Il triste destino
Per prima cosa il contesto politico culturale.
1 - Già Aristotele e Platone, 23 secoli fa, erano arrivati alla
consapevolezza politica che, dove sono presenti pochi ricchi e molti
poveri, il sistema si chiama oligarchia e non democrazia; e che per far
funzionare quest’ultima la differenza massima fra i primi e gli ultimi
deve essere da quattro a uno, altrimenti interviene il caos. Noi
consideriamo democrazia la nostra, e soprattutto quella degli USA,
dimostrando che la nostra consapevolezza politica è quella del
Faraone Ramsete quando veniva portato dalla “tata” all'asilo-nido.
2 - Il
nostro sistema è un mix tra capitalismo privato, mercato e
competizione: il nostro prossimo non è mai cittadino, compagno,
collaboratore, fratello; è sempre un concorrente, pericoloso
se molto dotato, da usare se ingenuo, invidiato se ricco, comunque da
tenersi sotto controllo per paura di essere ingannati.
3 -
Siccome il sistema è una giungla dove il
più forte schiaccia il più debole, e siccome il mio
prossimo è sempre concorrente e mai fratello, la mia cultura fa
sì che nelle tasse veda sempre e solo una vera e propria
rapina.
Non solo la mia vita è una continua lotta per mantenere il posto
di lavoro, per arrivare ad avere gli status-symbol
dei miei
concorrenti, per riuscire a superarli e a farli schiattare di invidia,
ma
in più vengo anche rapinato attraverso le
tasse; e poi, quando è ora di fruire dei servizi sociali, questi
sono quelli che sono, sempre e comunque inadeguati.
Questa
è la
cultura e l’esperienza esistenziale del bipede umano immerso
nella struttura maligna del sistema, che viene sacralizzato in dogma
quale il migliore possibile (dato che il socialcomunismo era - e
rimane - l'impero del male, anche post-mortem), e che e lo rende sempre
più assatanato, ansioso, depresso, invidioso, alienato e
infelice.
Come
formaggio sui maccheroni, aggiungiamo l'incubo della delinquenza
comune e quello del terrorismo politico, che sono strutturali
all'ingiustizia ed alla precarietà del sistema; e completiamo il
tutto con la fobìa del diverso: oggi i terzomondiali e gli
extracomunitari, che quando va bene ti rubano il posto di lavoro, e
quando va male attentano alle tue radici cristiane, e vogliono
farti diventare musulmano come loro…
Il quadro
è completo: la giungla,
l'uomo è homini lupus,
vince il
più ricco, il più forte, il più fortunato, il
più raccomandato, e gli altri sperimentano l'inferno prima di
andarci a finire dopo morti.
Ebbene,
in questa situazione politico culturale, la Casa delle
libertà (libertà ... di
alienazione e di sfruttamento del prossimo) pedala in discesa:
raccogliere consenso demonizzando le tasse, sfruttando la paura della
delinquenza e quella del diverso, nel nostro caso degli
extracomunitari, è facilissimo, è come offrire da bere ad
un etilista. In più, l'Unione non ha ancora focalizzato il
nemico principale, la radice del cancro, la madre di quella cultura
maligna e mafiosa che vive e prospera violentando i non-garantiti e la
verità, cioè informazione, soprattutto quella televisiva,
il cui pontificato aliena sistematicamente milioni di consumatori (ex
lavoratori), ogni giorno, e alimenta, mantiene ed amplifica le
condizioni maligne cui accennavo all'inizio della riflessione.
È
cambiato il governo, ma di informazione e di conflitto di
interesse non si parla; prosegue il ronzio implacabile di Vespa, gli
Schifani, di Cicchitto (che vincono il confronto col serpente corallo
nello sputare alienazione e veleno) e dei loro camerati; il televisore
evacua il beati i ricchi
anche quando l'apparecchio è spento;
tutto prosegue come prima, con la benedizione di Benedetto, che fa da testimonial a varie case
automobilistiche e benedice perfino le
Ferrari (bestemmie con le ruote).
Fra
quattro anni, proseguendo così, torneremo ad essere
governati dalla Dentiera sorridente post restauro, e la confraternita
dei sepolcri imbiancati, difensori delle radici cristiane di mammona,
darà una mano al Tempio per mantenere questo nostro mondo nella
condizione di inferno per i non-garantiti.
Quando capiremo che
...
- in
formazione è fondamentale?
- essa deve
leggere la realtà con gli occhi
degli ultimi e non dei primi?
- con questo
tipo di cultura, si sta uccidendo il
futuro?
- nel nostro contesto
maligno, è necessaria
una informazione pedagogica, che spieghi il perché delle
decisioni prese, ed il motivo che le ha rese necessarie?
Quando spiegheremo al prossimo ...
- che i casini
che ci assillano non sono
congiunturali, ma strutturali del sistema? (in ogni competizione
esistono necessariamente i perdenti, quelli che restano fuori dalla
porta)
- cosa sono le tasse,
e che è
assurdo mandare contemporaneamente degli accidenti a loro ed
all'inadeguatezza dei servizi, che sono finanziati proprio dalle tasse?
Quando la cultura
cristiana arriverà a capire ...
- cosa è
il
lavoro (condizione eucaristica)?
- cosa sono le
tasse (condivisionismo
strutturale, dato che quello soggettivo farebbe fallire i servizi
sociali prima di istituirli), come possa essere evangelica solo
l'economia di comunione e non la libertà d'impresa?
E quando la Chiesa
comincerà a dire che Dio opera attraverso di
noi non con i miracoli, che la ricchezza è un negativo, un idolo
che ci nasconde e travisa la Verità, che quello che bestemmia il
povero sta bestemmiando Dio, (capitalismo privato, mercato e
competizione), che è necessario contestualizzare la parola
“credere” traducendola in “amare”, di quest'ultima in “condividere”,
l'unico verbo che ci può salvare dalle ingiustizie abissali e
dalla catastrofe ecologica che incombe?
Possibile
che, a chi è nato ai tempi di Benito, tocchi il triste
destino di crepare sotto la signorìa di un altro Benito, ancora
più pericoloso e maligno del primo, dato che lui non aveva
ancora TV come terminale della voce del padrone, per entrare in tutte
le case, e prostituire anche i poveri, trasformandoli in ricchi
mancati, suonati e alienati?
Mario
Mariotti
27
gennaio 2007