La sintesi
preziosa
La sintesi del
significato della figura di Gesù e di quella di Maria, nella
storia umana, io credo sia questa: l’Amore (i Valori)
in questo mondo è possibile e
deve essere
incarnato, per togliere la
sofferenza e portare il necessario e la gioia a quanti più
viventi possiamo (Gesù è paradigma di questo). È
necessario il “si”, cioè l’impegno dell’uomo, perché si
incarni lo Spirito-Amore (i Valori), e la creazione evolva in senso
positivo (Maria è paradigma di questo).
Tutto quello che
si può aggiungere a questi enunciati rischia di togliere
chiarezza al significato. Il suddetto messaggio, poi, realizza la
sintesi preziosa fra Fede e Laicità. L' Incarnazione si gioca
nella laicità, ed é la Verità che fonda il valore
di Gesù e di Maria. L'incarnazione rende efficaci, operativi i
Valori, che sono laici in quanto diventano operativi in questo mondo,
nei rapporti dei viventi fra loro, ma questa é anche la
dimensione della Fede quale ci viene proposta dal Signore e da Maria.
Ella dice "sì", ed il Primo si incarna e porta il comandamento
nuovo, che é il senso, lo scopo del nostro esistere: l’amatevi
fra voi come Io vi ho amato.
Il Gesù
si autoqualifica "Figlio dell'Uomo" perché l'incarnazione
dell'Amore - o dei Valori - passa per le mani, per le scelte, per i
corpi
degli uomini. La trascendenza diventa irrilevante. Non essendo
localizzabile, probabilmente é immanente agli uomini stessi, ed
é correlata alla presenza della Vita. Essa allude alla
possibilità-potenzialità degli uomini di scegliere e di
incarnare l'Amore, i Valori, la Verità.
Dio nell'alto
dei cieli é espressione della logica religiosa, che genera un
Dio antropomorfo, meschino ed assurdo per deresponsabilizzare sé
stessa e delegare a Lui la soluzione dei problemi che spetta agli
uomini di risolvere, modificando il proprio modo di vivere e
determinarsi. Gesù e Maria non sono magici, sono due persone,
due laici, che dicono a tutti, laici e credenti, che sia la
Laicità solidale che la Fede si giocano nella dimensione laica
dell'incarnazione, nell'aldiqua.
Gesù e
Maria non fondano, confermano l'Etica: é necessario fare agli
altri quello che noi vorremmo ricevere da loro; é necessario
incarnare l'amore, la tolleranza, la dolcezza, la condivisione, il
perdono, la tenerezza, la solidarietà, l'amicizia, l'impegno, il
lavoro a favore delle altre creature; é necessario che il Dio
onnipotente della religione si converta nel Dio-con-noi, Laico come
noi, che opera attraverso di noi, che equivale alla sintesi dei Valori,
che attinge la propria forza e autorevolezza dalla Verità, che
ha la forza intrinseca di autosostenere sé stessa. Bisogna che
diamo corpo alla Giustizia, alla Solidarietà, alla Condivisione
nella nostra realtà quotidiana; siamo noi col nostro "sì"
e col nostro impegno a rendere operativi i Valori, il che
equivale a dare resurrezione al Signore assassinato dalla religione.
Spirito e corpo separati esulano dalla nostra possibilità di
comprensione, impediscono, non realizzano la Vita.
Perché il
Signore riprenda vita nel mondo, perché i Valori diventino
operativi nel mondo, è necessario che prendano vita, e questa
vita é interconnessione fra Lui-Loro e noi stessi in quanto
corpo, con questa possibilità-potenzialità di dire
"sì" e di scegliere e determinarci secondo Loro, o Lui, che
é ipostatizzazione di Loro incarnati, diventati persona e quindi
vita.
Fede-Laicità
é una dicotomia deviante: la Laicità é l'unica
dimensione della Fede, come é la Verità, che dà
forza a Cristo. Le religioni sono forme diverse di alienazione, che
deresponsabilizzano gli uomini, sono inventate da loro, coprono - a
volte
con apparenze accattivanti - una sostanza di corruzione e di morte.
Siccome Dio, in
genere, viene associato al Dio religioso, uno sente l'esigenza di
rifiutarlo, perché Dio non può essere così. Meglio
atei che credenti ad un tale Dio. Se Dio fosse così, la
lontananza da Lui non sarebbe l'inferno, ma il paradiso. Gesù
invece é un laico, é un Dio-con-noi
laici che ci richiama
alla necessità di incarnazione dei Valori e aspetta il nostro
"sì", come quello di Maria, perché Lui e Loro possano
prendere vita attraverso la nostra vita, e togliere sofferenza, e
portare il necessario e la gioia.
Il laico,
però, soffre spesso della stessa malattia del credente: il credente rimanda la cultura del
necessario e la
condivisione con amore, nel Regno dei cieli, cioè nel nulla, e
qui, nella concretezza delle sue scelte, si ispira a Mammona
conciliandolo con il Signore; il laico
é portato ad insabbiare
l'incarnazione dei Valori accusando la religione di alienazione, e
rifiutando di impegnarsi in quelle opere che, a volte, il credente fa,
non gratuitamente, ma a scopo interessato per tenersi buono l’Altissimo.
Dal momento che
si arriva a capire che la sequela a Cristo si gioca nella
laicità, le difficoltà non sono finite. Non
ci si può fermare alla denuncia dell’alienzione religiosa: anche
la laicità passa per l'Incarnazione, e quest'ultima é
dura per chiunque. Tutta la storia dell'umanità testimonia
questa
difficoltà che noi viviamo a farci strumenti dello Spirito-Amore
amando.
Il popolo di
coloro che amano, cioè lavorano per gli altri e condividono il
necessario e la gioia, si fa strada faticosamente, e nessuno può
lasciare in eredità ad altri le sue scelte positive. Sono gli
altri che le devono fare proprie, offrendo il corpo ed
immettendole nella loro vita, per migliorare la qualità della
Vita. Questo il grande mistero: il perché della necessità
della sofferenza per farci aprire gli occhi; il perché della
durezza del nostro cuore, che non si lascia travolgere dalla
compassione.
Ma c'è
Dio-con-noi, laico come noi,
che lavora, in noi e non ci dà
pace! Anche la più piccola vita é una scintilla della
Vita, e anche di lei dovremo rendere conto, e anche se esiste una
dimensione sterminata di mistero, il togliere sofferenza ed il portare
il necessario e la gioia agli altri viventi, anche ai minimi, anche
alle bestioline, é una prassi che autofonda il proprio valore in
se stessa come la Verità, perché fa essa stessa
parte oppure é essa stessa la Verità.
L'Incarnazione
é dunque il luogo ed il tempo della sintesi Fede-Laicità;
la Fede diventano opere, le opere sono laiche, il Signore paradigma di
amore incarnato, i laici coloro che traducono i Valori nella
concretezza della loro esperienza quotidiana.
Ecco il futuro
di una cultura che unisce, per la quale tutti sono prossimo (tutti
cittadini appartenenti alla razza umana), per la quale tutti i viventi
diventano destinatari dei frutti dell'Amore incarnato, senza più
servi e padroni, ma tutti creature del Padre buono.
Mario
Mariotti
10 aprile
2007