La
Terra ha dei diritti?
La madre
tierra come bene comune, Leonardo Boff invoca una governance
globale
Il cantico delle creature
al tempo della globalizzazione secondo il teologo ed ex francescano
brasiliano
Leonardo Boff uno dei massimi esponenti di quella che fu chiamata la
teologia della liberazione, è intervenuto sulle colonne di
Tierramerica con un impegnato editoriale che parte dall'assunto che Quello che è importante non
è la salvezza dello status quo, ma la salvezza del sistema
terra. Questa è la nuova centralità, che
ridefinirà gli indirizzi della politica.
Secondo il teologo ed ex francescano brasiliano, membro dell'iniziativa
della Carta
della Terra e professore emerito di etica all'università di
Rio de Janeiro, Non esiste nel mondo
una rappresentanza politica degli interessi dell'umanità e della
madre tierra che tuteli la loro protezione naturale e culturale. Da
secoli viviamo sotto la giurisdizione degli Stati nazione, con le loro
particolari sovranità ed autonomie. Dato che i problemi
diventano sempre più globali, questa configurazione politica
è insufficiente per offrire le soluzioni che sono necessarie.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), che sarebbe l'istituzione
appropriata, è demoralizzata e al suo interno conta solo il
Consiglio di sicurezza, controllato dalle cinque potenze con diritto di
veto, con in testa gli Stati Uniti.
Sul giornale on-line per l'America dell'Ips, Boff lamenta che a livello
mondiale non esista un accordo che stabilisca regole a livello globale
e che siano scomparsi tutti i riferimenti collettivi per facilitare il
consenso e dirimere i vari conflitti. Anche per questo ci sarebbe stati
il fallimento della conferenza sul clima di Copenhagen e del summit sul
commercio mondiale a Doha nel 2001.
Viviamo un momento della storia nel
quale è in gioco il nostro futuro comune - scrive Boff -
L'incatenamento della crisi e specialmente la questione ecologica
possono originare una tragedia di enormi proporzioni, che impone un
intervento urgente. Il presupposto per questo è un riferimento
comune, un insieme di valori, pincipi ed inspirazioni che offrano un
fondamento etico e politico alla comunità mondiale.
Il teologo ricorda l'iniziativa di Miguel D'Escoto, il sandinista
nicaraguense che è stato presidente dell'assemblea generale
dell'Onu tra il 2008 e il 2009, che ha consultato personalità e
capi di Stato per formulare un progetto di Dichiarazione universale del
bene comune della terra e dell'umanità, alla cui redazione ha
partecipato anche lo stesso Boff. Un testo simile, che vuole integrare
la Dichiarazione universale dei Diritti umani del 1948, sarà
reso noto alla Conferencia internacional sobre el clima che si
terrà a Cochabamba, fortemente voluta dal presidente boliviano
Evo Morales come alternativa all'accordo di Copenhagen.
Considera che la terra e
l'umanità sono parte di un vasto universo in evoluzione - spiega
Boff - che hanno lo stesso destino e costituiscono, nella loro
complessità, un'entità unica. La terra vive e si comporta
come un unico sistema autoregolato, formato dai suoi componenti fisici,
chinici, biologici ed umani che la fanno propizia alla produzione ed
alla riproduzione della vita, e per questo è la nostra Gran
Madre e la nostra casa comune. Essa è composta dall'insieme
degli ecosistemi, nei quali ha generato una molteplicità
magnifica di forme di vita complementari ed interdipendenti che
integrano la sacra unità della vita e fanno sì che
l'essere umano, uomo e donna, sia la stessa terra che parla, pensa,
sente, ama, cura e venera. Posto che la crisi ambientale deve essere
affrontata globalmente, è giusto definire il "bien común
de la Tierra y la humanidad.
Secondo Leonardo Boff, le caratteristiche che distinguono il "bene
comune" sono l'universalità e la gratuità e Deve includere tutti, persone e popoli, e
allo stesso tempo essere offerto a tutti gratuitamente perché
rappresenta quello che è essenziale, vitale ed insostituibile
per l'umanità e la terra stessa.
Il primo bene comune è proprio la terra, il nostro pianeta,
«Condizione per tutti gli altri beni. Appartiene all'universo a
sé stessa ed all'insieme degli ecosistemi che la compongono. Gli
esseri umani non sono i suoi padroni, ma i suoi ospiti: per essere
generatrice di vita ha la dignità ed il diritto di essere curata
e protetta. La biosfera è un patrimonio che l'umanità
deve tutelare. Questo vale per tutte le risorse naturali: l'aria,
l'acqua, la fauna, la flora, i microorganismi ed anche per il
mantenimento del clima. Per questo i cambiamenti climatici si devono
affrontare globalmente, come una responsabilità condivisa».
Secondo il teologo, gli altri beni pubblici che fanno parte di questo
patrimonio comune al servizio della vita del pianeta sono il cibo, le
sementi, l'elettricità, le comunicazioni, le conoscenze
accumulate dai popoli e dalla ricerca scientifica, le culture, le arti,
la musica, le religioni, la salute, l'educazione e la sicurezza.
Il secondo bene comune è
l'umanità, con i suoi valori intrinseci come portatrice di
dignità, coscienza, intelligenza, sensibilità,
compassione, amore ed apertura verso il tutto. L'umanità appare
come un progetto infinito e perciò sempre incompiuto. Il fecondo
concetto di bene comune vieta, per esempio, che si brevettino le
risorse genetiche fondamentali per l'alimentazione e l'agricoltura,
mentre le scoperte tecniche brevettate devono sempre tener di conto di
una destinazione sociale. Appartiene al bene comune dell'umanità
e della madre tierra la convinzione che una energia benevola sia alla
base di tutto l'universo, che sostenga ognuno degli esseri e che possa
essere invocata, accolta e venerata.
Umberto Mazzantini
Fonti:
www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=3838
www.tierramerica.info/nota.php?lang=esp&idnews=3562&olt=3562
- www.earthcharterinaction.org/content/