La giornata mondiale del silenzio
I°
Gennaio, giornata mondiale della pace: la famiglia quale prototipo del
progetto di Dio per tutto il genere umano... Chi ostacola la famiglia
congiura contro la pace...
Perfetto! Enunciati dal suono
dolcissimo, bisognerebbe metterli in musica, in gregoriano. Messaggi
preziosi, estremamente significativi, includenti la stessa carica
rivoluzionaria e liberatrice di quelli che proclamano che l’amore
salverà il mondo, che è necessaria la giustizia, che la
pace non può aspettare, che la salvezza sta nella speranza,
ovviamente cristiana. Manca solo la profezia che, se crediamo, avremo
la vita eterna, e siamo pronti
per l’Oscar
dell’alienazione, ubbidiente ed orante.
Gli
enunciati del Papa e della
gerarchia sono tutti giusti, e coloro che li ascoltano -
quelli a becco in su a Piazza s. Pietro e quelli seduti a casa davanti
alla TV - si possono congratulare sia con la gerarchia per il prezioso
magistero, sia con se stessi, per essersi presi il disturbo di
ascoltarla, meritandosi in questo modo qualche centinaio di giorni di
indulgenza e accorciarsi il purgatorio.
Tuttavia,
se il discorso non si fermasse alle caratteristiche della famiglia
necessarie per meritare il bollino blu della chiesa docente, si
finirebbe forse con il cadere
nell’esecrando peccato di apologia del comunismo!
Se ci pensiamo bene, la qualità dei rapporti economici che
sussistono all’interno della famiglia (tutto viene condiviso, ognuno
contribuisce a suo modo e riceve il necessario dagli altri) rappresenta
il criterio amoroso di un’economia di comunione, che provvede alle
difficoltà. Se questa qualità venisse estesa a tutta la
società, ed alla fine a tutto il genere umano, ecco che
capitalismo privato, mercato e competizione andrebbero alla deriva, e
ne sortirebbe un socialismo universale.
Questo progetto, il Signore, ai Suoi tempi, lo aveva chiamato Regno,
e coincide con il compito-traguardo che il Padre buono ha
previsto per noi nella nostra vita. Sarà sicuramente per non
cadere in
questo reato - apologia del comunismo - che il discorso della gerarchia
rimane sempre generico, decontestualizzato e sostanzialmente alienante:
esso
non disturba nessuno e la conversione delle anime procede restando
completamente immobile e virtuale.
Se
poi è vero che a ostacolare la famiglia significa congiurare
contro la pace, chi più della
gerarchia è complice e colpevole? La condanna della cultura del Beati i ricchi,
madre della trinità maligna di capitalismo, mercato e
competizione, è del futuro assente, fruisce del silenzio della
chiesa docente, è la vera e sostanziale
causa sia della crisi della famiglia, che dell’assenza della pace, per
lo meno di quella pace che, per essere tale, deve mettersi in simbiosi
con la giustizia, con l’uguaglianza delle condizioni di vita di tutti i
cittadini, in un rapporto di custodia, e non di sfruttamento, di ogni
vivente e dello stesso ecosistema.
Passano
gli anni, si susseguono le Giornate
della Pace, e continuano a venir
bruciate le occasioni di coscientizzazione del prossimo.
Tutti i focolai di guerra vengono elencati, mai una parola sui
responsabili, sulla politica imperiale, sulle manovre destabilizzanti
delle cosiddette multinazionali, sui governi che violano
sistematicamente i
diritti umani, sul cancro dello “scambio ineguale” che genera
strutturalmente lo sfruttamento e la povertà.
Le
entrate della Chiesa cattolica (8 per mille, esenzione ICI, ecc.),
rese possibili dai privilegi che essa ottiene dai politici sia di
destra che di sinistra, sono enormi, ma
solo una piccola quota finisce ai legittimi destinatari. La vedova
continua a buttare nel tesoro del Tempio ciò
che da questo dovrebbe ricevere; come al solito i pastori sollecitano
la
compassione e l’impegno delle pecore, invece di andare a bussare presso
chi gestisce il frutto dei sopraddetti privilegi.
Quest’ultimo,
sfortunatamente per lui, subissato di sterco del demonio, occupato a
convertire gli altri e non se stesso, farà la fine del ricco
Epulone: delegando al prossimo l’esercizio della condivisione,
dell’economia di comunione, di cui proprio la famiglia è
prototipo, è modello e invitando gli altri a fare ciò che
egli neppure pensa assolutamente di fare, si caricherà dei
meriti sia dei ricchi, che degli ipocriti. Povero lui…
E, d’altra parte, c’è un segnale quanto mai indicativo di questa
triste realtà: sono le persone che, ad ogni picco di freddo,
muoiono assiderate nelle città delle “radici cristiane” del
nostro Paese, dell’Europa e del mondo intero.
Secoli
e secoli di epidemie liturgiche e sacramentali, folle oceaniche a S.
Pietro, per ricevere la benedizione, un nutritissimo stuolo di chiese e
di ordini religiosi, annidati nei siti più confortevoli
dell’Urbe, ed ecco la pietra d’inciampo: gli ultimi, essi pure
irrepetibili figli del Padre buono e onnipotente, se ne stanno morti
assiderati negli angoli bui, fuori dalla porta della casa di Dio…
A
quando la giornata mondiale del
silenzio, per equalizzare forma e
sostanza? Una sostanza coperta dal plurisecolare silenzio dei
finti discepoli di Colui che proclamò: Beati i poveri in
Spirito, cioè coloro che scelgono il necessario e
condividono
ciò che eccede con chi ne è privo.
Mario
Mariotti
18
gennaio 2008