IL "CRIVELLO DI ERATOSTENE" *
(per l'etica e la religione)

1) La civiltà occidentale é culturalmente
pervasa da forme di cristianesimo scadute al rango di “religione”, da
oltre XVII secoli. La “salvezza” diventa un mito quando la “religione”
gestice una antropologia e non una “novità esistenziale”.
2) Il logos (cristiano o laico che sia) deve tenere
distinti Chiesa e Messaggio (o Chiesa e Verità) per rendere
possibile la “salvezza” del mondo. Il “mondo”, infatti, ha bisogno di
essere salvato e non conquistato e dominato.
3) La Chiesa va ridefínita nella sua struttura di
medium. Deve essere un medium in quo e non un medium quod noi
conosciamo la Verità (o messaggio di Cristo). Le metafore
evangeliche sono chiare “Voi siete la luce, il sale, il lievito”. Non
può esistere un lievito che si proponga di “conquistare” la
pasta; deve invece esistere un lievito che, annullando sé stesso
come medium, dà origine - insieme con il contestuale
annullamento del sé della pasta - alla gloriosa novità
del pane. La Chiesa ha iniziato a indurirsi come medíum quod
quando si é costituita in piramide gerarchica. Da quel momento
nascono, e vengono enfatizzati, i ruoli “per comandare” e non
più “per servire”.
4) La prima follia della Chiesa trasformata in 'medium
quod' fu il suo connubio con lo stato (“religione di stato”); mentre il
Messaggio aveva annullato il concetto di “nemico” affermando che siamo
tutti fratelli e figli di uno stesso Padre. Il concetto di Stato
Nazionale Sovrano annulla il primo precetto evangelico della
fratellanza e presenta la guerra come affare sacro. Per non avere
trovato il coraggio di restare in martirio per almeno altri dieci
secoli si é tolta all'uomo la speranza di eliminare la guerra
dal mondo.
5) Nell'ipotesi che il sincero cristiano assuma il
Messaggio di Gesù come punto di riferimento antropologico (“Dio
fatto uomo”) come potrà attingerlo nella sua purezza? Le vie
seguite fin qui risultano fallimentari: Tradizione, Scrittura, Libero
Esame sono tutte contaminate dall'io (singolo o di gruppo) che
partecipa alla ricerca. Proponiamo di affidarci all'unica cattedra
infallibile a disposizione del logos creato, e cioè il
“Principio di non Contraddizione”. Per coloro che continuano a ricavare
nuove “religioni” dalle Scritture (Vangeli compresi) abbiamo solo due
richieste da formulare :
1. Nella
lettura del Messaggio c'é il rispetto del Principio di non
contraddizione?
2. Diteci, o mostrateci, come avete risolto l'intreccio dei tre
cardini della vita associata (sesso, danaro, potere)?
Queste due domande sono le
stesse che facciamo al Cristianesimo reale.
6) Per quanto concerne la trasmissione della fede, non
é possibile elevare il battesimo dei bambini a segno di
appartenenza ontologica (come accade in tutte le religioni). La porta
d'entrata nell'ovile é una sola: la metànoia e la
metànoia non può essere assimilata a una polverina
magica. Il cristiano non é un numero ma una novità.
Perciò cristiani non si nasce, si diventa.
7) Per quanto concerne i cristiani e la vita politica in
assoluto, occorre rifarsi all'opinione di un ignoto o cristiano del
secondo secolo: ogni paese straniero
é patria per il cristiano così come ogni patria é
paese straniero per lui. Questo significa trascendere la
politica delle divisioni e educare gli uomini allo Stato Mondiale
Unico, il cui fiore più vistoso sarà la guerra
impossibile e la pace possibile.
8) Per quanto riguarda il problema emergente della
multietnicità, il cristiano rifiuta tutti gli aggettivi di cui
gli uomini si sono caricati lungo i secoli, in contrasto con il primo
principio evangelico dell'eguaglianza e della fratellanza; promuove
come può e dove può l'unità del genere umano in
tutti i settori della vita associata ma soprattutto invita i suoi
fratelli a introdurre in tutte le scuole del mondo una lingua comune
per rendere possibile la morbida e pacifica convivenza di tutti con
tutti, ovunque.
9) Per quanto riguarda l'assetto sociale della convivenza,
il cristiano cerca nel Messaggio evangelico la soluzione “ideale” dei
tre problemi entro cui nasciamo come i pesci nell'acqua: sesso, danaro,
potere; tenendo fermo un principio che é sotteso a tutte le
affermazioni etiche di Cristo: Il
fine di una cosa vale più della cosa stessa.
10) Per risolvere il cosiddetto problema dell'esistenza
dei valori nell'esercizio della democrazia perfetta, vediamo un futuro
orientato alla “divisione delle etiche”. I gruppi devono costituirsi
mediante il consenso totale su alcuni punti vitali della loro visione
del mondo. Ogni gruppo non avrà l'aspirazione a comandarne altri
mediante il voto maggioritario o l'alternanza; dovrà soltanto
mostrare la validità pratica dei valori creduti. Finalmente
l'educatore potrà saggiare, dai frutti, la consistenza o meno
dei valori proclamati.
p. Aldo Bergamaschi

* http://it.wikipedia.org/wiki/Eratostene