E
noi, di chi
siamo mani ?
Abbiamo sotto
agli occhi:
- l'efficacia
delle religioni in rapporto alla pace (il Dio cristiano, Allah e
Iavé, in Medio Oriente, rischiano
l'esaurimento nervoso per
depressione, viste le opere dei loro rispettivi fedeli )
-
l'evidenza che Nostro Signore é stato assassinato dalla
religione, dai custodi della Legge, dai sacerdoti
che, sempre in buona fede, svolgono il pio esercizio di iene della
Verità
- l'evidenza che
questo assassinio di Nostro Signore indica nella religione il
principale ostacolo, il più maligno, nemico dell'Incarnazione,
che, a sua volta, é sostanziata da una laicità fraterna,
razionale e solidale
- l'evidenza che
il Vangelo indica la casta sacerdotale come il soggetto più
refrattario ad accogliere la Parola (fra i ricchi ce n’é uno:
Zaccheo, che si converte, e restituisce il quadruplo di quanto ha
rapinato; qualche scriba o fariseo che cambi atteggiamento in
rapporto al Signore io devo, ancora trovarlo)
- quale sia
l’efficacia delle religioni in rapporto alla Giustizia, alla
Libertà, all'Eguaglianza ed alla Fraternità (il nostro
mondo diviso in modo che il 20% della popolazione divora l’80%
delle ricchezze del pianeta, mentre la sterminata moltitudine dei
poveri deve stare attenta che i fedeli-credenti
del Nord non le rubino anche le briciole)
- l'evidenza che
una pace che non fosse accompagnata dalla Giustizia sarebbe una pace
blasfema (anche senza guerre la rapina dello scambio ineguale e
l’usura del debito estero dei Paesi poveri provocano la morte di un
enorme numero di piccini nella grande favela del Sud)
- l'evidenza che
non é stato Dio a fare l'uomo a sua immagine, ma l'uomo stesso a
fare Dio a propria, immagine, e questo per poterlo usare a proprio
vantaggio e a danno di altri uomini
- l'evidenza che
la religione é una, espressione di cripto-egoismo, usata per
distinguersi dagli altri e per non condividere con loro i doni del
Padre comune (per contrastare l'incarnazione dell'Amore nella
realtà concreta di queste nostro terribile mondo, saturo di
sofferenza generata dall'ingiustizia e dall'alienazione religiosa)
- l'evidenza che
Gesù é un laico, che non ha portato un nuova religione,
ma un modo di giudicare, di scegliere, di con tutti gli altri viventi;
che é venuto per liberarci dalla religione, dalla mediazione
sacerdotale, e per farci capire la nostra collocazione strutturale di
mani dell'amore di Dio per noi
- l'evidenza,
infine, che senza cultura del necessario e condivisione con amore non
avremo la giustizia, la quale, a sua volta, é la Madre della Pace
Nonostante tutto questo, continuiamo:
Quando
impareremo che Dio é Spirito,
che noi siamo corpo, che la Vita é Spirito e corpo, e che noi
dobbiamo dare corpo allo Spirito, in modo che prenda vita e
operatività l’Amore incarnato, e venga portata a compimento la
trasformazione di questo nostro mondo in Regno?
Quando capiremo
la tremenda realtà, la più dimenticata e
la più rifiutata, che noi siamo sempre mani di qualcuno; che
il positivo o il negativo passano per i nostri giudizi, per le nostre
scelte, per i nostri comportamenti; che se Hitler ha potuto fare quello
che ha fatto e Bush può fare quello che sta facendo oggi,
è perché c’è sempre chi da corpo, che da vita, chi
immette nella concretezza storica i loro progetti maligni?
Quando
rifletteremo sulla nostra condizione strutturale di mani,
e a chiederci a chi stiamo prestando le nostre mani ? Balzerà mai
evidente che mentre molti si dichiarano fedeli e
credenti in Dio nella realtà si ritrovano ad essere mani
di
Mammona, zelanti servitori degli idoli di questo mondo, cioè
della ricchezza. Del potere e del piacere?
E noi stessi,
quale progetto stiamo materializzando, a quale spirito stiamo dando
corpo, per quale futuro prestiamo le nostre mani?
Se ci renderemo
conto di stare dando corpo ad un rapporto religioso e quindi alienato
con Dio, di stare materializzando il capitalismo moderato,
l’interclassismo politico, la soggettività dei bisogni, il
servizio a tutti i miti proposti da questo nostro brutto mondo, che
bestemmia la Verità e lascia morire le “piccole vite”, sapremo
prenderne le distanze?
Di chi
sceglieremo, in futuro, di essere “mani”?
17
settembre 2006