21 febbraio 2010 -
Omelia pronunciata il 29 febbraio 2004
La tentazione è dentro al cervello
Luca 4, 1-13
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano
e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu
tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono
terminati ebbe fame.
Allora il diavolo gli disse: Se tu
sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane.
Gesù gli rispose: Sta scritto: Non
di solo pane vivrà l'uomo.
Il diavolo lo condusse in alto, e mostrandogli in un istante tutti i
regni della terra, gli disse: Ti
darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata
messa nelle mie mani e io la dò a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a
me, tutto sarà tuo.
Gesù gli rispose: Sta scritto: Solo
al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai.
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo dei tempio e gli
disse: Se tu sei Figlio di Dio,
buttati giù; Sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano; e anche: essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra.
Gesù gli rispose: E’ stato detto:
Non tenterai il Signore Dio tuo.
Dopo aver esaurito ogni specie dì tentazione, il diavolo si allontanò
da lui per ritornare al tempo fissato.
Ecco qui il
riassunto breve di queste tentazioni, tutto diventa una
tentazione se si oscura in noi il disegno di Dio nelle cose. Platone
non vuole nella sua polis (città) gli atei, non li vuole perché gli
atei non ubbidiranno mai alle leggi. Gli atei ubbidiscono solo a quelle
leggi che ritengono in ordine con il loro pensiero. É vero che anche io
credente ubbidisco alle leggi, ma con beneficio di inventario.
Purtroppo questo ce lo siamo dimenticato lungo la storia noi cattolici,
e ce lo siamo dimenticato proprio perché la legge: o è un ordine della
ragione, o diversamente è un ordine di qualcuno o di un gruppo.
Vedete a che punto siamo arrivati, aveva ragione Marx, non aveva
ragione nei rimedi, ma nell’analisi: Lo
stato è un luogo dove una
classe ne opprime un’altra. Chi è al comando è obbligato a fare
delle
leggi, e le fa su misura della propria visione del mondo imponendole
agli altri. Con ciò non voglio incitarvi alla ribellione, ma voglio
farvi un quadro di come il credente deve sentirsi in mezzo alla storia.
Platone non vuole gli atei nella sua "Repubblica", perché un ateo non
accetta che le leggi siano razionali secondo la misura divina, poiché
questo è il suo ideale. Nella “Repubblica” le leggi debbono avere la
convalida di Dio, che è la massima razionalità o è una oppressione nei
confronti dell’uomo. Nessuno al mondo può dire a un altro uomo fai
questo anziché quest’altro. Qui sta la ribellione per il cristiano
relativamente all’autorità e questa ribellione i cristiani la dovevano
fare prima della rivoluzione francese e in nome di altri principi.
Resta fermo che dove è violata la razionalità è ovvio che c’è la
ribellione da parte di qualcuno, per cui, siamo in una situazione
drammatica, dove in realtà le leggi non sono osservate da nessuno. Né
da quelli che dicono che sono leggi fatte dagli uomini, dunque nessuno
li può obbligare, né dagli stessi che fanno quelle leggi, che già nel
pensiero le utilizzano a loro profitto, a loro pro per difendere i loro
averi. Il problema non sta nel rinunciare alle cose, ma nel prenderle
dalla parola mano di Dio, vale a dire: dalla fonte autentica. Non c’è
bisogno che il sasso diventi pane, il pane l’ho già, perché Dio ha
creato il frumento da cui ricavo il pane. E così per le altre
tentazioni. Gesù poteva dire: Io
sono già il Re dell’universo e
questo lo sappiamo dal racconto della Passione. Gesù, dopo che ebbe
vinto la tentazione, cioè dopo che ebbe esclusa la
fonte ibrida di ogni possesso e i motivi soggettivistici di ogni uso,
tutto poteva avere. Ed ecco – non a caso – il Vangelo si conclude
dicendo: Gli angeli indebitamente invocati, sono ora presenti e così il
pane torna per via legittima; gli angeli lo servono.
Vi farò ora l’analisi di come questo concetto di tentazione abbia avuto
una sua elaborazione nel mondo cristiano e dove tutt’oggi i padri
spirituali, danno talune indicazioni che a mio giudizio non sono in
ordine con il Vangelo. Vi dirò come S. Francesco ha vinto la tentazione
staccandosi da tutta la tradizione ecclesiale dell’epoca.
La scelta fra ciò che io credo e ciò che io vedo. Io vedo che la donna
– tanto per andare al punto del sesso – è creata da Dio. Mia madre è
creata da Dio come mio padre. Ora mi metto nell’ottica di un uomo; ciò
che credo è che quell’essere che passa accanto a me, sia creata da Dio,
come credo che quell’albero, quel gatto ecc. La scelta fra quello che
credo, e ciò che vedo, credetemi, non è così facile. Esige esattamente
quella fede di cui vi ho parlato prima. Ed ecco la motivazione per cui
è difficile la scelta: se non ci fosse qualcosa di divino nelle
creature, se non somigliassero a Dio perché da Lui sono create e hanno
l’impronta di un pensiero divino, noi non le ameremmo come le amiamo.
