6 gennaio 2004
Ci dispiace ma dobbiamo dire di no ad un gemellaggio dei nostri siti Internet per il semplice motivo che Padre Bergamaschi, da parecchi anni ormai, sta portando avanti un "neomodernismo" teologico, potenzialmente pericoloso per il Cristianesimo. Non è questa la sede per discussioni teologiche, ma quando uno arriva, tra le altre cose, a negare l'esistenza dell'inferno e del diavolo, in nome di una Misericordia divina mal compresa noi sentiamo un forte odore di "zolfo".... !!!
L'eredità dogmatica e dottrinale del Cristianesimo va presa tutta così com'è perché originata, sostenuta e mantenuta dallo Spirito Santo, il quale non può errare perché è Dio !
Gli uomini possono discutere, non capire, essere peccatori, sbagliare, ma le verità dogmatiche e dottrinali non cambiano e resteranno nei secoli dei secoli ad illuminare e ad essere da guida per tutti gli uomini di buona volontà che lo vorranno. Invece l'atteggiamento dei "ma" e dei "se", soprattutto in campo dogmatico, è un processo dialettico pericoloso perché il Nemico dell'uomo è un dialettico nato e, senza il soccorso divino, l'uomo soccombe !
Meglio sarebbe tacere e credere per pura fede al Figlio dell'Uomo e alle opere dello Spirito Santo nella Sua Chiesa, almeno in campo dogmatico e dottrinale !!!
Cordiali saluti
Parrocchie di Fosdondo - Canolo (RE)
7 gennaio 2004
Rev.mo don Evandro,
La redazione del sito prende prontamente atto della Vs. richiesta di cancellazione e ha già provveduto in tal senso.
Abbiamo, per correttezza, trasmesso la Vs. appropriata e pertinente nota al Padre stesso che non escludiamo gradirà replicare privatamente.
Ci dispiace di avere recato disturbo o disagio con le nostre email e diamo assicurazione che, pur rimanendo aperti e sollecitando il dialogo con il vostro gruppo parrocchiale, eviteremo in futuro di abusare della Vs. gentile accoglienza.
Con i migliori saluti.
la Redazione (g.g.)
Rev. Don Evandro,
"Le parrocchie di Fosdondo-Canolo (R.E.), per decisione del Rev.mo don Evandro Gherardi, dicono no a un gemellaggio dei siti Internet per il semplice motivo che Padre Bergamaschi, da parecchi anni ormai, sta portando avanti un "neomodernismo" teologico potenzialmente pericoloso per il Cristianesimo".
E' la prima volta che mi viene messo addosso un cartello infamante.
Un proverbio francese dice: "Quando uno vuol uccidere il proprio cane, dice che ha la rogna". Ed ecco il corpo del reato: « Quando uno arriva tra le altre cose a negare l'esistenza dell'inferno e del diavolo, in nome di una misericordia divina mal compresa, noi sentiamo un forte odore di "zolfo" ».
Se fossi un "neomodernista", inoltrerei querela alla Magistratura per avermi fatto dire ciò che non ho mai detto né scritto. Io non nego né inferno né diavolo, dico come vanno intesi per tenere la Fede libera dalla contraddizione. Siamo al caso Galileo. Al Card. Bellarmino che insisteva sul biblico "terra autem stat", Galileo rispondeva: "Forse avete interpretato male le scritture". E' semplicemente gratuita l'affermazione che la mia "negazione" è fatta "in nome di una misericordia divina mal compresa".
Questa è la posizione di Origene, non la mia. Mio, invece, è il tentativo, piccolo piccolo, di togliere le castagne dal fuoco ai teologi di quarta categoria che hanno cessato di essere filosofi e cioè di usare correttamente la ragione. In tutto ciò non c'è odore di "zolfo"; ma io vi sento odor di infantilismo mentale e cioè di integralismo talebano.
So bene che lo Spirito Santo non può errare; ma può errare chi dice, per es., che lo Spirito Santo approva l'uccisione degli eretici (vedi Denzinger). Il mio atteggiamento resta sempre quello evangelico: "pregate per coloro che vi calunniano e vi perseguitano". Amen.
p. Aldo Bergamaschi
CONTRO-RISPOSTA
Caro Padre Aldo,
per uno sbaglio del suo collaboratore, avete creduto che il messaggio a voi indirizzato, in cui si diceva di no ad un eventuale gemellaggio da voi proposto, fosse di Don Evandro, mentre in realtà è stato scritto e firmato dal webmaster del sito. Don Evandro era solo d'accordo con me di non procedere al gemellaggio, pur senza dare giudizi particolari.
