Caro P. Aldo,
Dopo i fatti dell'undici settembre si è scatenata l'ennesima guerra. Quale giudizio dà e quali prospettive di convivenza fra i popoli possono delinearsi?
La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e la saluto con molta stima.
Nando
27 ottobre 2001
Questa "guerra" finirà, o come finì la 2° guerra mondiale, con la "vittoria" delle cosiddette "democrazie", o con un nulla di fatto perché il "nemico" non è uno Stato con un esercito schierato, ma una "concezione del mondo" presente nei cervelli di mezzo mondo.
In ogni caso saremo sempre da capo se specie i cristiani non si daranno da fare perché si costituisca:
1) Un governo mondiale federale, democratico, ecc, sulle ceneri degli Stati Nazionali Sovrani, lacerati e plagiati al loro interno, dalle "religioni";
2) Uno Stato Mondiale che non sia la gigantografia degli stati attuali, ma proceda subito alla "divisione delle etiche" o autodeterminazione dei gruppi umani (in ciò la democrazia compiuta) dove finalmente, si potrà vedere chi è capace di risolvere i problemi della convivenza senza insidiare l'altrui visione del mondo; a custodia della quale dovrà costituirsi una forza di polizia internazionale (visto che gli eserciti saranno prosciugati);
3) e in tutte le scuole del mondo si insegnino solo due lingue, quella "materna" e quella "comune" (per es. l'Esperanto in quanto è una creazione della mente umana e non una imposizione egemonica della cultura di un popolo su altri popoli) per portare pacificamente gli uomini a comunicare direttamente fra di loro.
Solo in questo modo i cristiani saranno il "sale della terra" perché non divulgheranno (o imporranno) la loro "religione", ma promuoveranno la fratellanza.
Se questa è utopia, facciamo osservare che tutte le altre soluzioni sono esse pure utopie; ma cattive utopie, mentre la nostra è una buona utopia.