27 maggio  2007


La Pentecoste illumini i cristiani a promuovere una lingua comune
 


Giovanni 14, 15-16 ; 23-26

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Chi non mi ama, non osserva la mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.



Tra le varie tradizioni della Pentecoste la Chiesa, ha preso come simbolo quella descritta dagli Atti avvenuta durante la Pentecoste ebraica, quindi il 50° giorno – ecco la parola pentecoste – dopo la Pasqua. La mente dell'evangelista vuole aggregare la novità cristiana a quella del Vecchio Testamento ormai superato, invece Gesù Cristo è venuto a rompere tutti questi schemi.

Gli apostoli sono tutti insieme, ci sono il vento, le lingue di fuoco, si celebra l’unità della lingua. É una cosa importante e delicata, vorrei invitare i cristiani a fare qualcosa per vedere di unire il genere umano e le religioni in lotta fra di loro. Ricordate come sono nate le varie lingue? Sarà una spiegazione infantile, però vediamo di tirar fuori il nucleo didattico.

Ci fu un’epoca in cui tutti gli uomini parlavano la medesima lingua, una forza dirompente. La potenza della lingua è paragonabile alla potenza di Dio, perché la lingua è espressione del pensiero e nel pensiero l’uomo è vicino a Dio. Il pensiero inoltre resta uguale in tutti gli uomini.

Come mai, quando questi uomini, con la torre di Babele, vogliono aggredire il cielo e si sentono talmente potenti da sfidare Dio stesso, Dio interviene a scombinare le lingue? Per punire la loro superbia. Purtroppo dopo sono nate tutte queste lingue che hanno accentuato la divisione, ma il messaggio evangelico, con la rivoluzione mentale indicata da Gesù, invita gli uomini a ritrovare una lingua comune. Non a caso Alessandro Manzoni ha scritto I Promessi Sposi costruendo una lingua da proporre, all’epoca, a venti milioni di italiani. L’idea di Manzoni è l’idea cristiana, così si uniranno gli uomini e li unirete solo se troverete una lingua comune.

La mia conclusione è che nella Pentecoste noi dovremmo finalmente trovare l’unità della lingua e nel giro di un decennio si farebbero delle conquiste in tutti i campi, soprattutto in quello scientifico, che supererebbe ciò che è stato fatto in milioni di anni. Vi confesso che sul progresso scientifico non ho nulla da dire perché è una forza del pensiero, una grandezza del pensiero, se giustamente finalizzato.

Se parlassimo una lingua comune saremmo più fratelli e troveremmo il modo di unificarci e di aggredire la conoscenza della realtà, cosa di cui non siamo ancora capaci. Diceva il grande filosofo Democrito – anche se ateo – che avrebbe preferito conoscere una foglia di un albero anziché diventare il capo dell’impero Persiano. Noi oggi vogliamo diventare i capi di una piccola nazione e dimentichiamo che il cervello lo abbiamo ricevuto per conoscere il pensiero di Dio nella realtà.

Occorre un movimento cristiano che cerchi di trovare un metodo per unificare gli uomini e renderli più fratelli. Una delle strade a costo zero è l’insegnamento in tutte le scuole di una lingua comune accanto a quella materna. Un movimento cristiano potrebbe mettere in orbita questo grande pensiero che è alla radice della Pentecoste.