I miei giudizi, caro Padre Aldo, non sono sulla sua persona, ma su certe sue tesi teologiche che si leggono sul sito a lei dedicato. Quindi non tema, non sarò mai il suo inquisitore!
Ma veniamo a noi. Se io vado sul suo sito sento dire da lei:
"Io parto da questo principio: che, per quanto riguarda l'inferno, e mettete pure anche il demonio (ve lo dico tra parentesi, io credo che il demonio sia proprio una invenzione della religione), io non posso accettare che vi sia una compresenza eterna di Dio (che è bontà assoluta ecc. ecc.) con qualcosa a Lui ostile, sia che tu concepisca l'inferno come una scatoletta, sia che tu concepisca il demonio come un essere, ecc. Questo è il punto su cui io devo misurarmi con i teologi e, lo posso sempre dire qui a titolo di amicizia, io adesso (prima ho scritto a Ratzinger, ahime, non dico come ho avuto le risposte) mi appellerò ai teologi di concilio, i massimi teologi di tutta la cristianità. Allora questa è la posizione: io non posso ammettere. E fin qui c'è arrivato il grande Origene il quale, per me, è uno dei più grandi geni dell'umanità ed anche lì l'hanno tormentato, gli hanno bruciato le tavole, ecc. e poi dopo, siccome ne sapeva mille volte più di tutti i preti e dei vescovi messi insieme, l'hanno quasi costretto a diventare sacerdote, almeno per averlo nella casta. Ma la cosa non ha funzionato. Sapete cosa ha fatto Origene, non sto qui a raccontarlo." (PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IL PAPA NERO").
O lei si contraddice (e in fondo dà ragione allo scomunicato Origene), oppure intende l'inferno e relativo diavolo come categoria del nulla. Ma questa è una categoria filosofica che niente ha a che vedere con la Rivelazione. In realtà tutto ciò che Dio porta alla Sua Luce, puri spiriti e anime, una volta creati sono immortali, sia nella benedizione che nella maledizione! Questo dice la Rivelazione e questo crede la Chiesa di Cristo la quale, pur essendo costituita più di peccatori che di santi, rimane sempre la luce che guida l'uomo su questa terra!
Giunti ad un certo punto, occorre saper abbandonare la sapienza di questo mondo alla maniera di S. Francesco, suo padre spirituale.
Cordiali saluti
Claudio P.
CONTRO-RISPOSTA
Egr. Signor Claudio P.
Le debbo dare un cattivo voto in logica, perché non ha le idee chiare sulla "contraddizione", visto che nella mia risposta s'è chiarito ciò che nella presentazione del libro Il Papa Nero era pur presente. Infatti l'elogio di Origene pensatore non equivale ad assunzione della sua tesi sull'eternità dell'inferno (apocatastasi).
E che dire della sua affermazione relativa al "nulla": "Ma questa è una categoria filosofica che nulla a che vedere con la Rivelazione"? Il suo suggeritore teologo dovrebbe conoscere la definizione della teologia cattolica relativa alla Creazione (trarre all'esistenza ex nihilo sui et subiecti).
Infine l'immortalità degli spiriti creati. Il suo suggeritore teologo saprà che i primi scrittori cristiani non accettarono la tesi platonica della immortalità delle anime come se fossero fuori della giurisdizione divina. Solo chi sarà degno della Risurrezione sarà immortale. (E del Dio "pentito" che manda il Diluvio che ne pensa?)
Inopportuna - perché disinformata -
la citazione di S. Francesco; il quale abbandonò, appunto,
la sapienza di questo mondo (organizzata dalla Chiesa dell'epoca)
per seguire il Vangelo. Cito solo tre battute:
1) "Meglio obbedire al servo o al Padrone?" (sogno di
Spoleto)
2) Francesco inculcava l'ossequio e la fedeltà ai sacerdoti
che "vivono secondo la forma della Santa Chiesa Romana";
ma per sé e per i suoi aveva scelto di vivere "secondo
la forma del Santo Vangelo". (Testamento)
3) Ai frati, morente: "Ho fatto la mia parte, la vostra ve
la insegni Cristo" (Celano)
Questo era ed è S. Francesco.
Cordiali saluti
P. Aldo Bergamaschi
CONTRO-RISPOSTA
Più la leggo e più la mia primitiva impressione prende corpo: lei è, fondamentalmente, un neo modernista così come Papa X descrisse il fenomeno: "metodo e dottrine infarciti di errori, atti non ad edificare, ma a distruggere; non a far dei cattolici, ma a trascinare i cattolici nella eresia, anzi alla distruzione totale d'ogni religione!" (PASCENDI DOMINICI GREGIS).
