18 novembre 2007 - Omelìa
pronunciata il 16 novembre 1986
Rendere testimonianza
Luca 21, 5-19
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre
e dei dono votivi che lo adornavano, Gesù disse: Verranno giorni in cui di tutto quello che
ammirate non resterà pietra su pietra che non venga distrutta.
Gli domandarono: Maestro, quando
accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?
Rispose: “Guardate di non lasciarvi
ingannare. molti verranno sotto il mio nome dicendo: Sono io e Il tempo è prossimo. Non seguiteli.
Quando sentirete parlare di guerre e
di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima
queste cose, ma non sarà subito la fine. Poi disse loro: Si solleverà popolo contro popolo e regno
contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, cui carestie e
pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal
cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi
perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni,
trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome.
Questo vi darà occasione di rendere
testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra
difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari
non potranno resistere né combattere. Sarete traditi dai genitori, dai
fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di
voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Ma nemmeno un capello
del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre
anime.

Un vangelo che fa
rasentare la
voglia di andare dai maghi per sentire come andranno le cose. Ma Gesù
dice di non lasciarci ingannare. Anche quando molti diranno sono io, non credete, molti diranno
che la fine del mondo avverrà nel tale anno, non credete.
Neanche a farlo apposta ho qui un libricino che ha come titolo Orizzonti ritrovati pubblicato nel
l981. Credo che sia dei Bambini di
Dio, i quali appunto presumono di saperla più lunga su nostro
Signore Gesù Cristo. C’é qui un prospetto che vi mostro, guardate la
profezia dei settanta anni della fine, trovo scritto l968-89 fine del
tempo dei genitivi. Chi sono questi genitivi? Sarebbero tutti
quelli
che non sono cristiani, tutti quelli che non sono ebrei, vedete già
quali forme di razzismo, contravvenendo al messaggio di Cristo, per
inseguire queste profezie si perde di vista il messaggio.
La tribolazione in questo caso sarebbe il recupero dei passi di Gesù il
quale dice: prima della fine del
mondo sarete perseguitati. Noi cristiani, dunque - mi ci metto
anch’io - abbiamo fatto l'opposizione alla concezione storicistica del
mondo per tre secoli, e dopo, con Costantino, siamo entrati dentro a
una fascia
storica di umanità, da lì abbiamo cominciato a parlare di nazioni, di
popoli, di patrie che hanno dato origine alla bella dilacerazione che
abbiamo.
Sto pensando che questa tensione dei cristiani doveva durare ancora per
cinque o sei secoli, per potere finalmente scardinare il concetto di
etnìa, che ha dato origine alle nazioni europee, alle varie lingue e
così via. I cristiani, secondo i testi, nella loro prima storia
dovevano scardinare tutto questo in nome dei principi annunciati da
Gesù, che poi si rifanno alla prime quattro righe del Vangelo. Poi,
purtroppo, anche il cristianesimo, anziché tenere questa tensione fino
alla unificazione del genere umano e alla caduta del cosiddetto
etnocentrismo, rifluì dentro a una parte, vale a dire si inserì dentro
all'impero romano. Quel bravo Costantino si converte e si fa dare il
battesimo in fin di vita.
In questo passo, mentre alcuni parlavano del tempio, delle belle pietre
e dei doni votivi, Gesù dice che tutto quello che stanno ammirando
andrà in polvere. Allora sarebbe la presa di distanza, da parte di
Gesù,
dal concetto di tempio. Ci eravamo lasciati domenica passata con questo
brutto pensiero: sarebbe bello diventare cristiani adulti e riuscire a
fare senza il tempio. Secondo la natura umana, mi
dicono alcuni colleghi teologi, no, è secondo la corruzione della
natura umana, perché tutte le religioni hanno un tempio. Costruzione
ambìta, il tempio, ma se dovessimo vedere come storicamente è nato, non
v'è dubbio che non sia costruito su di un lago di sangue, su qualche
omicidio, oppure sulla conquista di qualche popolo nei confronti di
qualcun altro. Questa è l'origine del tempio di tutte le religioni.
Ora, questo passo è la presa di distanza da parte di Gesù nei confronti
del tempio, passo che sarebbe in linea con quell'altro che riguarda le
parole alla Samaritana Né sul
Garizin, né a Gerusalemme, si adorerà, i veri adoratori adoreranno in
spirito e verità.
Lo so che i difensori del tempio, dicono che le parole di Gesù, vanno
interpretate così: non la fine del tempio, ma che dentro al tempio si
deve adorare in spirito e verità.
E allora no, mi di spiace perché è proprio questo che viene contestato,
adorare in spirito e verità vuol dire liberarsi da questo incomodo.
Incomodo, si capisce, per la nostra raggiunta maturità. Certo, non mi
ci metterò io a demolire il tempio con lo scalpello o con il
piccone, perché vi ho detto che se voi fate l’operazione di tipo
estrinseco, ci sarà qualcuno che ne costruirà un'altro e questo
non è il concetto. Il concetto deve essere riassorbito prima nella
coscienza e poi probabilmente sparirà anche da11a faccia della terra.
Questo passo è abbastanza chiaro, però debbo anche essere onesto e in
linea di continuità con il messaggio di Gesù: troviamo il primo martire
santo Stefano, che è morto perché contesta il tempio e contesta le
istituzioni mosaiche. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo. Se
guardiamo in Matteo e Giovanni abbiamo l'episodio di Gesù, che caccia i
venditori del tempio. Gesù caccia questi venditori e poi dice: Avete fatto della casa del padre mio una
spelonca di ladri. Poi ancora in Matteo, sarebbe Gesù che cita
la scrittura: La mia casa sarà
chiamata casa di preghiera, voi ne avete fatto una spelonca di ladri.
Per Marco: Non sta forse scritto la
mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti, voi invece
ne avete fatto una spelonca di ladri. Queste parole sono proprio
di Gesù? O sono degli evangelisti, i quali hanno interpretato le parole
di Gesù?
Ma se è la casa di Dio, non si capisce perché egli ne preveda la
distruzione. Se è casa di Dio non c'è nessuno al mondo che potrà
distruggerla. Ecco, semplicemente vi ho messo le pulci nell'orecchio,
per andare a rivedere questi passi, per ricavarne una dottrina che per
me resta quella che vi ho detto. Abbiamo bisogno di unirci in qualche
cosa d'altro che non sia la preghiera, perché l'unità passa attraverso
l’egemonia; dovrebbe passare invece attraverso la conversione e anche i
cristiani dovrebbero caratterizzarsi per l’annullamento di ogni rito.
Omelìa
pronunciata il 16 novembre 1986