Taglierò l'erba sotto ai piedi almeno a tre interventi che mi hanno preceduto.
1° Il cristianesimo non è una religione, è una tesi che fa soffrire i preti, ma è la realtà. Quindi la lettura che molti di voi hanno fatto, l'hanno fatta relativamente a una "religione". Per me il cristianesimo storico è una religione come l'ebraismo il musulmanesimo, ecc., tutte religioni allo stesso modo e il giudizio sulle religioni lo ha dato in maniera definitiva - accolto dagli stessi primi intellettuali cattolici, cioè cristiani -: Lucrezio Caro.
Qualcuno ha detto che Gesù era un Giudeo; Gesù non era assolutamente un Giudeo, dico questo in forza dei dogmi e ciò nessun teologo ha avuto il coraggio di contestarmi. Gesù è figlio di Dio, il concepimento è opera dello Spirito Santo e non c'è seme umano, nessun seme d'uomo e quindi non appartiene a nessuna etnia.
2° La Chiesa cattolica dice che La Madonna, Maria Vergine, è senza peccato originale; quel seme che lo Spirito Santo ha messo nel suo utero è caduto su terreno vergine. Se è senza peccato originale, non appartiene dunque a nessuna etnia, punto e basta. Adesso capisco perché Gesù si definisce Figlio dell'Uomo, e in questo è Salvatore. Un anno fa venne da me un Rabbino molto giovane - per diventare Rabbino bisogna conoscere almeno il Pentateuco -: mi saluta e mi dice di essere "Ebreo", gli rispondo che per me non esistono nè ebrei nè altri, sono tutte fantasie. Poveretto, è rimasto interdetto. Ecco il motivo per cui Gesù è andato in croce.
Gesù dichiara chiusa l'epoca delle religioni; il cristianesimo non è una religione, è una novità esistenziale su tutti i singoli aspetti dell'esistenza. Che il cristianesimo sia questo lo dicono soprattutto due autori intellettuali cattolici, laici, del secondo secolo, i quali hanno visto bene; uno è Minucio Felice nell'Ottavio e l'altro è l'autore della Lettera a Diogneto. Costoro affermano: si vedono dei cristiani, non si vede la loro religione. Si vedono dei cristiani, delle creature nuove che hanno dei comportamenti diversi da tutti gli altri uomini in ogni settore dell'esistenza: nei rapporti uomo-donna; nei rapporti uomo-uomo nel lavoro; nei rapporti uomo-uomini nella società; ma non si vede la loro religione.
Per tre secoli i cristiani non avevano chiese.
Si dovrebbero trasformare le chiese in fabbriche dove il rapporto
di lavoro dovrebbe diventare la novità cristiana.
L'altro - autore della lettera a Diogneto - dichiara che il pericolo
della convivenza è lo Stato Nazionale Sovrano. L'unità
europea come la stiamo concependo è tutta sbagliata e nel
preambolo non si parli di radici cristiane, è già
di troppo la parola religione.
La unità europea la vedo in funzione dell'unità del genere umano. Da più di un anno ho regalato all'O.N.U. un pezzo di terra che ho ricevuto in eredità, essendo figlio unico. Le motivazioni sono: io regalo questo come simbolo di una unità antropologica, di cui mi sento primo cittadino, non avendo più nessuna identità in grado di salvaguardare il mio futuro. Attenzione a unire l'Europa in un blocco come gli altri cinque, perchè il conflitto potrebbe essere spostato fra di loro. Tucidide - che sembra venga citato nel preambolo della Costituzione Europea - aveva detto che se lo Stato è piccolo i casi sono due: o diventa grande o sparisce. Poi ci sarebbe da rivedere quello che ha detto quando ci fu il conflitto fra i Meli e gli Ateniesi.
Io sono per l'unione mondiale (governo mondiale)
che non dovrà essere la gigantografia dell'attuale Stato
Nazionale, ma dovrà avere il compito di promuovere immediatamente
la divisione delle etiche. Ognuno finalmente potrà scegliersi
quella che vuole e avremo così la democrazia compiuta,
che sarebbe la libera determinazione dei gruppi e non dei popoli.