E come avrà ragione più tardi Maritain, quando affermerà che il neo modernismo, che faceva così paura a Pio X, era al confronto "un modesto raffreddore da fieno" (Il contadino della Garonna, 1966). E Paolo VI dirà: « Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia ».
Il pensiero che lei sta portando avanti è proprio questo "pensiero non cattolico", di cui parla Paolo VI e che si avvicina a certe forme di protestantesimo liberale. Lei dice:
Le debbo dare un cattivo voto in logica perché non ha le idee chiare sulla "contraddizione", visto che nella mia risposta s'è chiarito ciò che nella presentazione del libro Il Papa Nero era pur presente. Infatti l'elogio di Origene pensatore non equivale assunzione della sua tesi sull'eternità dell' inferno (apocatastasi).
Si è vero, non equivale ad assunzione, ma il suo spirito ribelle al Magistero dottrinale della Chiesa lo sta "bevendo" a piene mani!
E che dire della sua affermazione relativa al "nulla":
"Ma questa è una categoria filosofica che nulla a che vedere con la Rivelazione"? Il suo suggeritore teologo dovrebbe conoscere la definizione della teologia Cattolica relativa alla creazione (trarre all'esistenza ex nihilo sui et subiecti).
Conosco la definizione teologica "ex nihilo", ma ciò che volevo dire era solo per ribadire che l'inferno non è il nulla, nel senso di non esistenza, ma assenza di Dio in eterno!
Infine l'immortalità degli spiriti creati.
Il suo suggeritore teologo saprà che i primi scrittori cristiani non accettarono la tesi platonica della immortalità delle anime come se fossero fuori della giurisdizione divina. Solo chi sarà degno della Risurrezione sarà immortale. (E del Dio "pentito" che manda il Diluvio, che ne pensa?)
Qui bisogna intendersi sul concetto d'immortalità! Il Cristianesimo non ha mai affermato la teoria della preesistenza delle anime, ma che ogni anima è creata da Dio affinché l'uomo, essere carnale e spirituale, possa vivere nella dignità che il Creatore ha pensato per lui. Risulta perciò gratuita, se non eretica, l'affermazione che "Solo chi sarà degno della Risurrezione sarà immortale". Immortali saranno sia i benedetti che i maledetti da Dio, ma in due condizioni diametralmente opposte:
31 «Quando il Figlio dell'uomo verrà
nel suo splendore, insieme con gli angeli, si siederà sul
suo trono glorioso.
32 Tutti i popoli della terra saranno riuniti di fronte a lui
ed egli li separerà in due gruppi, come fa il pastore quando
separa le pecore dalle capre:
33 metterà i giusti da una parte e i malvagi dall'altra.
34 «Allora il re dirà ai giusti: - Venite, voi che
siete i benedetti dal Padre mio; entrate nel regno che è
stato preparato per voi fin dalla creazione del mondo.
35 Perché, io ho avuto fame e voi mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete
ospitato nella vostra casa;
36 ero nudo e mi avete dato i vestiti; ero malato e siete venuti
a curarmi; ero in prigione e siete venuti a trovarmi.
37 «E i giusti diranno: - Signore, ma quando ti abbiamo
visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti
abbiamo dato da bere?
38 Quando ti abbiamo incontrato forestiero e ti abbiamo ospitato
nella nostra casa, o nudo e ti abbiamo dato i vestiti?
39 Quando ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti
a trovarti?
40 «Il re risponderà: - In verità, vi dico
che tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più
piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me!
41 «Poi dirà ai malvagi: - Andate via da me, maledetti,
nel fuoco eterno che Dio ha preparato per il diavolo e per i suoi
simili!
42 Perché, io ho avuto fame e voi non mi avete dato da
mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
43 ero forestiero e non mi avete ospitato nella vostra casa; ero
nudo e non mi avete dato i vestiti; ero malato e in prigione e
voi non siete venuti da me.
44 «E anche quelli diranno: - Quando ti abbiamo visto affamato,
assetato, forestiero, nudo, malato o in prigione e non ti abbiamo
aiutato?
45 «Allora il re risponderà: - In verità,
vi dico che tutto quel che non avete fatto a uno di questi piccoli,
non l'avete fatto a me.
