Chiedo scusa se oso, non essendo una intellettuale ma un'umile donna, che ha lavorato duramente una vita, sostenuta solamente da una grande fede, timorata da Dio, e se mi permetto di rivolgere una domanda ad un sacerdote di grande cultura quale è Padre Bergamaschi.
Padre, lei durante una sua omelia ha voluto affermare che non esiste nè l'inferno, nè il diavolo, quindi per le persone malvagie non esisterebbe nessuna punizione perchè finirebbero nel nulla. Ma queste parole poco edificanti, stimolano gli atei malvagi a non redimersi, perchè più nulla avranno da temere, ma vorranno ad ogni costo crearsi, a discapito degli onesti, i mezzi per soddisfare e godersi tutti i piaceri di questo mondo, rubando, ammazzando anche innocenti creature.
Lei sa meglio di me che del diavolo o 'satana' nella Bibbia se ne parla in vari capitoli, esempio: nell'Apocalisse 2,10, negli Atti 5,3, ai Corinti 4,4. Ma più chiaramente nel Vangelo secondo Matteo 25, 41-46 nel capitolo sul giudizio finale, Gesù fra l'altro, rivolgendosi ai meritevoli dirà: 'Venite benedetti dal Padre mio', ecc. Infine rivolgendosi ai malvagi dirà: 'Andate lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per gli angeli suoi'. Non sono parole di un ciarlatano, ma è Parola di Dio.
Se così non fosse non esisterebbe una gisutizia divina. Un'ultima domanda: dobbiamo credere o no nella parola di Dio? Mi auguro di avere interpretato male la sua omelia.
Anna Poli
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Senza voler entrare in disquisizioni teologiche,
e comunque tenendo ben presente che le parole di padre Aldo Bergamaschi
si discostano totalmente da quanto affermato anche qualche tempo
fa dallo stesso Papa, vorrei però sottolineare un particolare
non da poco. Per il frate-pedagogo non è che il nulla sia
asettico, indolore, neutro.
- Al contrario, padre Bergamaschi ha dichiarato che a suo avviso
il nulla è molto, ma molto peggio dell 'inferno. Patirà
conseguenze per quanto ha affermato? Crediamo di no. A mo' di
battuta, un cattolico che segue queste vicende ha detto: «La
punizione per padre Aldo sarà terribile. Non gli faranno
'nulla'».
m.s.
Purtroppo, gentile Sig.ra Anna Poli, lei non solo ha interpretato male la mia "omelia", ma non l'ha capita per nulla. Ecco, in sintesi, quanto ho affermato: la mente (intendo il nostro pensiero) non può ammettere la compresenza eterna di Dio e di due entità a Lui opposte: l'inferno inteso come luogo o anche come stato, il diavolo inteso come l'anti-Dio. Per risolvere questa obiezione il grande Origene chieda al suo parroco chi è questo signore - ipotizzò la cosiddetta apocatastasi (o perdono generale); ma la tesi fu, giustamente, rifiutata dalla Chiesa.
Lei Signora - mi scusi la frecciatina - ha un animo poco cristiano, perché teme che i malvagi e gli atei restino senza punizione. Io li vedo andare nel nulla, lei li vuole tormentati per l'eternità. Chi ha fallito l'esistenza non si è cioè comportato secondo le indicazioni di Cristo andrà nel nulla; chi invece si sarà sforzato di diventare perfetto come il Padre, andrà nel Regno.
Mi dica se i malvagi e gli atei
non hanno nulla da temere come Lei paventa.
Capisco l'obiezione più ovvia: le Scritture, e il Vangelo
in ispecie parlano dell'inferno e del diavolo. E siamo al caso
di Galileo. Galileo diceva: "La terra gira (ho la certezza
soggettiva)". Il Card. Bellarmino replicava: "Terra
autem stat" (la terra sta ferma) e toccava con il dito
le scritture. Galileo replicò: forse avete letto male le
Scritture, rileggetele.
Io ho una verità inoppugnabile dalla mia parte: "la mente umana non può ammettere la compresenza eterna di Dio e di due entità a Lui opposte." (Equivarrebbe a portare la contraddizione in Dio ).
Mi si obbietta: "ma le Scritture e il
Vangelo parlano dell'inferno e del diavolo."
Rispondo: "ebbene, andiamo a vedere come dovranno interpretarsi
le Scritture e il Vangelo soprattutto, e vedremo che l'inferno
è la riduzione al nulla e cioè al più radicale
dei "castighi" cui compete ovviamente l'eternità;
senza creare obiezioni alla giustizia e alla misericordia di Dio."
Preciso, infine, che questa è una mia opinione sul tema e che come tale l'ho riferita nel contesto dell'"omelia". Ma sono pronto a rivederla o ad accettarne una migliore, se qualche teologo o filosofo mi convincerà con argomentazioni valide.
Cara Sig.ra Anna Poli, la ringrazio di avermi
costretto a questo chiarimento.
Le auguro di evitare il nulla e di possedere il tutto.
Cordialmente, p. Aldo Bergamaschi
Resto del Carlino, 01-08-03
Doverosa la replica di padre Aldo alla nostra lettrice. Mai a nostra volta ci permettiamo di porre un dubbio. Se il terribile nulla disegnato da padre Aldo (peggio, molto peggio dell'inferno) è la stessa condizione che ci caratterizza prima di nascere, cosa dobbiamo dedurre? Che prima di nascere tutti sono condannati a scontare quella pena. Ma perché una punizione deve essere prevista da Dio prima di nascere, cioè senza avere ancora fatto nulla di male?
Mike Schullin
Reggio Emilia, 02-08-2003
Al dubbio del giornalista Mike Scullin (Carlino venerdì 1° agosto) rispondo: mi viene il dubbio che pure Lui non abbia capito bene ciò che ho detto nella famosa omelia (meglio "orazione funebre") del 23 luglio.
Anche perché, sotto il titolo "L'inferno non c'è" (RdC 24 luglio 2003), mi ha fatto dire ciò che non ho detto e cioè "il nulla va inteso come condizione precedente alla nascita". Da qui il mio dubbio di oggi e cioè che M. Scullin pensi il nulla come una scatoletta creata da Dio prima della nostra nascita per metterci dentro i "cattivi".
Questo è il concetto che dell'inferno ha il catechismo di Bellarmino. Il nulla cui faccio riferimento è preso dal concetto di creazione (comune a tutti i teologi) e cioè: Dio crea ex nihilo sui et subiecti.
Prima di nascere non siamo condizionati a niente se non alla libertà di diventare arbitri del nostro eterno futuro. Dio ci avverte - in ciò la sua misericordia - che è pericoloso fallire l'esistenza, visto che anche Cristo è morto per la nostra salvezza.
Dio non prevede alcuna punizione o glorificazione
prima della nostra nascita; ma, per onestà professionale,
avverte - soprattutto mandando il Figlio -
1) che c'è una distinzione tra bene e male
2) che chi fallisce il quorum minimo per qualificare un
essere razionale rischia il nulla (con la n minuscola)
Per l'amico M. Scullin aggiungo questa notizia: con mia soddisfazione ho visto che l'episcopato anglicano è arrivato alle mie stesse conclusioni: l'inferno di cui parlano le scritture è la riduzione al nulla e ciò non introduce alcuna "contraddizione" in Dio.
Se poi qualcuno vorrà sapere ciò che ho detto nella famosa "omelia" veda il testo qui.
Con molta cordialità, P. Aldo Bergamaschi