febbraio 2005
Carissimo Padre,
Ormai da alcuni anni la seguo e la stimo per il coraggio con il quale asprime i suoi pensieri in perfetta coerenza con il messaggio evangelico. Vorrei porle un interrogativo che in me non ha ancora trovato risposta e che perciò mi affligge soventemente.
Come possiamo noi laici vivere fedelmente gli insegnamenti di Cristo ribaditici da Francesco d'Assisi riguardo la semplicità di vita e la povertà se ci troviamo costretti nella quotidianit¦ a scendere a compromessi con le regole dettate dalla società?
Cerco di condurre una vita semplice e senza troppi "sfarzi"
insieme a mia moglie.
Insieme possediamo un appartamento, acquistato accendendo un mutuo,
in banca conserviamo qualche risparmio ed un piccolo investimento.
Ci concediamo anche, saltuariamente, il "lusso" di qualche
vacanza o periodo di riposo.
Mi faccio poi però qualche senso di colpa e temo di non essere un buon Cristiano. Temo che il mio stile di vita non sia in coerenza con la povertà dalla quale ci parla l'Evangelo.
Vorrei un suo parere.
Ringraziandola sentitamente...
La saluto.
Andrea
Reggio Emilia
24 feb. 2005
Carissimi Andrea e Monica,
il criterio evangelico della "povertà è percepita da ognuno secondo il proprio carisma. Il giovane ricco, per esempio, non se la sente di rinunciare a tutto per seguire Cristo; Zaccheo che aveva famiglia, restituisce il quadruplo e taglia a metà ciò che ritiene suo, cioé necessario per vivere dignitosamente; Francesco fa quello che sappiamo - riteneva suo il mantello finché non avesse incontrato uno che non lo aveva - e divideva tutto con i fratelli.
Non riuscendo a fare una comunità capace di organizzare l'eguaglianza - Gesù in realtà non chiede la "povertà", ma l'amore vicendevole: "amatevi come io ho amato voi" e cioé senza profitto - secondo questo criterio evangelico, come singoli teniamo questo principio: io uso la ricchezza (frutto di lavoro onesto) in modo tale che se tutti facessero come me, sparirebbe la fame dal mondo e quindi le sperequazioni galeotte della giungla retributiva.
Mi sembra che siate sulla retta via, soprattutto perché tu e tua moglie vi ponete il problema.
Con stima e affetto,
padre Bergamaschi