LA NATURA IL CORPO E LA CULTURA
Non so cosa pagherei per rivedere Eraclito al tramonto del sole, in meditazione, sulle colline di Efeso. Ai contadini che, curiosi, l'osservavano mentre lui osservava il sole, chiedeva sussurrando: "Il sole ha la larghezza di un piede o di cento stadi ?". E quelli scuotevano il capo e mormoravano: "Il sole è chiaro, ma Eraclito è oscuro". E non si accorgevano - benché muniti di occhi e di orecchie - che esisteva un dislivello tra natura e cultura .
Natura = dato (svelamento); cultura = lettura del dato . Natura è, poniamo, la spiga del frumento; cultura il pane. Natura è, poniamo, l'homo homini lupus, cultura è la legge che disciplina la convivenza. Sono questi i due iter che ci presenta la storia
La svolta di Rousseau
Emilio e Contratto sociale si inseriscono in una
comune logica di ristrutturazione individuale. Emilio è
opera pedagogica in cui Rousseau invita a rispettare la natura
umana nel corso di processi di formazione. E' da precisare che
il ritorno alla natura non è storico, ma solo ideale.
La natura cui Rousseau anela è uno status dello spirito, una condizione dell'uomo intelligente e cosciente che vive in rapporti sempre più complessi e che ha sempre più bisogno di essere se stesso. Nel Contratto sociale vengono descritte le istituzioni ideali alla salvaguardia dell'eguaglianza originaria dell'uomo e della sua inalienabile libertà. Di questa posizione si possono fare due letture.
La prima consiste nel considerare le due opere (Emilio e Contratto) su due piani diversi, sia pure miranti ad unico scopo; la felicità dell'uomo.
La seconda consiste nel considerare le due opere in una successione cronologico-intellettuale in cui Emilio è in funzione del Contratto.
La prima lettura è sostenuta, per esempio, da Starobinski (Rousseau, dopo aver perduto la fiducia nelle istituzioni si rifugia nel cuore dell'uomo).
La seconda lettura è sostenuta per esempio, da Kant. Rousseau ha cercato di superare il conflitto tra natura e cultura ed è l'educazione che ha la funzione di permettere la soluzione del conflitto attraverso il dissolvimento della natura nella cultura.
A nostro giudizio, Rousseau cerca una soluzione umana per vivere i rapporti interpersonali e ritiene l'educazione uno strumento di ristrutturazione indispensabile nei tre momenti salienti della crescita individuale (bambino, essere morale, individuo sociale o cittadino). Le due opere sono distinte si, ma pubblicate nello stesso anno e il succo del Contratto è inserito nel V libro dell'Emilio. Nel Contratto presenta le istituzioni ideali (società come ente definito, politica come scienza indispensabile); ma vuol far vedere a Emilio quale deve essere il comportamento ideale del cittadino (terzo momento dello sviluppo). Ogni qual volta un nuovo membro partecipa alla società, deve essere erudito del suo compito, del contratto che deve stabilire con i suoi simili. Breve: il Contratto è parte integrante della teoria pedagogica. Rousseau non vuole dissolvere la natura in cultura ma vuole ricuperare, o meglio mantenere, la natura in un contesto realisticamente sociale (la natura dell'Emilio sarebbe già la cultura del Contratto).
Se non ci fosse stata l'educazione naturale, l'uomo sarebbe stato sopraffatto dalle passioni nocive - come è avvenuto nella storia - e non potrebbe realizzare la società del Contratto. D'accordo, l'educazione è in funzione della società, ma a patti che la si intenda come esigenza realistica del fatto che l'uomo deve anche essere cittadino, perché non può esimersi da esserlo.
L'individuo e il sociale non sono, quindi, piani separati, ma si integrano a vicenda. Se così non fosse ecco, di nuovo, il seme del capitalismo liberale: "La sola ricchezza che voglio - declama Emilio - è una piccola fattoria in qualche angolo remoto della terra; adopererò tutta la mia avarizia per farla fruttare e vivrò senza preoccupazioni. Sofia e il mio campo: e io sarò ricco". Ma dietro l'angolo c'è la vita di relazione. Emilio - nella tesi di Starobinski rischia di diventare un solitario come J. Jacques; un solitario cosciente che un sociale ideale è possibile ma difficile, o forse impossibile, da attuarsi. E tuttavia Rousseau sa che educare un Emilio, ristrutturare un uomo, non può essere sufficiente perché potrebbe voler dire di fare un altro se stesso. Emilio è solo un esempio: finché non ci sarà un esercito di Emili non si avrà una nuova società.
E' questo l'affanno della nostra epoca. Come superare i limiti della tolleranza e del pluralismo? Se lo Stato Nazionale è prodotto di cultura non è ancora il momento ideale della convivenza. Occorre superarlo per rendere possibile la divisione consensuale delle etiche.
Padre Aldo Bergamaschi