FRANCESCO


OPERATORE DI PACE

 

Premessa

Questo saggio, o meglio: questa raccolta antologica, porta a unità tutto ciò che abbiamo scritto su Francesco operatore di pace. Non dimentichiamo che Francesco è uno - in ogni caso unico nel modo - dei pochissimi santi della Chiesa Cattolica che si è preoccupato di attuare il Vangelo e non di divulgare il Cristianesimo così come era.

L'idea recente di partire da Assisi per invocare la pace nel mondo è in linea col messaggio mimato di Francesco; anche se non tutti conoscono le motivazioni profonde delle marce a piedi nudi di Francesco sulle strade dell'utopia evangelica. Tutta la vita di Francesco è una "mediazione" e cioè un tentativo di comporre lacerazioni e conflitti. L'inizio è una riflessione su di un fatto d'armi (Collestrada) che lo porta prigioniero a Perugia e poi al sogno di Spoleto dove, per suggerimento divino, decide di servire il Padrone.

Noi evidenzieremo le "mediazioni" di Francesco laddove hanno raggiunto livelli universali, validi per la nostra storia, finché l'uomo non cesserà di essere lupo per l'uomo. E anzitutto la mediazione sui tre cardini della vita associata: 1) il conflitto sociale e la lotta di classe; 2) il conflitto tra religioni e i nemici di fede; 3) il conflitto tra politica e religione e i difficili rapporti tra fede e laicità. Da qui i titoli dei capitoli del saggio: Gubbio e la lotta di classe; L'ecumenismo del cuore (Francesco e l'Islam); Quale Europa Cristiana?; Francesco, il cantico e la strofa del perdono.

Per completezza di diagnosi, sul tema delicato dei nemici di fede, riportiamo - a riflessione per l'oggi - i due "salaci responsi" di Francesco al Sultano; perché rappresentano, a nostro giudizio, l'ala calmieratrice delle "follie" di Francesco. Si tratta di una via seguita, ancora oggi, dalle correnti integralistiche che tendono a trovare nel Vangelo l'antivangelo. L'opposizione alle "follie" di Francesco sarà, infatti, ripresa - non sappiamo se per identità di riflessione o per conoscenza dei testi - dal Padre Gratry, illustre rappresentante dello spiritualismo francese dell' '800. Ciò dimostra che i problemi della convivenza religiosa sono sempre all'anno zero. Ma vuol anche dire che resta ancora qualcosa da fare per il nostro orgoglio creativo.


Aldo Bergamaschi



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