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Oggi mi ritrovo ostaggio di un'ispirazione vagamente medioevale, e mi sento spinto a mettermi in concorrenza con Dante nella rappresentazione dell'Inferno, che so non esistere ma che desidererei esistesse, per poterlo strutturare secondo la mia demoniaca ispirazione. Ed ecco il mio progetto: il pavimento é prevalentemente nero, di ceramica sacerdotale. Ci sono mattonelle nere, i preti; marrone, i frati; rosse, vescovi e cardinali; ed infine alcune bianche, i papi che più hanno ben meritato al servizio dell'Impero.
E perché ho parlato di pavimento e di mattonelle? Perché la base, i maggiori fornitori, i più qualificati imprenditori per il successo ed il relativo affollamento dello stesso inferno sono proprio i sacerdoti, i religiosi, quelli che hanno accalappiato il Signore, che voleva liberare noi stessi da loro, voleva metterli in cassa-integrazione, e non solo l'hanno fatto assassinare, ma dopo l'hanno spacciato per uno di loro, e per questo enorme peccato non può certo esserci perdono!
Il Padre poi, che é angustiato per la sorte tragica di uno sterminato popolo di sue creature, umiliate e violentate da altre sue creature, quando vede che queste ultime, su ispirazione ecclesiastica, deviano il loro impegno di solidarietà verso le prime in adorazione per Lui, ringraziamento per Lui, procedure di riconciliazione con Lui, e preghiere a Lui perché faccia quello che dipende da loro, deve rammentare a Sé Stesso la propria infinita pazienza, per non dare in escandescenze, e ripiega nella condizione di chiederne conto proprio alla casta sacerdotale.
Il Tempio proverà ad ammansire il Padre, nascondendogli le proprie simpatie ed il proprio appoggio dato all'Impero, quest'ultimo, a sua volta, succube più che fedele a sire Mammona, Impero dal quale esso ricava il proprio faraggio, ma sicuramente non riuscirà nel suo intento. Ed ecco, perciò, il pavimento dell'inferno di ceramica sacerdotale, ed ecco sempre nuove stanze, ed ulteriori ampliamenti, usando questo materiale in apparenza quasi inestinguibile.
E chi ci mettiamo sopra a questo pavimento, a riempire le stanze del party di Belzebove? Ci mettiamo, anche se ci starà un po' stretto, quel ceto medio che é la testata d'angolo della fregatura e dell'oppressione dei poveri. Da quando mondo é mondo, i ricchi, i potenti, i leader, gli uomini della Provvidenza sono sempre stati pochissimi, di numero infinitamente minore rispetto alle sterminate folle dei poveri, degli oppressi, degli sfruttati, degli umiliati. Come avranno fatto, nel corso di tutti i secoli dei secoli, i pochi a fregare i molti? Grazie soprattutto alle benemerenze del ceto medio, che si é sempre venduto ai primi ed ha collaborato con essi a fregare i secondi.
Questo strabenedetto ceto, i moderati, i benpensanti, con nel cuore il desiderio di diventare esso pure ricco e potente, e con la paura di perdere i diritti acquisiti della propria condizione, ecco che fa pendere l'ago della bilancia dalla parte dei ricchi, dell'oligarchia.
Ed ecco le conseguenze micidiali, in tutti i luoghi e di tutti i tempi. oggi poi, nelle democrazie virtuali spacciate appunto per democrazie, basta che si arrivi a quel 50% più uno di consensi che consente all'oligarchia di spacciarsi per democrazia, e il gioco é fatto. La situazione si cristallizza, si blocca, e i poveri si ritrovano tali, cioè ingannati, sfruttati e rapinati, per l'eternità.
Ceto medio, maggioranza silenziosa, partito dei moderati, progresso senza avventure, correre stando fermi, avanzare indietreggiando, diminuzione del carico fiscale attraverso l'aumento dello stesso, ecco la regressione, fino al rifiuto, del principio aristotelico d'identità. Ed ecco allora la presenza e l'operatività di veri e propri mostri, sia formali che sostanziali: compagni per il capitalismo, i cristiani per Mammona, i socialisti per il liberalismo, sindacati per la competitività, i cristiani per il mercato, i credenti nel profitto, i fedeli nell' accumulo, la comunione con Mammona e la liberazione dal Vangelo.
L'alienazione però, nel ceto medio, non é affatto media, é al massimo, e va oltre. Il progetto del beati gli infinitamente ricchi é più che vincente; le unghie e i denti servono per non mollare niente; ogni tanto si fa un pò di beneficenza, e poi? E poi i poveri li avrete sempre con voi, l'unico enunciato attribuito al Signore al quale si vuol restare fedeli nei secoli. Poveri noi, se Lui un bel giorno perderà la media pazienza!
Tornando, anche per concludere, all'argomento della riflessione, alla rappresentazione dell'inferno, adesso che ci penso non é che la mia visione sia poi proprio del tutto sbalinata. Noi spesso lo dimentichiamo, ma Gesù, nel Vangelo, si incavola proprio soprattutto con due categorie: con i sacerdoti, gli scribi e i farisei, e con i ricchi, collocati apriori nella Geenna.
Ecco allora che il pavimento nero e la folla dei ricchi epuloni, o di fatto (l'oligarchia, i veri ricchi) o di desiderio (il ceto medio a sevizio dei primi) non é che siano proprio del tutto decontestualizzati. Chissà che questo mio raptus estemporaneo e fantasioso non contenga qualche piccola scheggia di verità Sarà opportuno che perdiamo un pò di tempo a riflettere. La mia umana commedia é un ignobile e strambotto rispetto a quella del Divino Poeta; ma forse, nella sua sinteticità, riesce a mettere a fuoco le radici.
Mario Mariotti