8 dicembre 2007 - Omelia pronunciata l'8 dicembre 1986


 Il Signore è con te

Luca 1, 6-38

In quel tempo l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore é con te. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

L'angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine.

Allora Maria disse all'Angelo: Come é possibile non conosco uomo.

Le rispose l’Angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito un figlio e questo é il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla é impossibile a Dio”.

Allora Maria disse: Ecco sono la  serva del Signore, avvenga di me ciò che hai detto.

E l'Angelo partì da lei.



Sarà una omelia di verifica e non di analisi, quindi più che entrare nel merito del dogma, che poi é tutto racchiuso nel racconto che abbiamo letto, e alla esplorazione del quale io ho già dedicato parecchie omelie, vorrei oggi agganciare il mio discorso al Vangelo di ieri, in cui, ricorderete, si toccava il tema della conversione o del rinnovamento che é anteriore alla elaborazione di qualsiasi dogma.

La conversione é anteriore alla elaborazione di qualsiasi dogma perché l'elaborazione del dogma é un fatto mentale. La teologia sarà una scienza ma non é una virtù, per cui, se manca la metanoia, (conversione), si può essere ortodossi ma non esiste né Chiesa, né cristianesimo.

Per illustrare la mia tesi prendo un esempio dalla storia della Chiesa in cui, da un lato si afferma il privilegio della Immacolata Concezione, festa di oggi, e dall'altro si toglie all'uomo ciò che gli spetta di diritto, vale a dire la sua dignità.

Negli annali della Università di Ferrara, che all’epoca aveva una facoltà di teologia, si parla di una disputa famosa relativa al privilegio singolarissimo che ha la Madonna di essere stata concepita senza peccato originale (vedete che i nostri antenati, già  prima della definizione del dogma, si erano occupati del problema). Meglio sarebbe dire: di essere stata preservata fin dal primo istante nella sua Concezione, immune da ogni macchia di peccato originale. Senonché non tutti i teologi erano dello stesso parere. Ed ecco lo schieramento: i francescani da un lato, i domenicani e tutti gli altri dall'altro. In tutte le epoche i cristiani hanno litigato a questi livelli.

La disputa si tenne dunque a Ferrara, nel 1473. Attenzione a cosa accadeva, così vedremo poi questo distacco fra il mondo religioso che cammina per conto suo e il mondo della vita quotidiana che invece é fatto di litigi di guerre e così di seguito. Adesso la gente, va allo stadio a scaricare i propri nervi, diciamo a soddisfare una delle componenti che é nella natura umana, la componente ludica. La realtà dei fatti é che probabilmente andiamo lì per scaricare i nostri istinti aggressivi. A quei tempi, si faceva per i protagonisti del teatro e i protagonisti del teatro erano questi signori teologi, cioè gli ordini religiosi.

Soltanto a Ferrara mi pare che fossero ottocento i francescani, dunque non pochi. Ecco la disputa. Il duca di Ferrara, che si chiamava Ercole I, ordina che la disputa si tenga alla sua presenza nel palazzo ducale così lì ci saranno anche le guardie per tenere a bada i più focosi e i più accesi. Sono presenti tutti i migliori cervelli dei due schieramenti, i maestri di tutti gli ordini, i professori dell'Università, il vescovo, un certo cardinal Giovanni Borgia, dico Borgia, questo potrà farvi drizzare le orecchie naturalmente, e poi il popolo, lui pure schierato con una delle due parti. Oggi si suol dire claque.

Erano presenti tutte le città d’Italia, tutti gli ordini con i loro teologi. I domenicani avevano un certo pezzo grosso, di cui oggi nessuno ricorda il nome, un certo padre Vincenzo Bandelli, era della scuola di s. Tommaso. I francescani avevano un loro campione che si chiamava Bartolomeo da Feltre, anche lui che non vi dice assolutamente nulla.

La disputa fu aperta dai domenicani. Padre Bandelli comincia a produrre le sue dimostrazioni. Prima argomentazione: Maria era stata santificata da Dio dopo il peccato originale. Dissero questa eresia. L’affermazione è che anche la Madonna sarebbe stata sottomessa alla legge del peccato originale. La sua peculiarità consisterebbe in questo: che Dio invece, l'ha liberata dal peccato originale ai primi istanti dopo la concezione, e non nell'istante della concezione. Qui siamo sul piano dei concetti, e questo padre predicatore comincia appunto con la sua prima proposizione. Potete immaginare il putiferio.

Seconda argomentazione: il segnale che essa, la Madonna, era immune dal peccato originale fin dal primo istante della sua concezione, é un errore. Se oggi uno sostenesse questo, sarebbe eretico relativamente a quanto é stato stabilito; ma allora, siccome la definizione non c'era ancora, eravamo nell'ambito della libera ricerca. Terza argomentazione, valida tutt'oggi il dire e sostenere che la Madonna era stata concepita senza peccato originale era anche un diminuire la gloria di Gesù Cristo. Ecco le tre argomentazioni, due sono argomentazioni, la seconda é una constatazione o un richiamo alla parte avversa, riportata dal nostro validissimo predicatore.

