25 febbraio 2007


Come vincere le tentazioni

Luca 4, 1-13

In quel tempo, Gesù fu tentato dal diavolo che gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane.

Gesù gli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo.

Poi il diavolo lo condusse in alto e gli disse: Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la dò a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me, tutto sarà tuo.

Gesù gli rispose: Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai.

Poi lo condusse sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; Sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano.

Gesù gli rispose: É stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo.



Tutto diventa una tentazione se si oscura in noi il disegno di Dio nelle cose. Platone non vuole gli atei nella sua Repubblica, perché un ateo non accetta che le leggi siano razionali secondo la misura divina, poiché questo è il suo ideale. Per Platone le leggi devono avere la convalida di Dio, che è la massima razionalità, o altrimenti è un’oppressione nei confronti dell’uomo.

Resta fermo che dove è violata la razionalità, è ovvio che c’è la ribellione da parte di qualcuno, perciò siamo in una situazione drammatica dove, in realtà, le leggi non sono osservate da nessuno. Né da quelli che affermano che sono leggi fatte dagli uomini, dunque nessuno li può obbligare, né dagli stessi che fanno quelle leggi, che già nel pensiero le utilizzano a loro profitto per difendere i loro interessi.

Il problema non sta nel rinunciare alle cose, ma nel prenderle dalla mano di Dio, vale a dire: dalla fonte autentica. Non c’è bisogno che il sasso diventi pane; il pane l’ho già, perché Dio ha creato il frumento da cui ricavo il pane. E così per le altre tentazioni. Gesù poteva dire: Io sono già il Re dell’universo, e questo lo sappiamo dal racconto della Passione.

Gesù, dopo che ebbe vinto la tentazione, vale a dire dopo che ebbe esclusa la fonte ibrida d’ogni possesso e i motivi soggettivistici di ogni uso, tutto poteva avere. Ed ecco – non a caso – il Vangelo termina dicendo: Gli angeli, indebitamente invocati, sono ora presenti, e così il pane torna per via legittima; gli angeli lo servono.

Dalla tentazione non ci si può liberare con degli elementi spuri; o si segue la via di Gesù, che è quella della razionalità, o diversamente non se ne esce. S. Francesco, per superare la tentazione della carne, modella dei fantocci di neve, fa una donna, le mette la scopa in mano: questa è tua madre; fa dei fantoccini: questi sono i tuoi bambini. Equivale a praticare - teorizzo - una clamorosa vaccinazione che va a colpire la tentazione nelle sue cause, nel suo punto di partenza, nel pensiero. Sarebbe come dire di andare fino alla radice di ciò che si può conoscere su questo soggetto, non lasciando nulla all’inconscio.

Cristo non fugge da quel sottile ingannatore della realtà che è Satana. Egli dialoga sullo stesso terreno e va fino al fondamento del dialogo che si può prolungare all’infinito, però se si vuole una risposta, bisogna rifarsi al pensiero di Dio: “Sta scritto”, questa è la risposta di Gesù, e ciò che sta scritto è ciò che Dio stesso pensa.

Quando allora io ho scoperto il pensiero di Dio in fondo alle cose, è come se mi sentissi aprire il paracadute dietro le spalle, è come se mi sentissi sorretto e amministrato dagli angeli. Tutto ritorna normale e io divento il soggetto pronto a creare una nuova società.