogo in cui si risolve il rapporto socio-economico fra capitale
e lavoro. Nella società contemporanea, o vieni pagato per
lavorare, o paghi per far lavorare gli altri. Se fossimo davvero
cristiani, dovremmo realizzare progetti lavorando in riga e non
in piramide. Non pretendo tanto, ma almeno potremmo attenerci
alle indicazioni di Platone, che nelle "Leggi" parla
della tripartizione della società in oro (chi comanda),
argento (chi difende) e bronzo (chi lavora) e raccomanda la permeabilità
di queste tre classi, cioè quella che comunemente chiamiamo
"meritocrazia". Platone dice anche che la distanza dei
redditi non deve superare il numero quattro. Stando a questo principio,
i parlamentari dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Sì, ma la frattura del cristianesimo e Islam come si risolve, visto che secondo lei c'è ipocrisia da ambo le parti?
Con un governo mondiale. Gli Stati Uniti hanno federato una cinquantina di stati, quindi se ne possono federare anche duecento. Una volta formato il governo mondiale, si ridividono le etiche: i poligami con i poligami, i monogami con i monogami, per esempio. Solo quando si potrà scegliere l'etica, ci sarà democrazia vera. A quel punto non ci saranno più conflitti fra le religioni, perché sia il cristianesimo, sia l'Islam vogliono aggredire e distruggere lo Stato Nazionale.
La divisione delle etiche deve avvenire in base alle tre discriminanti: sesso, denaro e potere. Ognuno deve poter scegliere come vivere il sesso, che tipo di economia vuole e come esercitare il potere. Un'altra questione fondamentale è la lingua. Ci vorrebbe una sola lingua per tutto il mondo. Una volta superate le cause delle divisioni, la questione dell'Islam non c'è più.
Le missioni della Chiesa
nel Terzo Mondo servono a qualcosa?
Purtroppo se ne vede tutta la pochezza. Le missioni sono state
un'azione di conquista. Prenda le missioni nel Centro Africa:
si sta tutto sbriciolando, i ribelli bombardano. Siamo andati
laggiù con la mentalità di qui, ma non con quei
pensieri che io ho esposto prima. Le eccezioni esistono, ma in
linea generale l'approccio è sbagliato.
Perché ci sono tante separazioni in Occidente e la famiglia sembra essersi disgregata, dispersa?
Dobbiamo risalire alla psiche dell'uomo. L'uomo e la donna sono poligami per natura. Non c'è niente da fare. Bisogna vedere quanto il cristianesimo è riuscito a imporre il matrimonio indissolubile. Ci è riuscito solo formalmente. Le imposizioni dall'esterno non funzionano. Invece Cristo dice che due devono sposarsi "in Dio" e se due si sposano "in Dio" non ci sarà più bisogno di dire che il matrimonio è indissolubile. E matrimonio è solo la forma storica che quel principio ha preso. Ma quel principio Gesù non l'ha mai imposto. Ecco perché la famiglia è a pezzi.
Il ragazzo, secondo me, a quindici anni deve assumere una posizione critica rispetto a sesso, denaro e potere e poter vivere queste sue convinzioni. Il ragazzo va distaccato dalla famiglia, perché solo così supera il complesso di Edipo, come si faceva nell'antica Grecia. A quindici anni una persona è già in grado di decidere come sente di voler vivere.
Cosa pensa del mondo New
Age?
Questi movimenti sono una controfigura del Vangelo. Le religioni
non hanno risolto i problemi e allora le persone cercano altre
strade. Ma finché non si sarà messo a posto il rapporto
fra capitale e lavoro, le società saranno sempre in rivolta.
li rapporto fra capitale e lavoro è il vero nodo dei problemi
della nostra società. E' inutile ripetere vecchi schemi:
bisogna lavorare sul piano economico. Le apparizioni della Madonna
rispondono allo stesso principio. Sono forme di ribellione all'istituzione
ecclesiastica. E' un modo per pestare i piedi e dire: "Guardate
che le cose qui non funzionano". E allora a questi movimenti
dico: fate ciò che volete, ma non state risolvendo i problemi.
Vedete solo il lato negativo, vedete bene cos'è che non
funziona, ma non fate nulla di concreto. Lo stesso discorso vale
per i No Global. Oppure per i giovani che si sono radunati in
due milioni per andare dal Papa. Gli stessi giovani, dopo aver
bivaccato, sono tornati ognuno con il suo zaino alla stessa realtà
di sempre. Senza avere cambiato nulla. Ma lei si rende conto di
cosa succederebbe se due milioni di giovani si riunissero davvero
e iniziassero a vivere in modo diverso? Allora sì che succederebbe
qualcosa.
Ma è così anche per il comunismo, sa?
Quando si fece la Cortina di Ferro, io pensai che di là non c'erano 250 milioni di comunisti, perché altrimenti avrebbero cambiato il mondo. Essere comunisti significa lavorare per gli altri. Ma lei capisce che 250 milioni di uomini al lavoro per una stessa causa avrebbero di che sfamare il mondo intero!? Invece no, perché nella realtà la maggior parte di quella gente non era comunista.
Marco Macchi