27 dicembre 2006

Avrei molto da dire e da ridire sulla religione cattolica, pur essendo cattolico. Scegliendo qualche punto.

1 - Entro in Chiesa e su ogni panca c'è il nome del bravo donatore:ma non era stato detto che la sinistra non deve
sapere quello che ha fatto la destra?

2 - Poi guardo un altare e vedo la scritta: "Madonna del Carmine". Quante Madonne ci sono!? E che differenza c'è tra la Madonna di Lourdes e la Madonna di Fatima?

3 - Leggo il Vangelo, episodio dell'ultima cena: Cristo prende il pane e il vino e li offre a tutti, senza chiedere nulla. Perché non li confessa? Potrebbe darsi che non fossero tutti senza peccato. Almeno Giuda qualche peccatuccio lo aveva fatto... Eppure... Prendete e mangiate, questo è il mio corpo.

Anche i  fratelli cristiani ritengono che l'eucarestia si possa dare senza che il credente si debba umiliare davanti al prete. Chi ha ragione?

Lei che ne pensa? La confessione non è diventata un modo per esercitare un potere eccessivo sulla comunità cristiana?  Non si tratta di due sacramenti (la confessione e l'eucarestia) che devono seguire la propria strada in maniera separata e non in modo che con la confessione si possano ricattare e tenere in soggezione i credenti?

Perché la base di tutto è la fede e il fine l'amore. Tutto il resto, diceva Agostino, ve lo regalo. O no?

Francesco

28 dicembre 2006

Essendo il Padre nella impossibilità di rispondere causa malattia, ci autorizza a replicare come segue


Caro Francesco:

Se si interpreta il cristianesimo come una religione, le sue domande sono una curiosità lecita, e sempre nel contesto delle opere della religione. Ma se si crede che il cristianesimo sia una novità esistenziale, allora bisognerà allargare la nostra visione e cercare nel Messaggio di Gesù gli insegnamenti atti a risolvere i problemi della convivenza, trasformando la curiosità in un dovere del cristiano.

Per quanto riguarda la confessione, non crediamo vi sia umiliazione o speculazione, dal momento che i sacerdoti, i Vescovi e anche il Papa sono tenuti a confessarsi come tutti i cristiani. L’affermazione di S. Agostino va interpretata come grande “amore” per Gesù, e chi lo ama tanto “osserva le sue parole” ... e non pecca.

Troverà, se sfoglia le pagine del sito, le possibili risposte alle sue domande, finalizzate alla responsabile conversione di chi si dice cristiano. Inoltre Padre Bergamaschi ha pubblicato ultimamente due libri (Quale Cristianesimo, e Andate e Mostrate - li può trovare presso i Cappuccini o nelle librerie) che siamo sicuri daranno risposte soddisfacenti e non contraddittorie a molti dei suoi quesiti.

Cordialmente

La Redazione

29 dicembre 2006

Mah... Le mie osservazioni toccavano essenzialmente un punto: il tradimento del Vangelo, in varie forme.

Nel terzo caso da me citato non è tanto importante il problema dell'umiliazione. Comunque è questo lo stile cattolico: dobbiamo sempre avere gli occhi bassi e batterci il petto.

E sia! Ma il problema vero è se il Vangelo presenta lo stesso messaggio. Facevo l'esempio dell'Eucarestia. Non sembra che Gesù abbia chiesto niente ai suoi discepoli e allora non capisco come la Chiesa modifichi il Vangelo a suo piacimento.

Mi pare che le altre Chiese cristiane seguano una linea simile a quella da me indicata. O no?

Auguri a Padre Bergamaschi. Sursum corda!

Francesco

30 dicembre 2006

Caro Francesco,

il mio collega di redazione è assente per alcuni giorni, e così mi incarico di rispondere a questa sua mail, dopo che ero stato tentato di farlo anche con la precedente. Mi dispiace che il Padre sia così indisposto da non potere, con la sua argomentazione e logica stringente, essere di aiuto, a lei e a noi, per dare risposta esauriente al suo quesito.

Sono andato a "rovistare" nelle risorse del sito, e ho trovato l'omelia Archivio/Omelie_85-90/850224.html risalente a oltre 20 anni fa, ma sempre attuale.

Ecco, una religione (facciamo finta per un momento che anche il Cristianesimo lo sia; ma non lo è) che si basa su queste rigide, assurde e devianti regole dei comandamenti "antropocentrici", quasi si trattasse di un codice penale, con i suoi castighi e punizioni, penitenze e privazioni, be'... sarebbe tutt'altro che in sostegno dell'uomo, bensì in suo antagonismo. Già la vita è complicata e difficile di suo... vogliamo proprio il trionfo del masochismo facendoci condizionare da "regole" che erano già sfrangiate al tempo in cui furono dettate? E dettate da uomo, sia chiaro, non da Dio.

No, il cristiano non deve recitare mea culpa a ripetizione, né essere permanentemente contrito, con gli occhi bassi, umiliato e mesto: se e quando è in grazia di Dio, lo si vede, e lui stesso lo riconosce, per il sorriso e la vivacità che sa portare nel mondo. Il Francesco del XII secolo ne ha dato preziosa testimonianza!

Che poi la gerarchia di tutti i tempi, inclusi gli attuali (glielo concedo, sebbene gli accenti siano di molto ma di molto smorzati), abbia giocato sul malinteso "timor di Dio" per tenere assoggettati i fedeli ed esercitare il potere sia temporale - fino a qualche lustro fa - che spirituale, questa è una realtà in cui si riconosce la fallacia sia del precettore che del penitente. La confessione (o riconciliazione, più correttamente) al pari di tutti i sacramenti, va colta e compresa non limitandosi alla superficie. Credo che nessuno condannerebbe lei alla dannazione eterna se si comunicasse senza essersi confessato; dunque svincoliamoci dal binomio che, da ragazzi, ci hanno insegnato a Dottrina, per cui l'Eucarestia va preceduta, sempre e comunque, dalla Confessione.

La precettistica e le liturgie sono qualcosa di più profondo di quanto solitamente si pensa: non è necessario che il fedele sia al corrente delle argomentazioni teologiche che le sottendono, ma riconosca la necessità di un comportamento coerente (ossìa non contraddittorio) tra il suo apparire e il suo dover essere. Un solo breve esempio: se vuole comunicarsi senza confessarsi, lo può fare, chi glielo impedirebbe? Ma se in qualche modo contesta quel sacramento, perché non contesta anche questo? Risponderà: perché questo rimanda all'insegnamento di Gesù, mentre quello è sovrastruttura... accidente storico. Bene, si tratta di valutare la coerenza dell'accidente con il messaggio incorrotto, infatti la Chiesa vive con e nella storia ed è pulsante, possibilmente attuatrice della Buona Novella, non arroccata sull'Ipse dixit di ciceroniana memoria (De natura deorum).

Padre Aldo si è spesso interessato al tema dei sacramenti, e a quello della riconciliazione in particolare: crediamo che potrà trarre utili indicazioni "rovistando" lei pure con il motore FreeFind interno al sito, e recentemente potenziato: usi la 'finestrella' in homepage, in alto a sinistra.

Se avrà desiderio di esporre in modo articolato la sua posizione, proveremo a sottoporla al Padre, anche se non possiamo assicurare una risposta in tempi brevi.

Con i migliori saluti e auguri per l'Anno che sta per iniziare.

la Redazione del sito degli Amici di p. Aldo Bergamaschi