5 febbraio 2012 -
Omelia pronunciata il 6 febbraio 2000
Il male viene sempre dal
diavolo?
Marco 1, 29-39
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, si recò in casa di
Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli
parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per
mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portarono tutti i
malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti
alla porta.
Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti
demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo
conoscevano.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si
ritirò in un luogo deserto e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce
e, trovatolo, gli dissero: Tutti
ti cercano!
Egli disse loro: Andiamocene
altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là;
per questo infatti sono venuto!
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e
scacciando i demoni.
In questo passo si
accumulano parecchi episodi, che però, debbono essere ricondotti
all’unità del fine per cui Gesù pratica, e queste guarigioni, e
queste cacciate di demoni. Avevamo detto domenica scorsa che gli
insegnamenti di Gesù non sono una nuova dottrina da aggiungere a
quella degli scribi, ma il suo è un insegnamento nuovo, nuovo
per la qualità; procedendo da Dio. Quindi è una autorità che
eclissa tutto il dato precedente. Mettiamo delle precedenze
teoriche molto precise, così capiremo meglio il contenuto di
queste azioni di Gesù. Effetto di questo insegnamento nuovo,
sarebbe la liberazione della gente dallo spirito impuro;
attenzione a non pensare questo spirito impuro come una persona
oggettivamente costituita, quella che volgarmente chiamiamo il
diavolo. Su costui, sospendo il giudizio perché oramai vedo che
anche gli esegeti si trovano male nell’accettare questa figura
ontologicamente definita e stabilita quasi ad eterno. Questo
spirito impuro sarebbe la dottrina insegnata dagli scribi la
quale impediva di conoscere il vero volto di Dio.
Quindi Gesù è in cammino per tutta la Galilea e sta predicando
nelle loro (non nelle sue), nelle loro sinagoghe, quindi c’è una
presa di distanza da tutta la istituzione religiosa (“religiosa”
la mettiamo tra virgolette, questa parola non allarmi nessuno).
Abbiamo un difetto concettuale nel cervello, quando parliamo di
religione pensiamo alla nostra, e questo è l’errore: quando il
cristianesimo non è una religione, e questo è proprio il punto
in cui Gesù viene esattamente a distinguere la sua rivoluzione
dalla religione. Per cui, con tutta tranquillità si può dire che
Gesù è venuto al mondo per liberare l’uomo dalla religione; e
aggiungo l’altro sottovoce: e dalla politica. Ecco il
significato preciso di questa affermazione.
Gesù è venuto a liberare l’uomo dalla religione, perché la
religione è devastante nella psicologia delle persone e degli
individui. Gesù quindi intraprende la lotta proprio nel popolo
più religioso del mondo, lì intraprende la lotta, lì, dove i
rapporti con Dio sono deteriorati al massimo livello. Non va a
predicare all’impero romano, certo erano religiosi anche loro,
ma la religione non aveva devastato a questo punto le categorie
razionali dell’uomo. Spero che tutti capiate questo tipo di
discorso. L’evangelista, in questo caso Marco, associa la
sinagoga ai demoni mettendo in relazione il luogo dove viene
insegnata la dottrina degli scribi e questi spiriti immondi.
Ditemi se questa non è una rivoluzione drammatica, certamente
fondamentale in tutta la storia dell’umanità. Sempre Marco
collega la predicazione di Gesù alla espulsione dei demoni, per
cui il messaggio, il suo messaggio contiene in se stesso una
forza capace di liberare le più alienanti ideologie e liberare
l’uomo dal fanatismo e dalla corruzione religiosa.
Gesù dopo aver fatto quello che ha fatto nella sinagoga - lo
abbiamo visto la domenica passata - è assediato dalla religione
e si diffonde la voce, e la sera di venerdi tutti corrono là
perché di sabato questo non si poteva fare, quindi bisognava
correre, malati e indemoniati, prima della notte, al tramonto
del sole. Poi l’episodio della suocera di Simone che viene
guarita, non sono qui il primo a gridare al miracolo, no non lo
sono, perché in questi casi si potrebbe spiegare con la sola
presenza di Gesù, con il suo fascino a un certo momento la donna
si mette a servirli. Non è questo il punto su cui dobbiamo
insistere, il punto è la liberazione di queste due malattie di
cui vi ho parlato: una di tipo fisico, e l’abbiamo ancora anche
noi e vedremo il parallelo di questa epoca, e poi la questione
degli indemoniati, cioè persone che hanno la psiche a pezzi.
Dovrei parlare male di un certo numero di persone, corrono qua e
là a farsi fare degli esorcismi, vuol dire che dopo la
rivoluzione di Gesù siamo ricaduti dentro alla pentola della
religione, ci ritroviamo come diceva un esorcista; dopo venti
secoli di cristianesimo, quando Gesù è venuto a sconfiggere il
demonio, ci ritroviamo ancora a dovere condurre questa
battaglia.
Questo accade perché noi siamo ridiventati uomini religiosi, ma
cristiani no! Dopo questa affermazione vediamo di fare una prima
verifica. Gesù a un certo momento si ritira, scappa e quelli che
lo vanno a cercare lo sorprendono da solo in preghiera. Gesù non
va mai al tempio a pregare, Gesù non va nelle sinagoghe a
pregare; ma la preghiera allora è autentica solo se è
invisibile: capite la forza di questa affermazione? Vi dirò la
mia esperienza: le persone peggiori interiormente sono quelle
che fanno le preghiere puntualmente, che si meravigliano se gli
altri non le fanno, e poi nella vita sono dei demoni.