Questo sfondo religioso rende costoso il superamento del materialismo.
Nella lettura che vi ho fatto, mettete il sesso, il danaro e il potere,
e vedrete come sia costoso il superamento di questa tentazione, sempre
in rapporto a quello che vi ho detto. Mettete i tre punti sopra citati,
le cose, dentro al nostro cervello, diventano devastanti. S. Benedetto
ha la tentazione impura del sesso come altri santi che si
spogliano e si buttano in mezzo alle spine, oppure come S. Francesco in
un primo momento, chiama i suoi frati e lì, a Rivotorto si buttano
nell’acqua gelata. Questo non è il modo giusto per liberarsi dalla
tentazione, cioè colpire con elementi estranei la tentazione. Sono
d’accordo anch’io che se vi buttate nell’acqua gelata vi scappano tutti
i grilli dalla testa, perché è immediatamente occupata, la testa, a
difendersi da quel fastidio. Però finito questo, siamo daccapo, la
tentazione è dentro al cervello. Ripeto, dalla tentazione non ci si può
liberare con degli elementi spuri; o si segue la via di Gesù che è
quella della razionalità, o diversamente non ne usciamo.
Vi porto come esempio il caso di Alessandro Magno; l’oracolo aveva
detto che Alessandro Magno avrebbe occupato tutta l’Asia se avesse
sciolto il nodo di Gordio. Gordio era un santuario dove c’era un nodo
famoso che nessuno riusciva a sciogliere tanto era complicato.
Alessandro Magno prese la spada e tagliò tutto, così come l’uovo di
Colombo, un colpetto e sta in piedi, ammaccandolo solamente. La
soluzione del nodo è spuria, perché è vero che tagliarlo si scioglie,
ma rompi anche la corda e questo è il punto che non funziona.
Non so per quale intuizione, ma indubbiamente rileggendo il Vangelo con
attenzione, S. Francesco si liberò da quel metodo. Qui in convento io
ho fatto dipingere una vita di S. Francesco, in uno di questi quadri
sono rappresentati i frati in mezzo all’acqua gelata con S.
Francesco che li catechizza, in un altro modo, con i fantocci di neve.
É una delle scene più belle, anche se l’illuminismo... Voltaire ci fece
una
risata, ma è questa la via evangelica per rispondere alla tentazione.
Francesco fa dei fantocci di neve, fa una donna, le mette la scopa in
mano e dice: questa è tua madre; fa dei fantoccini e dice: questi sono
i tuoi bambini; questa è la tua fantesca, e li struttura. Questo è
praticare - teorizzo - una clamorosa vaccinazione che va a colpire la
tentazione nelle sue cause, nel suo punto di partenza, nel pensiero.
Sarebbe come dire di andare fino alla radice di ciò che si può
conoscere su questo soggetto, non lasciando nulla all’inconscio.
Questa è tua moglie... e una moglie che cosa è? Vedete il discorso
razionale dove va a sfociare? La moglie è una leggiadra macchinetta per
fare dei bambini? É un raffinato strumento di piacere? Queste sono
definizioni che sento dal confessionale, dai tanti anni che lo
frequento. Signore donne, rovesciate la medaglia e riempite di
contenuti vostri questo discorso. É una compagna di emozioni psichiche
e fisiche? Oppure è carne della mia carne, ossa delle mia ossa, oppure
è
un aiuto che mi somiglia (sentite il discorso biblico?); se è un aiuto,
in rapporto a che cosa e per quale piano attuare? E ammesso che sia
tutte queste cose, perché lei è tutte queste cose? Ecco quello che sta
sotto a questo apparente scherzo di S. Francesco, il quale fa i
fantocci di neve e poi cerca di rispondere alle domande. Il rubinetto
dei perché dovrà chiudersi soltanto là, nell’origine del tutto.
Il pensiero ultimo di Dio, il quale ha creato l’uomo e la donna per
questo e questo... ha scoperto i finalismi, finito il discorso. Allora
io
dico che Francesco in mezzo a tutti i santi della Chiesa cattolica -
perché anche dopo di lui hanno continuato a buttarsi fra le spine -
aveva capito la lezione.
Cristo non fugge da quel sottile ingannatore della realtà che è satana.
Se mi fate la domanda su satana, dovrei fare l’analisi - e in questo
caso aveva ragione Freud - cioè la costruzione del nostro apparato
mentale. Cristo dialoga sullo stesso terreno e va fino al fondamento
del dialogo che si può prolungare all’infinito, però se si vuole una
risposta bisogna rifarsi al pensiero di Dio: Sta scritto, questa è la
risposta di Gesù; e ciò che sta scritto, che cosa è, se non ciò che Dio
stesso pensa?
Quando allora io ho scoperto il pensiero di Dio in fondo alle cose è
come se mi sentissi aprire il paracadute dietro le spalle, è come
sentirsi sorretto e amministrato dagli Angeli. Tutto ritorna normale e
divento il soggetto pronto a creare una nuova società.
Omelia pronunciata il 29
febbraio 2004