Slogan
Uno
dei tanto
“probiviri” che hanno costellato la storia
dell’umanità ed è stato il ministro della propaganda del
Terzo Reich, Göbbels (*), affermava che, se una cosa falsa viene
fatta
passare come vera per centinaia o migliaia di volte (tecnica dello
slogan), finisce che la
gente crede che sia vera. Questa non è certo una scoperta
di Göbbels: la pratica di alienare il prossimo inizia quando gli
abitanti di Ur dei Caldei andavano ancora alla scuola materna, e
attraverso tutta la storia dell’umanità, altrimenti non si
spiegherebbe come mai pochissimi abitanti del pianeta siano sempre
riusciti ad accumulare ricchezza e potere, espropriando dei loro
diritti umani fondamentali moltitudini di povera gente, caparbiamente
ingenua nel credere che la parola dovesse accompagnare necessariamente
la Verità.
Questa pratica di snaturare il vero è ovviamente in piena
attività anche oggi: la cultura e l’informazione anche in Italia
passano per la
TV, in mano ad un’oligarchia di fedelissimi seguaci di
Mammona, il cui leader prima parla, poi ascolta quello che dice mentre
sta parlando, poi riflette sulla musicalità delle parole e se
credere o non credere a quello che sta affermando, ed ecco che
gli enunciati pascolano per l’etere e si depositano nei circuiti
cerebrali della gente per dare i loro frutti al momento
giusto.
La psicologia aiuta a definire ciò che può creare
consenso: le paure della criminalità, delle tasse, del
comunismo, dello straniero sono sempre una leva fondamentale. Viene
messa
grande attenzione a che, fra le parole, i fatti,
e la Verità, siano sempre tenute le debite distanze; per
questo il governo Prodi è stato il peggiore dal tempo degli
Etruschi, il risanamento dei conti pubblici è stato solo
“virtuale”, i vari ministri erano un incrocio fra i vampiri e gli
avvoltoi, e i poveri evasori fiscali, e i fruitori dei condoni hanno
visto aumentare l’acidità nel proprio stomaco in proporzione
all’alleggerimento delle loro tasche.
A questa maledetta prassi - che esiste da
sempre - di spacciare cose false per vere e cose vere per false, in una
certa misura mi sono abituato: è dal tempo di De Gasperi
che sento vilipendere la Verità, che vedo usare Nostro Signore
per consolidare il regno di Mammona, che assisto alla
strumentalizzazione dei poveri, dei semplici, degli onesti, per
sostenere sia il Tempio che l’Impero. Quello a cui non mi sono ancora
abituato - e a cui cercherò di non abituarmi mai - è il
vedere e il sentire la Verità in bocca a coloro che sono
l’ipostatizzazione, il paradigma della bestemmia della stessa
Verità.
Quando
sento i galoppini dell’ “unto di Arcore”, perpetui paladini del
capitalismo, del mercato e della competizione, efficaci e strenui
diffusori della cultura americana attraverso i media e la loro regina
TV, che predica il “beati i ricchi” ed il “fatti
i cavoli tuoi” per 48 ore al giorno, ululare contro la globalizzazione,
contro lo sfruttamento eccessivo degli operai, a favore del
protezionismo e della imposizione di regole e limiti al liberalismo,
non riesco a resistere. In aggiunta, sono anche costretto a sentire che
chi avrebbe dovuto
- senza riuscirci - contrastare il capitalismo, viene ora
accusato di essere stato la causa di quel negativo. Prima ti convincono
che hanno
ragione loro, poi ti condannano perché gli hai dato ragione. E'
mostruoso: si accusa
la globalizzazione non dicendo cosa è che si è
globalizzato, cioè il capitalismo ed il mercato, e si continua a
venerarli; si
afferma che essi vanno regolamentati e limitati, si accusa
l’opposizione come
corresponsabile di un negativo di cui sarebbe complice e non
vittima. Se poi si aggiunge che quest’ultima non difende l’alternativa
possibile,
il socialismo, quasi che non credesse più all’utopia della
fratellanza, ecco che si chiude il cerchio e si uccide il futuro.
Siamo in una situazione analoga a quella dei vicari vaticani, che
inneggiano alla povertà dalle regge pontificie; che lamentano
presunte limitazioni della libertà di parola, mentre loro stessi
hanno imposto il silenzio a tutte le voci non allineate al magistero
(vedi Teologia della Liberazione);
che si preoccupano del destino delle
cellule staminali e degli embrioni, mentre il mondo che lascia morire
migliaia di piccini ogni giorno, a causa dei privilegi dei pochi, i
quali sono riusciti a comperare perfino la Verità, oltre al
silenzio della casta sacerdotale sulla trinità maligna:
capitalismo, mercato e competizione, che si sono globalizzati anche per
responsabilità di lei.
Sì, forse è proprio questo il peccato contro lo Spirito:
accalappiare la Verità, usandone la forza per acquisire quella
credibilità che permette poi di contraddirla nei fatti;
espropriarla a coloro che cercano faticosamente di costruirla e
materializzarla nella loro vita. Questo peccato non troverà
perdono, e io mi
appiglio a questa speranza, perché so bene che il mio
inferno sarebbe quello di venire legato davanti ad un televisore e
dovermi sorbire per l’eternità tutte le blasfemità che vi
si pronunciano, dichiarando di servire la Verità quando invece
la stanno strumentizzando nel modo più rivoltante.
Mario Mariotti
11 luglio 2008
___
* it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Goebbels
si veda anche :
www.beppegrillo.it/2005/10/la_verita_rende_1.html
cronologia.leonardo.it/storia/tabello/tabe1593.htm