25 gennaio
2009 - Omelia
pronunciata il 17 gennaio 1988
Conversione, non aggregazione
Marco 1, 1-20
Dopo che
Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo
di Dio e diceva: Il tempo é compiuto
e il regno di Dio é vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di
Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: Seguitemi, vi farò
diventare pescatori di uomini. E subito lasciate le reti lo
seguirono.
Andando un poco oltre, vide anche sulla barca Giacomo di Zebedeo e
Giovanni suo fratello mentre riassestavano le reti.
Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i
garzoni, lo seguirono.
Come mai c'é
qualcuno in questo mondo che si mette in testa di far
diventare buoni gli uomini? Spero che vi siate interrogati su questa
faccenda, come mai? C'é sempre qualcuno che vuol mettere a posto le
cose, perché così non vanno e bisogna metterle a posto come credono
loro.
Voi capite che se Gesù Cristo dovesse cadere dentro al flusso di questo
tipo di storicismo, ahimè, avremmo perduto il significato della sua
venuta. In genere, a quella domanda si risponde che la condizione umana
stessa comporta qualche ordinatore. Perché? Perché la condizione
umana vive nella contraddizione, vive nelle ingiustizie, vive nel
disordine. Non troverete un uomo al mondo che non abbia contestazioni
di questo genere da fare all'umanità e alla società intera. Su
questo presupposto sono nate tutte le religioni. Col vostro pensiero
distinguete dunque il cristianesimo dalla religione, tema che ho già
trattato, ma per chi mi ascolta e per chi mi segue il codicillo é di
legge.
Quindi ripeto, su questo presupposto sono nate tutte le religioni.
Certo nella misura in cui il cristianesimo é caduto al rango di
religione, ricade dentro alla critica che sto costruendo, ed é nata,
sempre partendo da questo presupposto, la cosiddetta arte di governare,
o la politica. La politica é esattamente nata così: mettere ordine
dentro alla città perché gli uomini - questa sarebbe la tesi di Platone
-
originariamente vivevano nella foresta. Poi, aggrediti dagli animali,
hanno costruito un luogo in cui si sono riuniti per fare forza contro
l’aggressore. Sennonché, quando si sono trovati in città, non andavano
d’accordo, e allora Giove avrebbe mandato Mercurio perché insegnasse
l'arte di stare insieme o l'arte di governare. Quella cioè di vivere
nel migliore dei modi possibili. Ecco come é nata la politica, che
tuttora si regge su questo principio. Su tale presupposto,
riassumo, sono nate tutte le religioni, sono nati tutti i sistemi
politici e tutti i movimenti politici rivoluzionari.
Sennonché per risolvere un problema ne abbiamo introdotto un altro, o
diciamo più di un altro, e il guaio di fondo quale é? Il guaio di fondo
é che chi istituisce, o chi fonda una religione, o un movimento
rivoluzionario, spacca inevitabilmente in due la natura umana: i buoni
noi, i cattivi gli altri. E' chiaro lo schema? Non dimenticatelo mai.
Prendiamo i due casi più clamorosi. La scelta di un popolo da parte di
Dio, questo l'avrete udito e l'udirete ancora da molti pulpiti (vi
annuncio che ho in testa di scrivere un libro in cui vorrò mettere
finalmente i punti sulle i). Cioè a dire: noi viviamo nella cosiddetta
"bugia biblica" da millenni, e purtroppo la corruzione del messaggio
cristiano é andata in questo senso: non si sono cambiati i connotati di
Dio, che sono i connotati del Dio del vecchio testamento, che sono i
connotati di un Dio costruito da un gruppo.
Poi, i Greci erano convinti di essere l'umanità perfetta, fuori di loro
c'erano i barbari, i quali non avevano consistenza umana e quindi
potevano essere fatti schiavi, eccetera. Ed é ovvio che anche qui non
c'é un fenomeno, non c'é una radice prepotente come nel vecchio
testamento, ma c'é una forma di storicismo a metà strada fra il sacro e
il profano, perché alla fine questa concezione i Greci la mutuano
dai loro poeti, i quali poeti, a loro volta, rimandavano alle loro
divinità. Quindi vedete che siamo sempre in area religiosa.
Fuori dall'area religiosa strettamente intesa, citiamo il caso di
Cesare. Quando Cesare passò il Rubicone, non disse soltanto il dado é tratto, ma aggiunse: andiamo là dove ci chiama la volontà degli
dei e la malvagità degli uomini. Ecco come viene giustificata la
spaccatura all'interno della natura umana. Attenzione alle analogie con
il nostro tempo, servono per introdurre l'impero da cui poi il
concetto di monarchia che viene consacrato dal cristianesimo, fino
alla rivoluzione francese. Il presupposto é sempre lo stesso: io il
buono, gli altri i cattivi. Andiamo là dove ci chiama la volontà degli
dei, la disgrazia e la cattiveria degli uomini.
Adesso dobbiamo sapere quale é la posizione di Gesù, e capirete come
non mi sia allontanato per nulla dal passo evangelico. Gesù Cristo si
presenta come salvatore e con una caratteristica precisa che è questa:
predicare la conversione. Gesù predica la conversione non
l'aggregazione. I convertiti faranno Chiesa, perché uomini nuovi e non
viceversa.
La frase di questo passo che crea problemi è: Seguitemi vi farò diventare pescatori di
uomini. L'equivoco può nascere se il progetto non é inteso a
dovere. Se costoro, si mettono in testa di essere i buoni designati per
convertire i cattivi e non per mostrare cosa é la bontà, quella cioè
mutuata dal messaggio cristiano, costoro hanno fallito la
interpretazione del progetto di Cristo. Vi farò diventare pescatori, ma
non di peso, prima diventerete degli uomini convertiti che attuano il
messaggio, e dopo andrete anche a fare questa pescagione. Ecco il
significato della frase, ed ecco l'impresa di tipo storicistico che è
molto vicina appunto a quella di Cesare. E così, anziché tirare gli
uomini fuori dal male, noi li manteniamo nel dualismo.
Il filosofo Hegel
almeno, ha
teorizzato la presenza dell’uomo nella storia, così come é paragonata
ai pesci nel mare, dove il più grande mangia il più piccolo ed é una
continua lotta. Prima abbiamo le contestazioni contro l'inquisizione,
poi finalmente la esplosione della rivoluzione francese. Tutto perché
quelle parole di Gesù sono state male interpretate. Intanto il
messaggio evangelico non viene esplorato perché credo che uno dei
motivi per cui Cristo é venuto al mondo, sia proprio di avere realmente
tentato di spezzare questo limite, il limite dell'homo homini lupus.
Ora Victor Hugo, l’autore de I
Miserabili fa un bellissimo dialogo (nel capitolo IV) fra il
vescovo Mitrhelle, quello che redime Valjean, e il cosiddetto
convenzionale, uno che aveva partecipato alla rivoluzione francese
appartenendo a quella corrente. Hugo aveva ben capito dove stava il
nodo del problema; i vari Gramsci e Lenin, se avessero meditato su
queste cose, non dico che sarebbero diventati buoni come intendo io, ma
avrebbero capito qual é stato l’errore del cristianesimo storico e
avrebbero anche loro riflettuto su quello che era il messaggio
cristiano.
Ma ahimè, il messaggio cristiano era deteriorato allora, sepolto e
arcisepolto in mezzo alle scartoffie del flusso storico; c'é da sperare
che oggi qualcuno apra gli occhi per rimetterlo a nuovo.
Omelìa pronunciata
il 17
gennaio 1988