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  Stefano Giuseppe Scarcella



Giugno 2005 - Tipigrafia Litografia Italgrafica – Melissano (Lecce) - 7,00 Euro

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Fior di Melissa

Com’è dolce la vita
Ma bella a singhiozzi.

Dolce come nettare
Di violaceo fior di melissa
Che da bambino succhiavo
Per le vie del mio paese.

Quanto piaci o vita
E quanto è triste il non esserci!

Fatti amare
Fino all’ultimo sospiro
E accendi in me
Fiammelle di speranza!
Anima triste

Mi salvo dalla
confusione dl mio io
ma scivolo
nella sofferenza.

E tutto
impallidisce.

Ed anche
il sole
perde il colore
del grano.

Allora piango.

E aspetto
un altro pittore.



Dolore

Ascolto il mio cuore
frantumato a vetro
e ricurvo
sul pavimento dell'anima
ne raccolgo i brandelli,
uno ad uno,
nell'illusione di ricomporre
un'altra volta
quel che resta della vita mia.
Sole e vita

Come il sole d'estate
ardente a mezzogiorno
mi preparo al tramonto.

Mi spargo a vapore nell'anima
in cerca di ultime luci possibili.

Scendo dal sogno
e cerco Dio.

M'addormento
e lavoro per il risveglio.

Che forse ci sarà.




CORIANDOLI D’ORO
 
Picchi di rovere e querce
slanciati nel cielo,
tronchi antichi
sbucciati dal sole,
fragili ragnatele ingiallite,
s’inabissano nelle nuvole
plasmate di fumo.

Come lingue di sabbia
dalla risacca sgualcite
lenzuoli di campanule lievi
avanzano a tratti  
e granelli di sole
attraversano rovi
ed intrecci di foglie.

Così si insinuano
nella terra boscosa…
come coriandoli d’oro
di una festa d’estate.
 
 Monica Folloni


E' arrivato l'autunno ...

Le foglie sono ingiallite, accartocciate.
Si staccano ad una ad una dai rami degli alberi e mollemente cadono nel grigiore plumbeo delle giornate di pioggia,
si appoggiano al suolo stanche con un fruscio lieve.
Il primo tepore della primavera le aveva chiamate alla vita,
il primo freddo autunnale le fa morire.

E ritorna la festa di Ognissanti e tutti riprendiamo la strada del cimitero.
Nessuno dimentica la tomba cara,
ornandola di ceri,
di lumini e di crisantemi,
i fiori che, nella loro struggente composizione di ceppi dalle mille frange,
unificano l'affetto per riversarlo in miriadi di ricordi.

Dai nomi incisi sulle lapidi e sulle croci,
le ricordanze dei propri cari riportano memorie,
ricollegano famiglie,
ripropongono, in una parola,
una certezza che trae il suo significato imperituro dalla fede,
per cui ai cristiani la vita è cambiata,
non tolta,
e il dolore e il compianto si rivestono di fiducia per la vita dell'eternità,
in Dio.


Alessandro Campagnoli