La resistenza anche nella Chiesa

 

Nel momento in cui il Signore muore assassinato dal potere religioso-politico del suo tempo, il Vangelo annuncia che si squarcia il velo del Tempio, per cui cade la separazione fra il sacro e il profano, fra la religione e la laicità. Cristo-Paradigma viene sepolto, risorge, lancia gli ultimi messaggi e poi ascende al Cielo. Adesso il compito di ridare corpo al Verbo nel mondo é nostro, tocca a noi, e noi tutti siamo semplicemente tralci della vite, mani di Dio che devono trasformare la realtà secondo Amore, seguendo il Modello nei suoi giudizi, nelle sue scelte, nei suoi comportamenti. Quando iniziamo ad amare, ecco il natale dell'Amore incarnato; quando continuiamo ad amare, ecco la resurrezione del Verbo che diventa presente ed operativo, e lavora per la costruzione del Regno.

Da un lato si laicizza il sacro, dall'altro si sacralizza il laico, dato che per ogni vivente, sacri devono venir considerati gli altri viventi, e lui per loro, essendo tutti quanti creature dello stesso Padre, e oggetto del suo amore che arriva a loro attraverso lui.

Ho fatto questa premessa per comunicare agli eventuali lettori che io dal Tempio non mi aspetto certo la salvezza. Esso ha trasformato in religione Colui che era venuto per liberarci proprio dalla religione, ha ricucito il velo squarciato, ha riempito di sacralità ogni potere di questo mondo (purché stesse con il capitale), continua imperterrito a pensare a se stesso e a benedire chi usa il Signore contro l'uomo per rendere gloria agli idoli della ricchezza e del potere.

Anche se non mi aspetto niente di buono e di determinante dal Tempio, tuttavia riconosco che, data la cultura delle catto-pecore in rapporto al Papa, la scelta di un pontefice rispetto ad un altro é un evento importante, sebbene (per un certo verso, sempre in negativo) possa essere più o meno tale a seconda della scelta stessa. Non so come facciano i cattolici a non accorgersi che il vedere nel Papa il vicario di Cristo equivale a bestemmiare; che il dogma dell'infallibilità é un assurdo del quale dovranno rendere conto; che é una cosa indegna ululare di entusiasmo per il nuovo Papa apoditticamente, a scatola chiusa, col cadavere del precedente papa ancora caldo.

Tuttavia i cattolici esistono, e sono tanti, per cui l'elezione di un Papa invece di un altro può avere molto peso, dato che uno potrebbe accelerare ed uno invece ritardare il futuro secondo Dio, il Quale continua a sperare nel suicidio della religione in favore dell'Incarnazione, e che questa conversione, che questo passaggio, non abbia tempi geologici, data la violenza che il Regno continua a subire, oggi come ieri, nei più piccoli dei nostri fratelli, oggetto privilegiato del Suo amore.

Ed ecco allora, dopo tante parole, il mio pensiero sull'elezione di Ratzinger, di Papa Benedetto XVI, che io penso sarà purtroppo fra quelli che rallenteranno e che cercheranno perfino di bloccare la conversione da un cristianesimo religioso ad una laicità evangelica incarnata.

La sua provenienza dalla Baviera, l'assenza esperienziale della fame, della precarietà, dello sfruttamento, delle umiliazioni, il suo determinato impegno a rendere presente, efficace, operativa quella che un tempo era la dannata Inquisizione, il ritenersi detentore e custode (e non ricercatore e servitore) della Verità, possono far temere il peggio. Si vede che lo Spirito Santo, lievemente contrariato dalla scenografia mediatica del Conclave, probabilmente ha preferito andare a fare due passi in un'altra galassia, per non incavolarsi troppo e dimenticare la propria infinita pazienza e così i cardinali meno sensibili a certi problemi hanno scelto uno di loro.

lo non so come potrà andare a finire, ma voglio indicare quello che ritengo sia il peggior pericolo verso il quale questo pontificato ci potrà portare (oltre ad un regresso alla religiosità da Concilio di Trento): così come l'Impero pilotò l'elezione di Wojtyla e dopo lo usò per imbrogliare l'utopia della fratellanza, quella socialità reale che, pure nelle inadempienze delle proprie determinazioni, conservava comunque la perla preziosa di un maggior rispetto dei poveri, di quegli ultimi che oggi il capitalismo reale emargina e schiaccia in modo ancora più ripugnante, adesso io temo che sempre lo stesso Impero abbia pilotato questa elezione in funzione anti-islamica.

Gli USA hanno bisogno, per essere i buoni, di un cattivo, per giustificare la propria volontà di potenza e per far funzionare il proprio apparato industrial-militare. Non ci sono più i comunisti? Bene! Possono essere sostituiti dagli islamici, tutti potenziali terroristi e fondamentalisti (con la blasfema intenzione di innalzare il proprio livello di vita abbassando quello dei cittadini dell'Impero). Ecco allora la politica imperiale, ecco gli Stati-canaglia, ecco la guerra preventiva, ecco infine un Papa che vive ideologicamente il cristianesimo, che vede in esso quella superiorità che può essere utile per sacralizzare l'Occidente stesso e quelle sue radici cristiane che fanno di noi il popolo eletto, e giustificato ad esportare i propri valori, in modo anche violento.

Questo è, per me, il maggior pericolo di questa elezione, che può provenire da chi volutamente dimentica che le nostre radici hanno portato a (o non sono riuscite ad impedire) lo sterminio dei popoli nativi delle Americhe, il colonialismo, le guerre mondiali, l'olocausto, l'ingiustizia blasfema del rapporto Nord-Sud, il recidivo silenzio su una guerra di aggressione che l'Occidente continua a praticare oggi, in tempo reale, e anche in nome del Dio cristiano.

Ecco il mio timore in rapporto alla scelta di Ratzinger, un Benedetto che potrebbe rivelarsi deludente per coloro che non pensano solo di possedere e di usare, ma di cercare e di servire la Verità, che sanno che ci si deve convertire dalla religione all'Incarnazione, che cercano di vivere quest'ultima nelle dimensioni della cultura del necessario e della condivisione con amore.

Speriamo non sia così, speriamo che lo Spirito Santo rientri dall'esilio iniziato ai tempi di Costantino, e noi, in ogni caso, attrezziamoci a resistere: a resistere alla logica dell'Alleanza, a quella del Dio-con-noi, a quella della Sposa dell'Agnello che non sbaglia mai. E impegnamoci a vivere quella laicità fraterna e solidale che é la dimensione evangelica di cui il Signore é stato Paradigma.

 

Mario Mariotti (aprile 2005)