Tempi difficili
Una delle tante cose che non riesco proprio a capire
è perché i “compagni”, e i “laici” non vogliono che la
gerarchia si intrometta in rapporto ai problemi della morale ed alle
leggi dello Stato. Il proprio parere, ed il proprio contributo, secondo
me, lo possono e lo devono dare tutti.
Il
problema non è l'intromissione, ma che la gerarchia esterni
sciocchezze, che essa parli quando dovrebbe stare zitta:
non sono i dico a mettere in pericolo la
famiglia, ma la cultura del “beati i ricchi” e della competizione a
farlo, dato che impediscono - di fatto - l'instaurazione di un rapporto
positivo fra gli uomini,
... e stia zitta
proprio quando dovrebbe parlare:
denuncia della
cultura maledetta evacuata dalla TV; denuncia delle guerre
d'aggressione per il petrolio; denuncia del genocidio blasfemo dei
piccini poveri del Sud, che devono morire per la mancanza di uno
spicciolo, dato che il pensiero unico che si è globalizzato,
quello liberista, non colloca la salute come il cibo ed il lavoro e
l’istruzione, fra i diritti umani indispensabili, ma li lascia ostaggio
della competizione e del mercato, e per questo la razza ariana dei
ricchi si può curare e vive, e quella inferiore dei poveri, dei
perdenti, se muore se l'era meritato
Seconda cosa che non capisco è quella del peccato originale, ...
che per me sono due: il primo è la natura egoncentrica ed
egoistica dell'uomo (e qui il Creatore si salva dicendo che sta ancora
lavorando), il secondo è che la sua attitudine a fare credito a
coloro che dicono di parlare il nome di Dio (come mai, Lui, li ha
chiamati a pranzo, e noi ci ha lasciato fuori dalla porta?) Questo
secondo peccato, la fiducia irrazionale ed emotiva delle pecore verso
coloro che si autoqualificano loro pastori, è dal tempo di Ur
degli Caldei che provoca dei danni incalcolabili.
Attraverso
l'obbligo-vincolo dell'ubbidienza l'uomo si trova mezza persona: deve
mettere in cassa-integrazione la propria coscienza e si deve adeguare a
chi sceglie e decide per lui. Questa è la situazione del bipede
italiano cattolico, mezzo cittadino dello Stato laico e mezza pecora
ubbidiente al vescovo.
Finché
non capiremo che la vera dimensione evangelica è la laicità con divisionista,
dovremo ingoiare che Dio sia stato dato in appalto e ricchi ed ai
potenti, che la Destra poesia paladina di Dio-Patria-Famiglia, che la
gerarchia mantenga le pecore a corto di lucidità, per far
prosperare e dominare sua santità Mammona.
Terza
cosa strana: tutto si rinnova, tutto va riformato, tutto deve cambiare:
questa la cultura dominante, che deve favorire l’economia, forgiando,
ai danni del cittadino lavoratore, il bipede consumatore mai sedato.
Perché questo criterio non si applica mai in rapporto al
terrorismo?
E' dai
tempi dell'autunno caldo del '68 con le brigate rosse: queste fanno
da coagulo a tutto il negativo della realtà sociale, noi tutti
continuiamo ad unirci contro il terrorismo, sia coloro che lo
subiscono,
che quelli che lo generano, e la trasformazione della realtà
verso la giustizia, la paternità della condivisione vengono
rimandate alla prossima era geologica. Come mai, qui, è il
“vecchio” che avanza?
A parte il fatto che, da quando mondo è mondo, ci sono sempre
stati gli alienati, per cui uno può credersi Napoleone e uno Che
Guevara, a parte il fatto che gli obiettivi perseguiti dalle b.r.
coincidevano con quelli commissionati da Kissinger, e oggi da
qualche suo erede, ...
come mai a quasi
nessuno è venuto in mente che uno degli effetti collaterali
della nostra USA-dipendenza, stabilita a Yalta, è stata - ed
è tutt'oggi - la presenza e l'operatività della CIA nel
nostro Paese?
come mai in pochi si
rendono conto che, con la faccenda del terrorismo, siamo condizionati a
deviare l'attenzione da quelle situazioni che sono, esse stesse,
espressioni del peggiore e più subdolo terrorismo?
come potremmo
chiamare un'economia ed una cultura che generano ed includono
strutturalmente la morte di milioni di bambini ed il quasi dimezzamento
dell'età media della vita per sterminare moltitudini di persone
del Sud, il tutto per onorare i dogmi del capitalismo privato, del
mercato e della competitività, capisaldi del pensiero unico
liberista che non ha antagonisti dopo il suicidio dell'utopia della
fratellanza?
come faremo ad
aprire gli occhi, se le autorità religiose, morali e politiche
hanno dato vita al perfetto ecumenismo di una cultura che pone
l'uomo - e Dio stesso - al servizio di Mammona?
Mario Mariotti
31 marzo 2007