Un vecchio mostro dal volto nuovo

Se qualcuno provasse ad informare il prossimo sul fatto che quello che oggi viene unicamente definito come terrorismo é invece una delle forme attuali che ha assunto l'antico mostro della guerra, forma adottata in quanto c'é troppa disparità fra i contendenti in rapporto alla forza militare, ecco che finalmente si potrebbe aprire uno spiraglio alla speranza di un futuro senza le vittime innocenti di una violenza che, se non verrà aggredita alle radici, diventerà perpetua.

Senza spiegare che il terrorismo é una guerra, che é una forma di resistenza, che é guerriglia, che é sabotaggio, che é strategia per mettere in difficoltà il nemico, per spingere l'opinione pubblica dei Paesi colpiti a rimandare a casa i politici responsabili delle guerre di aggressione e dei meccanismi e di sfruttamento e di rapina del prossimo, il fenomeno terrorismo non si spiega, ecco che sembra assurdo, ecco che appare il parto di menti maligne e malate che si alzano al mattino con l'intenzione di ripetere uno dei loro hobby, quello di farsi esplodere in mezzo ai propri nemici, per mandare loro all'inferno e se stessi nei paradisi dell'al di là.

Se poi qualcuno arrivasse a capire di essere dentro ad una guerra, ecco che inizierebbe a porsi delle domande: chi é il nemico? perché ce l'ha con noi? chi sono i responsabili di una violenza che è assurda in rapporto ad entrambe le parti che ne sono vittime? come fare ad uscirne? come fare a rimuovere le cause, le radici dell'odio e della violenza?

Se ci si incamminasse su questa strada, si potrebbero avere delle grosse sorprese. Il nemico é al Sud, ed e più povero di noi (a parte i capi-fantocci messi su da noi stessi per sfruttare meglio il prossimo). Il nemico ce l'ha con noi perché é stanco di essere sfruttato, perché non digerisce di essere aggredito dalla guerra infinita, perché si é rotto di avere fra i piedi della gente che si spaccia come educatrice di libertà e di democrazia mentre lo massacra solamente perché ha il torto di avere sotto i piedi, in casa sua, grosse riserve di petrolio...

I responsabili della violenza, sia di aggressione che di reazione, sono quelli che hanno iniziato la loro politica imperiale già al tempo dello sterminio dei Pellerossa: é lo stato-guida, é l'Impero, é quel colosso economico-militare-culturale il primo responsabile del meccanismo maligno che ha portato alle differenze ed alle ingiustizie abissali che oggi caratterizzano la realtà del pianeta.

La violenza é assurda sia se colpisce i ricchi e sia se colpisce i poveri, ed é semplicemente blasfemo dare rilievo solo a quella dei primi, e dimenticare quella dei secondi, che sono poveri e quindi non contano. E quando gli assatanati seguaci di Mammona, gli aggressori che per mantenere ed aumentare il proprio livello di consumi sono disposti a mettere in atto qualsiasi porcheria, compreso l'uso della tortura sui resistenti, si spacciano anche per cristiani, e si sentono popolo eletto, alleati con Dio stesso nel perseguire con ogni mezzo i propri obiettivi, ecco che l'ultima domanda, il “come uscirne?”, il come rimuovere le cause della guerra e del terrorismo, nella sua forma attuale, diventa veramente complessa, pesante come un macigno.

La risposta, in realtà, non sarebbe complessa. La pace sarà generata dalla giustizia, e questa a sua volta dalla condivisione, e questa a sua volta andrà scelta, praticata con amore, inquadrata, in quella cultura del necessario che permetterà a tutti di fruire dei doni che il Padre vuole destinati a tutti i viventi.

Il problema non é la complessità, é la durezza del cuore dei ricchi, dei potenti, del ceto medio che li sostiene, della religione che lavora per la giustizia sociale fra i bachi da seta e ben si guarda dall'annunciare il guai ai ricchi, dal denunciare capitalismo privato e mercato quali cancri che provocano sterminato dolore, dal farci capire che noi siamo le mani dell'amore di Dio per noi.

Eppure, per arrivare alla pace, non esiste altro percorso di quello di rendersi conto di essere in guerra, di arrivare a capirne le cause, di capire che la nostra pace é violenta, di arrivare a cambiare il nostro modo di vivere, di giudicare e di scegliere, modo strutturalmente maligno e generatore di quella violenza di reazione che é l'attuale forma di guerra che noi continuiamo a chiamare terrorismo, finendo così con l'usare il dolore degli innocenti per mantenere le condizioni della violenza che genererà altro dolore...

Cari eventuali lettori, l'uso di Dio contro l'uomo e l'uso del dolore dell'uomo per generare altro dolore all'uomo stesso, sono un peccato blasfemo che non ci verrà perdonato e che noi stessi non riusciremo a perdonare a noi stessi. E allora sarà proprio meglio iniziare ad aprire gli occhi, e il cuore, e le mani, per condividere...

Mario Mariotti