Una sintesi dal grande futuro



Oggi esistono nella nostra società, nella nostra cultura, i tre mondi separati: quello cristiano, quello laico, quello social-comunista.
Il primo é ben vitale ed in espansione; il secondo sussiste in terapia intensiva, il terzo é in via di estinzione, di dematerializzazione. Proviamo a caratterizzarli uno per volta.

Mondo cristiano. Qui il messaggio-evento dell'incarnazione del Verbo non è ancora stato recepito. Si continua a parlare ed a gestire Nostro Signore nella logica religiosa dell'Antico Testamento. É vero che anche lì, nell'Antico Testamento, a volte alita lo Spirito: ci sono dei profeti che comunicano al prossimo che, a Dio, dei sacrifici di espiazione offerti a Lui non gliene cale proprio niente: quello che Gli interessa é la pratica della giustizia e della misericordia fra gli uomini. Ci sono, anche quelli, fra i profeti, che mandano accidenti ai ricchi, ai potenti, ai sacerdoti del loro tempo; e sembra che anche questi abbiano fatto una brutta fine.

In complesso, però, Gesù stesso, venuto per liberarci dalla religione, è ridotto Esso pure in religione. L'uomo é per il Sabato; c'é la casta sacerdotale che media il rapporto uomo-Dio; la casta ha le chiavi del Regno dei Cieli; Gesù da paradigma di salvezza é ridotto ad Agnello che paga per le nostre carognate a danno dei fratelli; c'é il silenzio di profezia sulla malignità dell'Impero; c'é la simbiosi con lo stesso Impero, che offre ad entrambe le parti vantaggi reciproci; infine c'e l'opera di alienazione aggravata e continuata del gregge dei fedeli-credenti, che vengono tenuti all'oscuro sui due fondamentali: che l'immissione di Dio-Amore nel mondo passa per il nostro , passa per il nostro impegno a materializzare l'amore e la condivisione; inoltre che esiste incompatibilità strutturale fra la sequela a Cristo-Amore e, quella al Beati gli indefinitamente ricchi, personificata da Mammona.

Siccome il Tempio riceve il foraggio dall'Impero, il primo é portato a sacralizzare il secondo; capitalismo privato, mercato e competizione restano dogmi intangibili; la resistenza all'ingiustizia viene demonizzata come terrorismo; umiltà, obbedienza e rassegnazione sono virtù teologali; il rispetto per la vita delle cellule staminali precede ed eclissa quello per la vita delle vittime del meccanismo dello scambio ineguale, del debito dei Paesi poveri, (tali perché impoveriti dai ricchi), delle guerre di aggressione per il possesso del petrolio.

L'operazione blasfema dell'utilizzo del credito derivante dalla soggettività positiva dei pastori e delle pecore di base a favore di quella Destra conservatrice che si è appropriata di Dio-Patria-Famiglia, e che negli USA arriva ad assumere connotazioni naziste (i poveri sono una razza inferiore, meritevole del triste destino da topi di laguna incontrato a New Orleans) continua imperterrita e fedele nei secoli, orchestrata dal vertice, dalla gerarchia, nel silenzio assordante del gregge dei fedeli-credenti, che antepongono la salvezza dell'animaccia loro alla denuncia della collusione del Signore con gli empi, i ricchi ed i potenti di ogni tempo, operata dalla casta.

• Passiamo ora al mondo laico. Questo sarebbe l'erede dell'Illuminismo, l'erede di coloro che vedevano nella ragione, nel metodo scientifico, nell'egualitarismo, nella giustizia sociale, nel rispetto delle idee degli altri, nella prablematizzazione e ricerca continua della Verità, nell'impegno per la democrazia e la fraternità i motivi per cui l'uomo si trovava e si trova immersa nell'avventura dell'esistenza. Grazie a castoro, il fondamentalismo religioso si era venuto ridimensionando, anche se, purtroppo, non si é certo estinto e sembra dotato di una capacità di rivitalizzazione fortissima.