46 «E andranno nella punizione eterna mentre i giusti andranno
nella vita eterna». (Mt 25, 31-46)
Questa è la fede della Chiesa e non quella di certi autori a cui lei si appella !!!!
Inopportuna - perché disinformata - la citazione di S. Francesco; il quale abbandonò, appunto, la sapienza di questo mondo (organizzata dalla Chiesa dell'epoca) per seguire il Vangelo. Cito solo tre battute:
1) "Meglio obbedire al servo o al Padrone?" (sogno di Spoleto).
2) Francesco inculcava l'ossequio e la fedeltà ai sacerdoti che "vivono secondo la forma della Santa Chiesa Romana"; ma per sé e per i suoi aveva scelto di vivere "secondo la forma del Santo Vangelo". (Testamento)
3) Ai frati, morente: "Ho fatto la mia parte, la vostra ve la insegni Cristo" (Celano).
Questo era ed è S. Francesco.
Sinceramente non so se S. Francesco sarebbe contento del suo pensiero! A volte ho l'impressione che il suo vero maestro sia Lutero, quando afferma: "Io non posso sentire né sopportare niente che sia contrario a ciò che insegno. Chiunque insegna diversamente da quello che io insegno sarà figlio dell'inferno". ... Ma per fortuna che l'inferno, per lei, è un frutto della "religione"...!!!
Cordiali saluti
Claudio P.
CONTRO-RISPOSTA
Egr. Sig. Claudio P.
Il mio interlocutore somiglia a un gufo: più gli getti luce negli occhi e più diventa cieco. La qualifica di neo-modernista è gratuita e somiglia alla famosa frase dei nazionalisti sfegatati: "Ha parlato male di Garibaldi".
Una volta per tutte: io non nego l'inferno, dò di esso una interpretazione diversa da quella usuale; perché l'interpretazione usuale (tipica della religione) introduce una contraddizione nel sistema realtà. E siamo ripeto al caso Galileo. Galileo, infatti, nega che l'interpretazione "volgare" della Scrittura ("terra autem stat") sia giusta, perché è in palese contraddizione con una verità scientifica (o di ragione).
Per quanto riguarda la definizione della creazione (ex nihilo sui et subiecti), lei dice di conoscerla. E spiega: "ma ciò che volevo dire era solo per dire che l'inferno non è il nulla, nel senso di non esistenza, ma assenza di Dio in eterno". E io che cosa voglio dire? Forse che l'inferno è il nulla? E' la reductio ad nihilum, quindi operazione molto dolorosa, in ordine con l'eterna assenza di Dio. Ma lei ama il "fuoco" e i "pianti" eterni, creando così "contraddizione" con la presenza di Dio, bene assoluto.
Badi che la frase "chi sarà degno della Risurrezione" (sarà immortale) è di Gesù, non è mia. Lei insiste: "immortali saranno sia i benedetti che i maledetti da Dio". E siamo, da capo, al caso Galileo: una compresenza che ricorda il dualismo persiano nella struttura dell'universo.
La lunga citazione di Matteo 25 la conosco bene, ma siamo da capo: che cosa vuol dire "andare alla punizione eterna"? Per me vuol dire "essere ridotti al nulla" (sciagura eterna), onde evitare la compresenza eterna di Dio e del suo opposto. Anche la fede del Card. Bellarmino era quella della chiesa, ma è poi risultata errata (almeno su quel punto).
Circa le mie precisazioni su S. Francesco, lei non sa se il Santo "sarebbe contento del suo (cioè mio) pensiero". Senonché i pensieri che le ho citato non sono miei ma delle fonti francescane cui fanno riferimento tutti i biografi di livello (non gli orecchianti).
Il mio maestro è Lutero? Nel senso da lei riportato? Anche qui dovrei citarla in tribunale per diffamazione, ma preferisco mandarla nel Limbo dei bambini per palese incapacità mentale. Non mi resta, dunque, che salutarla con tenerezza e pregare per lei nel senso già spiegato.
Come ultima riflessione, la invito a leggere, con attenzione, le ultime pagine del capitolo XXII de I Promessi Sposi, dove il Manzoni, dopo aver fatto l'elogio della bontà personale del Card. Federigo, non può tacere gli errori mentali di cui era portatore. Legga, e poi mi dirà che il Manzoni non era cattolico. Infatti era contro il "potere temporale", e cessò di scrivere i già progettati "inni sacri" per non correre il rischio di favorire la superstizione.
Cari saluti di pace e bene a lei e a tutta la parrocchia
p. Aldo Bergamaschi