Se mancano le opere


Gli Usa hanno una bellissima Costituzione, estremamente rispettosa dei diritti dell'uomo, al quale riconosce perfino il diritto alla felicità? Perfetto! Fra i principi enunciati e la loro materializzazione però c’è stata qualche piccola incoerenza, e qualche contraddizione di dettaglio…

L'uomo era depositario dei diritti umani indisponibili purché non fosse ...
un pellerossa,
un giapponese nell'agosto del "45,
un sindacalista non mafioso, un comunista,
un fondamentalista di una religione diversa,
un qualsiasi bipede che osasse attentare all'insaziabile sete di profitto, di consumo e di potere dello Stato-guida.

Oggi che non c'è più il comunismo, il nemico indispensabile ai buoni per essere tali è il terrorismo, (tutti i resistenti sono squallidi terroristi!), e quatti quatti gli Usa sono regrediti ad un diritto ispirato ad una logica anteriore ad Hammurabi per quanto riguarda la guerra, (io ti acceco un occhio prima che tu mi rompa un dente = guerra preventiva) ed anteriore al Beccaria per quanto riguarda la tortura (i sospetti di terrorismo finiscono nelle Guantanamo ed Abu-Graib oggi legalizzate dal congresso americano). Alla faccia della  Costituzione perfetta!


E noi, qui in Italia, come siamo messi? Anche noi abbiamo una bellissima Costituzione, ...
una Repubblica fondata sul lavoro (condizione eucaristica laica),
degli Articoli che propugnano la trasformazione della società verso l’egualitarismo,
la proporzionalità della tassazione in rapporto alle condizioni economiche personali,
il rifiuto categorico della guerra, e via dicendo.

E allora? E allora salta fuori che abbiamo il diritto al lavoro solo se precario e fluttuante, che abbiamo perfino il lavoro schiavo, che moltissimi imprenditori dichiarano di guadagnare meno dei propri operai. A questo proposito, perché non si fanno assumere dai propri dipendenti? Che stiano facendo la San Vincenzo in Afghanistan ed in quell'Iraq che la guerra di aggressione americana ha trasformato in un enorme mattatoio, con tutte le tremende e strazianti sofferenze che deve subire chi ha la sola colpa di avere del petrolio sotto i piedi: bombe a  frammentazione, bombe al fosforo che riducono le persone in scheletri all'interno dei loro vestiti... Intatti, chi saranno quegli accidenti antropomorfi, che dedicano la loro vita a mettere a punto questi terribili strumenti, che mettono in crisi il boia di Auschwitz?


E quanti sono i documenti sui diritti umani fondamentali che sono stati partoriti un dall'ONU, dall'UNICEF, dall'OMS, dalla FAO, e quale è invece la situazione reale del pianeta?
Il 15% della popolazione mondiale che soffre di obesità, che divora l’80% delle ricchezze, mentre quasi un miliardo di persone soffre sistematicamente la fame, quasi due non hanno accesso all'acqua potabile, centinaia di milioni sono sfruttati in lavori massacranti, che coinvolgono anche bambini, popolazioni di interi Paesi, soprattutto africani, che non hanno accesso ai farmaci che potrebbero salvare la vita ai malati di AIDS, tubercolosi, malaria, meningite, e via di seguito.

E che dire infine di tutti i cosiddetti credenti, dei bipedi religiosi, di coloro che hanno in mano alla Bibbia, il Corano, o il Vangelo?
I risultati si vedono da sempre, e oggi si vedono più esplicitamente in Terra Santa, che la sofferenza imposta dagli Israeliani ai Palestinesi ha trasformato in terra dannata, senza giustizia e senza pace, e si vedono più in generale nel mondo, del rapporto Nord-Sud, nella pratica di quel capitalismo privato, di quel mercato e di quel meccanismo del debito dei Paesi poveri che continuano ad amplificare le differenze di condizioni sociali, già oggi abissali, che esistono fra coloro che le stesse religioni definiscono teoricamente come tutti figli dello stesso Padre, sia esso Dio, o Allah, o Jahvè il Giusto.


Perché ho focalizzato tutti questi esempi, tutte queste differenze abissali fra il dover essere e l'essere reale?
Perché giustizia, uguaglianza, tolleranza, rispetto, solidarietà, cooperazione, fraternità, democrazia, libertà, amore e ogni altro valore, se rimangono degli enunciati stampati nelle Costituzioni, nei documenti internazionali, nei libri sacri, e non vengono incarnati da gli uomini, dalle persone, è come se non esistessero. Sono come dei testi di medicina in mano a degli analfabeti: non trovano chi, facendoli propri, li traduca in terapie per i malati. Sono come degli spiriti che non trovano i corpi necessari per realizzare l'evento miracoloso di quella “vita” che, sola, potrebbe permettere loro di trasformare una materialità ingiusta e piena di dolore in un creato fraterno e solidale, che potesse sperimentare la dolcezza e la gioia dell'Amore incarnato (sto definendo in questo modo il Regno, questo nostro mondo nel suo futuro secondo Dio).


Il Signore, prima di essere il paradigma dei giudizi, delle scelte e dei comportamenti che possono costruire il Regno, è anche il paradigma di questa verità che è anche la Verità: se noi non incarniamo l'Amore nell'Amare, la Trascendenza resta sconosciuta, e l'immanenza il caos che sperimentiamo noi e ben di più e non-garantiti della grande favela del Sud. Dio, i Valori, la Verità, sono un'unica Verità, un unico Spirito, che si autosostiene, che non ha bisogno di pezze d'appoggio, che include in sé stesso la radice del proprio valore. Tutto quello che ha detto e fatto nostro Signore include una validità intrinseca a se stesso, e non necessita di nessun supporto o miracolo per fondarlo. Siccome la Verità è Valore assoluto e si autofonda, una cosa vera e tale non perché l’ha detta Gesù, (lettura religiosa della realtà), ma Gesù è Gesù perché dice cose vere (Gesù paradigma di Verità incarnata).

L'etica, la pratica dei Valori, non ha bisogno di teologia. La religione definisce il rapporto uomo-Dio; la laicità il rapporto uomo-uomo. L’etica, la qualità positiva del rapporto uomo-uomo (l’amatevi fra voi come Dio vi ama nel Vangelo è messaggio laico) è Verità, e quindi è da Dio stesso, il quale, a sua volta, che l'Assoluto, la radice e la stessa Verità.

Il nucleo più significativo quindi - e per concludere - del messaggio incluso nell'evento Gesù, nella vicenda umana di questa persona assassinata perché voleva indicare nel rapporto religioso dell'uomo con Dio il primo dei nostri peccati, perché nessuno può presumere di conoscere, possedere e usare la Verità, cioè Dio stesso, è proprio quello della insostituibile necessità dell'incarnazione, dell'Incarnazione di una Verità che deve prendere corpo nel mondo per entrare nella vita e poter portare il necessario e la gioia ad ogni vivente.


L'amatevi fra voi come Dio vi ama si sostiene anche senza un Dio nella trascendenza. L’amatevi fra voi è un progetto laico immanente che include già Dio dentro a se stesso, perché è una verità generata non dall'Altissimo e onnipotente, ma dal Dio-con-noi che vive ed opera nel nostro amore fra noi, amore che dovrà affinarsi sempre di più, fino ad includere anche minimi, anche le piccolissime vite.

Mario Mariotti
5 febbraio 2007

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