per
il 17 giugno 2007 - L'ultima
omelia
di Padre Aldo
SALVA
L’AMORE, NON LA LEGGE
Luca 7, 36-83
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da
lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si
trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;
e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a
bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e
li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra
sé: Se costui fosse un
profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo
tocca: è una peccatrice.
(...)
Gesù, volgendosi verso la donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Sono entrato nella tua
casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato
i piedi con la lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi
hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di
baciarmi i piedi.
Tu non mi hai cosparso
il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.
Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati,
poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama
poco.
Poi disse a lei: Ti sono perdonati i
tuoi peccati. Allora i commensali cominciarono a dire tra
sé: Chi è quest'uomo
che perdona anche i peccati?. Ma egli disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; va' in pace!
Questo passo, di per sè,
contiene un poema: Invece quello a
cui si perdona poco, ama poco. Credo che questa sia l’ironia e
il dramma di Gesù: dovrebbe amare di più, proprio
perché è senza il condizionamento del peccato.
Una peccatrice ama più
di te - dice Gesù al fariseo - più
di te che osservi la legge.
E il rischio di chi osserva la legge è proprio questo, di
chiudersi all’amore.
Accade che il giusto ami meno del peccatore convertito; dunque
spingiamo ancora più in la teoria, e ne deriva che conviene
diventare tutti peccatori. Se è vero che il peccatore ama
più del non peccatore, si rischia di commettere un bel sacco di
peccati.
Questa donna ha bagnato i
miei piedi con le lacrime, non trascuriamo questo particolare
delle lacrime, e se compie quei gesti vuol dire che i rapporti con
Gesù le hanno sconvolto l’esistenza.
Chi è stato ammalato apprezza di
più la salute, e dice, a
chi la salute ce l'ha, di tenersela stretta come un dono prezioso e di
non desiderare di ammalarsi per apprezzarla. C’è chi pecca e
tenta addirittura di togliere il concetto di peccato.
Il peccatore non va capito, ma solo amato, e lo si ama dicendogli che
esiste il peccato. Il giorno in cui si dovesse abolire questa
discriminante, ne spunterebbero centomila collocate in altre sponde, ma
non più al punto giusto in cui Gesù Cristo pone questa discriminante.
Gesù rappresenta una certezza, rappresenta la salvezza della
persona in mezzo ai flutti della corruzione e della fragilità
generale.
E qui dovremmo fare un lungo discorso sulla psicanalisi. Mi pare che
Jung, nel 1933 o 1935, dicesse: Dobbiamo
liberare l’uomo dall’incubo del peccato. Volesse il cielo! ma
siamo proprio qui per decidere che cosa vuol dire togliere il vincolo
del peccato all’uomo.
Se brindo per essermi liberato dal peccato del bevitore, quel bicchiere
di vino, in confronto agli aromi di questa donna, sarebbe
qualitativamente diverso, e c’è il sospetto che esso sia della
stessa specie degli altri. Quindi micidiale per la persona: non
è la persona al di sopra delle cose, ma è la persona al
guinzaglio delle cose. Quel bicchiere di vino, allora, non è il
brindisi alla conversione, ma il rifiuto totale di essa.
Chi si converte vorrebbe non avere mai peccato, e chi non ha peccato
può forse desiderare di peccare per amare di più Dio? Il
vero amore è quello che blocca il peccato, non quello che deriva
dal peccato.
La tua fede ti ha salvato, dice Gesù alla peccatrice, hai
cessato di peccare perché hai dato un nuovo significato alla tua
esistenza, vi hai introdotto Dio come persona; mentre per il fariseo
ciò che conta è la legge. E la legge la osserviamo sempre
con lo spirito dello schiavo.
Hai amato, hai chiesto perdono nel pianto, adesso sei finalmente una
creatura capace di costruire il Regno.