La preghiera pubblica è pericolosa, spero che voi veniate alla
messa cercando di convertirvi, dialogando per un attimo con Gesù
Cristo, e che non siate qui per dimostrare che siete delle
persone religiose. Sono d’accordo anch’io che chi non prega mai,
nè in pubblico, nè da solo, è un povero essere, lo capisco
benissimo, però poi sappiamo come Gesù qualifica coloro che
fanno lunghe preghiere. I farisei facevano le lunghe preghiere,
poi divoravano le case delle vedove, questo non dobbiamo
dimenticarlo. Ecco il motivo per cui Gesù si ritira da solo a
pregare, perché quando sono solo non posso fare i trucchetti non
posso farmi vedere dagli altri, lì siamo a tu per tu con Dio, e
allora c’è da sperare che il rapporto sia sincero. Andiamo
altrove, dice Gesù, un po’ anche infastidito: io sono venuto per
predicare un rinnovamento tale per cui questi problemi - il
fatto della malattia e il fatto degli indemoniati - sono casi
singoli che dovranno essere risolti nella soluzione del problema
principale, cioè nell’accettazione della mia visione del mondo
che se fosse accettata questi due problemi sparirebbero.
Noi padri Cappuccini diamo da mangiare a tutte queste persone,
extra comunitari, ecc. Ora chi vi parla sa benissimo che quella
è una strada sbagliata, per questo io continuerò a dare da
mangiare e ringrazio coloro che ci fanno delle offerte e ci
mandano dei generi alimentari (tutte le sere noi diamo da
mangiare a 70-80 persone), però mi rendo conto che quella non è
la soluzione del problema. La soluzione del problema è quella di
risolvere il rapporto fra capitale e lavoro. Vi faccio un
esempio per farvi capire come questa mia posizione sia in linea
con Gesù, il quale ci vuol dire che è qui per predicare un tipo
di mondo in cui queste cose non ci dovrebbero più essere se
veramente si accettasse il suo messaggio.
Voi sapete che nel secolo scorso c’era nell’agro romano la
malaria, la gente moriva e l’unico rimedio era quello di portare
dei santini sotto il pagliericcio, dire delle preghiere ecc.
così tutti andavano a fare delle opere buone, e ci sarei andato
anch’io. Però un giorno, un medico, un certo Grassi, ha pensato
di non stare a perdere tempo, ma di andare a trovare la causa
della malaria. Prese l’acchiappafarfalle e finalmente si accorse
che la malaria derivava dalla puntura di un insetto che si
chiamava anofele. Finalmente l’uomo aveva capito dove bisognava
portare i colpi: contro l’anofele, perché era quella la causa di
tutti quei malati, e da quel giorno la malaria scomparve.
Ecco come si potrebbe fare a risolvere il problema del pane di
cui vi parlavo; certo sarò qui anche a mezzanotte a dare un
pezzo di pane a uno che arriva, ma nessuno mi toglierà dalla
testa l’idea che io debba combattere la struttura
"capitalistica" del mondo. É il rapporto tra capitale e lavoro
che dobbiamo cambiare, e dobbiamo cambiarlo - sto parlando come
cristiano - dal punto di vista evangelico. Dopo avremo la
speranza di eliminarlo, e questo non lo faccio perché a me
secchi di dovere fare l’atto di carità, ma perché questa è una
umiliazione per me e per quelli che vengono a prendere il cibo.
Sono meno uomo io e sono meno uomini loro, ecco il genere di
battaglia che Gesù sta conducendo.
Gesù ha fatto la sua rivoluzione, poi si è istaurato il
cristianesimo e la storia la conosciamo, ora dobbiamo chiedere
perdono, chiedere scusa... Dovremmo fare l’analisi dopo questa
bella rivoluzione di Gesù, dopo venti secoli di cristianesimo,
siamo ancora alle medesime, avete capito perché continuo a
sostenere che noi siamo caduti al rango di religione, e il
discorso di Gesù ha un suo significato. Colui che aveva capito
questo trucco è Alessandro Manzoni, il quale, in quel famoso
romanzo “I
promessi sposi” ha toccato esattamente questo punto. C’è
una critica dal punto di vista evangelico del cristianesimo
reale, a quel cristianesimo del seicento che da Vico viene celebrato come il momento più
alto della grandezza del cristianesimo.
Manzoni prende le distanze, aprite l’introduzione e troverete
più o meno questo concetto. Siamo in una piccola regione, la
Lombardia, che è sotto la guida del re cattolico, governata da
senatori che brillano nel cielo sociale a custodia del benessere
della gente. Ci sono dei governatori che dovunque tendono
l’occhio d’argo, dice Manzoni, però una povera fanciulla non
riesce a sposarsi, non riesce a mettere in pratica il primo dei
sacramenti che è quello che dà origine alla famiglia. Qui ci
sono due giovani che non riescono a sposarsi. Se è vero che il
re è cattolico, gli amministratori sono da lui delegati e così
via, da dove viene il male? Manzoni conclude: il male verrà dal diavolo! Sentite,
sentite l’ironia tremenda... verrà da lì perché diversamente con
tante persone che sono delegate al benessere della gente, non ci
dovrebbero essere cose di questo genere.
Questo per farvi notare come il passo evangelico vada rapportato
alla nostra situazione, e non fare chiassate come alcuni
predicatori, che danno la colpa agli atei, una volta si diceva
il comunismo, all’epoca in Lombardia non c’erano i comunisti, lì
c’erano i Don Rodrigo, c’erano i Don Abbondio e le cose andavano
di male in peggio. L’attualizzazione del passo evangelico è uno
schiaffo per noi che deve farci riflettere sul fatto che siamo
delle brave persone, religiose, ma non cristiane.
Omelia pronunciata il 6 febbraio 2000