La tolleranza, l'accoglienza del diverso, l'impegno per una trasformazione storica secondo i Valori, il rispetto e la salidarietà col prossimo, unificato tutto nelle categorie della razza umana e della cittadinanza planetaria, ed anche la custodia dell'ecosistema, erano altrettante perle di una collana sostanzialmente evangelica.

La nostra Costituzione, la laicità dello Stato, la valorizzazione degli organismi sovranazionali ed internazionali, l'ONU per prima, il contributo alla definizione ed al rispetto dei diritti umani, fondamentali, inclusi quelli dei bambini: questi i contributi fra i più significativi della cultura laica al processo di trasformazione storica che, in termini laici, ha, come obiettivo un mondo giusto, razionale, equo e solidale, e che in termini evangelici viene definito Regno  (che non si assomiglierà certo ad una monarchia, ma piuttosto a una repubblica democratica popolare, dalle dimensioni sovranazionali, planetarie).

E perché poi ho scritto che questo mondo sussiste in terapia intensiva, a rischio della propria stessa esistenza? Perché esso dà sempre meno segnali della propria presenza, consistenza, e vitalità.

Col cardinal Ruini che fa il presidente del consiglio aggiunto, con la laicità dello Stato naufragata nella scuola, nell'informazione e in ogni sede che l'avrebbe dovuta garantire e difendere, anche tutto il mondo laico sembra che faccia la corsa per mettersi all'ambra del Crocifisso, o meglio del Cupolone, a riverire il ceto medio, Santa Romana Chiesa, la libertà d'impresa, il capitalismo privata ed il mercato; ad esprimere ossequio ad un'autorità morale che tace sulle guerre d'aggressione, sullo sterminio dei poveri nella grande favela del Sud, che negli USA indica di votare Bush e qui da noi di collaborare al bene comune con coloro che sono l'ipostatizzazione della difesa dei propri interessi privati, sempre a servizio di Sua Santità il cavalier Mammona.

• Un accenno veloce alla terza cultura, a quella degli ex social-comunisti, che a forza di rifondarsi e di voltar gabbana, finiranno col dar vita all'unione cattolica degli ex compagni pentiti, neocanossiani sudditi dell'odierno vicario di Papa Gregario VII, sua turbo-santità Benedetto XVI. Questa cultura, portatrice un tempo di un progetto affine al Regno, una società senza classi, dove tutto sarebbe stato di tutti, ognuno avrebbe contribuito secondo le proprie capacità ed avrebbe ricevuto secondo i propri bisogni, qui da noi nel nastro mondo ricco per i ricchi e povero per i poveri, squallidissima fotocopia del modello americano, si é praticamente squagliata.

Il motivo della dematerializzazione é sempre lo stesso che ha ridotto il cristianesimo a partire dal IV secolo in religione: il Beati i poveri per scelta é un obiettivo appetibile finché si é poveri, ma quando non lo si é più, o lo si rifiuta come hanno fatto i compagni, o lo si trasferisce nel Regno dei Cieli, deve la solidarietà e la condivisione hanno dei costi bassissimi. Questa evoluzione involutiva però, fortunatamente, non riguarda tutto il pianeta: al Sud, dove il capitalismo ed il mercato sono più esplicitamente violenti, l'esigenza che sottese alla nascita ed allo sviluppo del marxismo e del socialismo nell'800 é ancora presente, e continua, seppur faticosamente, a dare frutto.
 
I Sem-terra in Brasile, le forze che sostengono Chavez in Venezuela, altre esperienze in varie parti del mondo (movimenti No-global) continuano ad averlo, il socialismo, come progetto, come obiettivo. Forse solo quando le esigenze del profitto privato ci faranno camminare a quattro zampe per consumare due paia di scarpe per volta, e quando ci rivolgeremo alla Santa Sede per il permesso di scioperare, riusciremo ad aprire gli occhi. Ecco, in queste tre brevi sintesi, caratterizzati i tre mondi culturali, oggi separati, con uno che cresce a dismisura e gli altri asfittici, sull' orlo del collasso.

