4 febbraio 2007


Lasciatevi pescare da Gesù Cristo

Luca 5,1-11

In quel tempo Gesù, quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: Prendi il largo e calate le reti per la pesca.

Simone rispose: Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti. E, avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.

(...)

Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: Signore, allontanati da me che sono un peccatore.

(...)

Gesù disse a Simone: Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini.


Da ora innanzi sarai pescatore di uomini. Prospettiva poco lusinghiera e un poco oscura, ma di una grandezza unica e nuova nella storia della civiltà. Se la pesca sul lago è piena di delusioni e di rischi, la pesca delle anime è un impegno che solo un Dio poteva affidare a uomini.

Per occuparmi di mio fratello bisogna che io conosca la storia della caduta e della redenzione e capisca quanto pesano sulle miserie umane o sull'uomo naturale. Pescare con le reti può essere uno stress, pescare delle anime può anche voler dire finire in croce o dentro a una caldaia bollente.

Non si parte alla pesca di uomini come Giasone alla conquista del vello d'oro o come Colombo alla ricerca delle Antille. Il regno di Dio non si introduce con clamore, è una goccia di rugiada che si trova il mattino su ogni fiore.

Pescare gli uomini per metterli dove? Se l'acqua è la dimora dei pesci, quale diritto ha il pescatore di calare le reti? Se è un impegno del pescatore gettare le reti, non è forse dovere del pesce fuggire l'esca e la rete? Manzoni, nel capitolo VII dei Promessi sposi, fa dire al cugino di don Rodrigo questa frase famosa: non sono pesci che si piglino tutti i giorni né con tutte le reti. Il cugino immagina che don Rodrigo venga convertito da p. Cristoforo.

Il pesce che sfugge alla rete ha solo in apparenza un destino più felice e la vita più libera di quello che vi rimane preso;
non sa forse il pesce che raggiunge il suo scopo quando serve l'uomo, quando lo nutre, quando ne allieta la casa? Questo è il suo fine, se manca questa missione non è più felice né più libero, perché termina i suoi sogni nella bocca di un pesce più grosso o va a morire nelle profondità dell'oceano.

Ma chi potrà convincere il pesce di questo disegno che lo sovrasta? Chi potrà convincere l'uomo di essere al servizio di Dio? Pescare gli uomini vuol dire tirarli fuori dalla condizione umana, togliere loro ciò che ostacola l'ingresso nel Regno.
Pietro, al comando di Cristo, continuerà a gettare le sue reti perché la vita eterna è ancora più bella e, per darla ad un'anima, vale la pena di togliere piccole gioie per darle la Gioia.

Quando nella barca di Simone s'operò la pesca miracolosa, si fece cenno alle altre barche perché avvicinatesi aiutassero la manovra del ritiro delle reti. È una grande lezione che i pescatori di uomini non dovrebbero mai dimenticare
(Sertillanger)