Poi ebbero la parola i Francescani, i quali insorsero in modo talmente veemente contro le asserzioni infondate di questo Bandelli che la disputa rischiò di degenerare in una rissa e in un disordine pubblico. Padre Bartolomeo dei Francescani disse: silenzio, ora penserò io a difendere la nostra tesi. Fece tacere i suoi commilitoni e, utilizzando Duns Scoto, confutò punto per punto le asserzioni dei domenicani, tanto che dicono gli storici, anche degli altri ordini presenti, per esempio i carmelitani e i servi di Maria, che prima si erano schierati con i domenicani, dopo queste affermazioni passarono in blocco dall'altra parte.

Il Vescovo - questa é la cosa strabiliante - che per amor di patria (giacché era spagnolo come s. Domenico di Guzman) doveva stare alla tesi dei domenicani, aderì invece alla tesi dei francescani. Sicché la disputa durò sei ore e tutta Ferrara diventò devota - lo dico con ironia - della Madonna, e la proclamò protettrice della città. Gli storici, naturalmente di parte, dicono che la devozione alla Madonna aumentò e cosi via. E questa é una faccia della storia religiosa della città.

Ora guardiamo l'altra faccia. Un mio amico storico mi manda un opuscolo; ti può servire, mi dice. Leggo: schiavi a Ferrara nel '400. Come? La schiavitù non era di epoca romana e greca? Schiavi a Ferrara nel '400. Come sei riuscito a scoprire questa piaga? Semplice, vado a vedere le visite pastorali dei vescovi e scopro che a Ferrara ci sono degli schiavi. Attenzione, su di loro é dato il giudizio morale, ma la loro condizione non pone problemi.

Si dice: nella famiglia tale ci sono quattro schiave, due sono buone e pie, due invece no, giudizio morale, ma non dice nulla del fatto che siano schiave. Dunque schiavi a Ferrara, si scopre attraverso appunto le relazioni delle visite pastorali, poi ci sono gli atti notarili, di tanto in tanto qualcuno rende libera la propria schiava.

Sennonché gli storici cominciano ad aguzzare gli occhi, e scoprono che questo fenomeno é diffuso un po’ in tutta Italia, soprattutto nelle città marinare: Genova, Ancona, Venezia (punto di accesso, come oggi ci sono delle città che sono il punto di accesso della droga...). E poi a Firenze, Milano, Bologna, Verona.. Sappiamo nome e cognome dei proprietari e sappiamo il nome degli schiavi. La cosa strana é che la proporzione é di due schiavi uomini su otto donne. Lascio immaginare che cosa significhi, e costavano anche di più. Quindi servizio in casa ecc. e vi dirò che chi praticava quella schiavitù erano anche coloro che sulla porta di casa avevano la Madonna, e della quale celebravano appunto la Immacolata Concezione. E vi dicevo, le donne erano molte di più.

La motivazione di questo stato servile la Potete immaginare, la condizione originaria pagana. Poi tenere schiavi non costituiva colpa morale, perché tale prassi era praticata proprio dalle persone più spiritualmente in vista; quelli cioè che davano un tono culturale all’epoca. I poveri certo non potevano permettersi gli schiavi e quindi a partire da un certo stato in su.

Ora questa visita pastorale del vescovo di Ferrara segnala quattro schiave, ma ripeto, svolge l'indagine in ordine alla moralità dell'ambiente, ma a riguardo la qualifica o al ruolo delle schiave non c'è parola, perché questa era condizione accettata, e gli atti di affrancamento, non mirano a correggere una piaga sociale, ma si parte da una premessa di natura religiosa, per cui, chi affranca uno schiavo compie un atto di pietà cristiana e non un atto di giustizia sociale. Questa é la carenza gravissima.

Il 14 settembre 1473, quando più o meno si svolgeva quella disputa che vi ho detto, abbiamo l'atto di liberazione di una schiava tartara di nome Giustina. Lo fanno i padroni per sentimento di misericordia, così dice il documento, però impongono a questa Giustina, una volta affrancata, di andarsene a Venezia e di non tornare ulteriormente nel territorio o nella città di Ferrara o di Mantova o di Bologna senza il consenso dei suoi affrancatori, pena il ricadere in schiavitù.

Ecco le due facce dell'uomo religioso: da un lato si riconoscono e si concedono privilegi alla Madonna per apparire i primi della classe lassù. Dall'altro lato si tolgono dei diritti all'uomo e alla donna naturalmente per essere i primi della classe quaggiù, poiché per essere i primi della classe quaggiù bisogna avere qualche schiavo a propria disposizione, dunque costruire il nostro benessere sul privilegio.

Ben volentieri si dà il privilegio alla Madonna per difendere i nostri privilegi quaggiù, si fanno dispute sul probabile e non si porta attenzione alcuna sulle proprie contraddizioni. Alla faccia della devozione alla Madonna! Ecco l’ancella del Signore, non dei signori, dei cardinali, dei vescovi, dei preti o dei monaci, no, la Madonna questo non lo ha mai fatto! 

Si è religiosi senza essere cristiani e si fa della teologia sulla Madonna nell'atto in cui si calpesta la dignità dell'uomo.



Omelia pronunciata l'8 dicembre 1986