Ebbene, a me pare che una delle principali cause del caos che esiste intorno a noi e che incombe sul nostro futuro sia proprio questa divisione, accettata dalle tre culture ma orchestrata ad arte da coloro che hanno trasformato il progetto dell'Incarnazione in religione, e che, in questa divisione, trovano le condizioni per sostenere l'Impero e per foraggiare il proprio desiderio di ricchezza, di onorabilità, di potere.
Se uno invece provasse ad entrare nella logica dell'Incarnazione, le separazioni si estinguerebbero e si concretizzerebbe una sintesi che forse potrebbe mettere in cassa integrazione il Divisore, Satana, e potrebbe produrre frutti fino ad oggi mai visti. Intanto il fondamentale resterebbe il Vangelo, la Parola, la figura ed il messaggio del Signore.

Poi, il superamento dell’Ama Dio e il prossimo nell'Ama il prossimo come Dio lo ama, messaggio ultimo di Colui che stava per essere assassinato dai sacerdoti del suo tempo, porterebbe alla consapevolezza che il cristianesimo non é affatto una religione, ma un criterio, che vede  nell'Amare la presenza esistenziale del Verbo, e nel nostro rapporto positivo con gli altri viventi la Sua presenza ed operatività.
Essendo la direzione, il flusso dello Spirito dalla Trascendenza all' immanenza, in modo che l'amore del Padre possa raggiungere ogni creatura e costruire il Regno, balza evidente la dimensione orizzontale, laica dell'Incarnazione.

La sintesi della figura e del messaggio del Signore é proprio questa: Lui é l'Amore incarnato, ed é l'Amore incarnato da noi: Lui il Paradigma noi a renderlo presente ed operativo per quella trasformazione storica della realtà materiale e spirituale che sfocerà nel Regno e che ci salverà.

L'amore di Dio per noi ci arriva dai fratelli, e noi siamo il veicolo del Suo amore per loro. L'esercizio dell'amare nella dimensione laica dalle creature alle creature, porta infine, strutturalmente, alla cultura del necessario e alla condivisione con amore, e qui c’è il recupero della terza cultura oggi separata, e dalle nostre parti in coma quasi irreversibile. Se uno ama, ama i fratelli e gli altri viventi, essendo strumento dell’amore del Padre per loro.

Se ama i fratelli e gli altri viventi, li serve, li aiuta, lavora per loro, condivide con loro ciò che eccede il proprio necessario. Il Signore si manifesta come Paradigma di laicità condivisionista, e chi si pone alla Sua sequela deve cercare di vivere la dimensione laica del proprio impegno di servizio, lavoro e condivisione, in modo che il Verbo possa continuare a farsi carne, ad abitare in noi, a continuare a costruire il Regno attraverso di noi.

Cosa ne dite di questa sintesi...
che unifica i tre mondi, le tre culture?
che ci vede tutti cittadini del nostro pianeta, non più divisi né per razza, né per nazione né per religione?
che vede nel nostro lavoro per gli altri la condizione eucaristica proposta dal Signore?
che considera la ragione non separata dalla Fede, ma un suo imprescindibile strumento per realizzare l'Incarnazione?
che ci rende consapevoli che l'amore di Dio per noi ha bisogno di noi per arrivare a noi?
che, se riusciremo a superare la dimensione religiosa del rapporto con Dio e ad entrare nella logica dell'Incarnazione, ci porterà strutturalmente a quella cultura del necessario e a quella pratica dell'amore condiviso che potranno finalmente togliere tanta sofferenza e portare il necessario e la gioia ad ogni vivente?

E' follìa, o questa ipotesi della necessità dell’unificazione potrebbe finalmente portarci a capire, e a fare, e a condividere, per entrare nel nuovo di Dio e rendere possibile la costruzione di un mondo dove nessuno porti più dolore agli altri, e l'Amore sia tutto compiuto in tutti, i minimi inclusi?

Mario Mariotti