aprile 2004
Carissimo Padre Aldo,
la seguo da tempo, anche se con discontinuità, e vorrei ringraziarla per l'impegno con cui diffonde il messaggio di Cristo.
Se ho interpretato correttamente il suo insegnamento, il punto centrale della vita di un essere umano che si voglia chiamare cristiano è la conversione, o, come la definisce Lei (utilizzando il termine greco), metànoia.
Ritengo che sia un privilegio di pochi quello di incorrere in "segni certi" come Saulo di Tarso sulla via di Damasco.
Le sarei grato se vorrà rispondere a queste mie domande: possiamo riconoscere "segni" in grado di aiutarci a capire quando Cristo ci sta passando accanto e ci chiede di convertirci? Come possiamo disporci per riconoscere meglio il Suo invito a convertirci?
Grazie per le risposte che vorrà dare a questi miei quesiti.
Con stima ed affetto,
Manolete
Caro Manolete,
l'accesso al cristianesimo è un segreto di ogni singolo cristiano. Ma, in generale, è per battesimo e non per metànoia, almeno a partire dal sec. V.
Il giorno in cui cominciamo a riflettere sulla distanza esistente fra Messaggio e sua attuazione storica, possiamo riconoscere il Cristo che ci sta passando accanto.
Come disporci per riconoscere l'invito a convertirci? Riflettendo con amore e verità su quella distanza.
Questa è la via seguita, per es., da S. Francesco. Il quale responsabilizzò se stesso ascoltando un passo evangelico, letto durante una messa e capì che doveva attuare il Vangelo in tutti i settori della vita.
Fraternamente, p. Aldo Bergamaschi