Gesù prese a
dire nella sinagoga: Oggi si
è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri
orecchi.
Tutti gli rendevano testimonianza e dicevano: Non è il figlio di, Giuseppe?
Ma egli rispose: Di certo voi mi
citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che
accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!
Poi aggiunse: Nessun profeta
è bene accetto in patria. Vi dico anche: c'erano molte vedove in
Israele al tempo di Elia, quando ci fu una grande carestia in tutto il
paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in
Zarèpta di Sidòne.
C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo,
ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro.
All'udire queste cose, lo cacciarono fuori della città e lo
condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era
situata, per gettarlo giù dal precipizio.
Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
Oggi
si è adempiuta questa scrittura (...) tutti gli rendevano
testimonianza meravigliati dalle sue parole di grazia. Seguono
un paio di ambiguità:
1) tutti si
chiedono non è il figlio di
Giuseppe, il
falegname? 2) nessun profeta è ben accetto in
patria.
Infatti, se profeta è assertore dei valori universali, non lo
è dei valori patriottici. Se fosse profeta in patria non sarebbe
più profeta di Dio.
Siamo così alla sconfessione dell'etnocentrismo, che consiste
nel mettere il proprio gruppo al centro dei valori e nel vedere tutti
gli altri in funzione di esso. La guarigione di Naaman il siro da parte
del profeta Eliseo, nel V. T., serve per dimostrare che il vero
Dio (il più potente) è il Dio di Israele.
Per Gesù invece serve a dimostrare che non esiste un Dio di
Israele, ma che Dio ama tutti, sia un Siro, sia un Israelita o una
vedova di Zarepta di Sidone. Lo specifico di Gesù consiste nel
rompere il modello culturale di fondo, cioè la concezione di Dio.
Il testo del passaggio dalla fede alla religione lo troviamo in
Platone. Da un lato Dio è la
massima misura di tutte le cose, dall'altro lato Delfo è
il luogo in cui si adora rettamente Dio. A questo punto Gesù non
è più uno dei loro.
Lo vogliono uccidere perché un profeta che rifiuta di garantire
con dei segni una sua missione è reo di morte. Lo cacciano fuori
dalla città e lo conducono fin sul ciglio del monte vicino. Ma
egli passando in mezzo a loro, se ne
andò.
Attualizziamo, con un riferimento a don Primo Mazzolari. Nel 1948 i
cristiani arrivano per via democratica alla gestione della polis, ma
ecco la tentazione del potere. C'è il pericolo che Cristo
continui ad agonizzare fuori dalle
mura della città. Il 15 gennaio 1949 nasce l'“Adesso”; si
noti: adesso, subito, senza rimandi.
L'onorevole Dossetti, che puntava alla democrazia sociale (giustizia e
poveri), con una lettera famosa si dimette dalla direzione del partito.
La DC non può più essere una forza di trasformazione
della società italiana a causa dell'interclassismo e della
divisione tra unità ideologica e diversità di interessi.
Mazzolari esclama: Non si può
essere fratelli in orazione e non a colazione. Se gli interessi del mio
padrone non sopportano l'appellativo di cristiano, io vengo defraudato
da un preteso cristianesimo e posto in tentazione di rifiutarlo.