22 aprile 2007


I cristiani alla prova dell’Amore


Giovanni 21,1-19

In quel tempo, Gesù disse a Simon Pietro: Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?
Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai che ti amo
Gli disse: Pasci i miei agnelli
Gli disse di nuovo: Simone di Giovanni, mi ami?
Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai che ti amo
Gli disse: Pasci le mie pecorelle
Gli disse per la terza volta: Simone di Giovanni, mi ami?
Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse Mi ami?
E gli disse: Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo
Gli rispose Gesù: Pasci le mie pecorelle



Questo passo è un'appendice al Vangelo già compiuto, ma appare in tutti i codici e le versioni antiche. Doveva far parte del Vangelo prima che esso fosse divulgato oltre il luogo di composizione. L'autore è Giovanni. Perché lo ha scritto? Nella Chiesa di Corinto è avvenuta una spaccatura: i laici si erano sollevati contro i preti e ne avevano fatto deporre alcuni di vita santa. Si tace sull'oggetto della contesa, si parla solo di gelosia e invidia.

Breve: c'è un ricorso a Roma dove è Papa Clemente Romano, terzo successore di S. Pietro. Costui scrive una lettera alla comunità, dove si dice di riconsiderare l'obbedienza del creato a Dio: il giorno, la notte, le stagioni e poi? Soldati militanti sotto i nostri capi: disciplina, sottomissione, non tutti sono proconsoli o tribuni, ma ognuno al proprio posto esegue i comandi dell'imperatore. Ciascuno sia sottomesso secondo il grado di grazia in cui fu posto, il ricco aiuti il povero, il povero ringrazi Dio di avergli concesso chi sovviene alla sua miseria. Al Pontefice sono state conferite mansioni liturgiche speciali, ai sacerdoti è stato dato un posto speciale, ai Leviti spettano servizi particolari, il laico è legato a regolamenti laici.

C'è da chiedersi se in questa lettera, che ho sunteggiato per linee portanti, vi sia qualcosa che richiami il Vangelo. C'è una Chiesa modellata sull'impero romano, ma non sul messaggio evangelico. I colpiti si rivolgono a Giovanni, ancora vivo, per sentire la sua campana.

L'intervento di Giovanni tende sì a confermare il cosiddetto "Primato di Pietro" ma raccontando tutti i particolari scopre gli altarini, getta acqua sul modo di concepire il Primato, anzi dice a quali condizioni è stato dato. Clemente Romano accentua la piramide, Giovanni riferisce particolari che la smontano. Gesù sceglie Pietro, ma dopo un esame sull'amore. Aveva infatti protestato che non l'avrebbe abbandonato, nemmeno se gli altri lo avessero fatto ed è caduto in contraddizione. Adesso c'è aria di ironia nelle parole di Gesù: "mi ami tu più di costoro?" Prima della Passione li aveva presi a confronto, Pietro si guarda bene dal dire "più di costoro" dice solo: "tu sai che io ti amo". La suonata è per il terzo successore: "bada che il Primato è legato all'amore, non al concetto di autorità pagana".

Poi l'immagine: pasci i miei agnelli, le mie pecorelle. Pascal sottolinea "le mie" non "le tue", chi pascola è lui pure un garzone, perché né gli agnelli, né le pecorelle sono suoi. Tra voi niente piramide, ma fratellanza, perché apparteniamo direttamente a Cristo Pastore, non a Lui per il tramite di scansione gerarchiche che non siano puro servizio.

Se nella storia i papi hanno abusato del potere, non è stato perché come Pietro (prima versione) non credessero in Cristo, ma perché non hanno amato Cristo. Pietro sarà vicario di Cristo solo se Lo amerà, diversamente sarà un capo tra capi e la Chiesa una società come le altre: più simile a una multinazionale che alla Città sul monte.