Radio Mammona
Al tempo in
cui Escrivà de Balaguer faceva da padre spirituale a Francisco
Franco, nel di lui pio esercizio di estirpazione del cancro comunista
dalla Spagna, durante la guerra civile, provocando un ingorgo
nella
colonna di coloro che si presentavano davanti a San Pietro
anticipatamente, a causa di morte violenta, mi risulta che una delle
iniziative del connubio chiesa-fascismo di quel tempo fosse quella
di nominare Maria, la madre di Dio, generalessa
dell'esercito
franchista, il quale svolgeva la funzione salvifica del massacro
dei
nemici di Dio. E nemici anche dei ricchi, della borghesia conservatrice
spagnola di quell'epoca.
Ora, siccome
Maria, venuta a conoscenza di questo, non voleva e non poteva
bestemmiare, e non voleva affatto apparire ai piccoli pastorelli
di Fatima per dare il messaggio-invito a pregare Lei stessa - la qual
cosa é assurda e di cattivo gusto - e siccome non avrebbe voluto
essere coinvolta nel salvataggio miracoloso del papa, per non creare
ingiustizie nei propri rapporti con le vittime non miracolosamente
salvate nei tanti altri attentati terroristici, vi lascio immaginare in
quale enorme disagio sia stata messa, in quelle circostanze, la
madre del Signore.
E vi lascio anche immaginare in quale disagio Ella si trovi oggi ascoltando gli ululati anti comunisti di Radio Maria, che in Polonia é riuscita a far vincere le elezioni ai conservatori, ma da noi ha fallito l'obiettivo di far rieleggere, attraverso il galoppino Casini, quel Berlusca che é paradigma di povertà francescana, di gestione cristallina della cosa pubblica, difensore delle radici cristiane dell'Europa, e di Mediaset, e dell’enorme capitale di sterco del demonio che lo colloca fra le persone più ricche del pianeta.
Povero Magnificat! Qui non si tratta di qualche adattamento, ma di una commissione teologica che ha messo a punto il suo rovesciamento radicale! Maria, ora, magnifica il Dio degli eserciti che innalza i potenti ed abbassa gli umili, che riempie di doni i ricchi, che vorrebbero avere tutte le braccia della Dea Kalì per tenerli stretti meglio, e rimanda i poveri a mani vuote, per non creare loro dei problemi di natura fiscale...
Fra poco fa Madre del Signore si vedrà costretta ad accendere un mutuo per comprare un grosso quantitativo dell'infinita pazienza di Dio, per poter resistere alla tentazione di anticipare l'entrata della benemerita Radio Mammona fra le delizie del party della Geenna, dove lo stridore dei denti, distorto e amplificato dai microfoni, creerà qualche problema a quelli che pensano di rendere servizio al Padre determinandosi come i più zelanti e assatanati paladini di Sua Maestà Mammona.
Povera Maria, e poveri noi che continuiamo, in buona o in cattiva fede, a rifiutarne la conoscenza ed il messaggio! Come facciamo, dove troviamo le pezze d'appoggio per fare della Madre del Signore, quello che stiamo facendo di Lei?
Perché
la Madre del Signore, che, é la più vicina nella
conoscenza di Dio, ci dovrebbe invitare a pregarlo, quando sa bene che
Egli é Padre, e che ogni padre, come ogni madre, ha sempre
già fatto il proprio possibile a favore delle proprie creature?
Essendo Lei il paradigma della necessità del sì
dell'uomo perché si possa realizzare l'incarnazione dello
Spirito-Verbo-Amore nel mondo, essendo Lei il paradigma che questo sì, come permise al Verbo di
incarnarsi in Gesù,
permetterà a noi, se ameremo, di ridargli resurrezione ed
operatività nella concretezza della nostra esperienza
quotidiana, perché dovrebbe invitarci a chiedere quello che
dipende da noi stessi per essere fatto?
Perché Maria dovrebbe invitarci a pregare Lei stessa, perché si trasformi in nostro avvocato difensore, nel contenzioso fra noi e Dio), a causa delle cavolate che noi mettiamo in atto contro i nostri fratelli? Perché facciamo di Maria una statua con in mano quel rosario che ci indicherebbe la necessità di pregare con una insistenza ossessiva proprio Lei, con un rosario che nelle Sue mani diventerebbe assurdo, così come é assurdo per noi pregare Dio che convinca noi stessi a fare quello che dipende da noi stessi, ma che noi non vogliamo deciderci a fare?
Non sarebbe ora, dopo secoli e secoli di alienazione, di superare i concetti religiosi della preghiera e della intercessione, dato che il fondamentale del messaggio del Signore e di Maria é il dare corpo, il dare carne alla volontà del Padre in questo nostro terribile mondo, e dato che tale volontà si determina nella necessità da parte nostra, di amare, di servire, di lavorare onestamente per gli altri, di condividere con loro il necessario alla vita? Perché mettere l'amore di Dio per noi a servizio delle nostre omissioni e della nostra violenza ai danni dei nostri fratelli, mentre dovremmo finalmente capire che noi stessi siamo le mani del Suo amore per loro? Lui è la Vite, noi i tralci, Maria è paradigma del sì che Dio chiede all'uomo per incarnarsi, Gesù é paradigma dei giudizi, dei comportamenti e delle scelte che incarnano l’Amore e portano a compimento la creazione nel Regno.
Una sintesi significativa é quell'enunciato di Gesù quando dice che chi fa la volontà del Padre, gli é padre, madre, fratello e sorella. Questo significa che il rapporto fra noi e Dio non é caratterizzato dall'alterità, che casomai prega e chiede intercessioni; quando amiamo, serviamo e condividiamo, è Lui che esiste ed opera in noi, noi siamo tralci innestati nella Vite, noi siamo il Corpus Domini per la trasformazione della materia in un mondo docile all'Amore.
L'Amare é la Vita eterna, che genera, sostiene, migliora ed amplifica la Vita. Quando amiamo, siamo già inclusi nell'eternità della Vita, e quando accumuliamo e sfruttiamo ci autoescludiamo da Lei. Il sì di Maria alla volontà di Dio permise al Verbo di farsi carne; il nostro sì alla stessa volontà permetterà a Lui di riprendere corpo - il nostro - e di portare a tutte le creature la dolcezza e la gioia dei frutti dell'amore incarnato. Non sarà finalmente ora, dopo secoli e millenni di alienazione religiosa di capire come capì Maria di dire sì come fece Lei, rischiando grosso, perché a quei tempi la religione usava una violenza spaventosa, torturando ed uccidendo in nome di Dio, di dare il nostro contributo all’incarnazione del Verbo nel qui ed ora della nostra vita?
Gesù
ci dice che se avremo fede (cioè, se praticheremo amore), faremo
cose più grandi delle Sue. Oggi una semplice
operazione alla cataratta permette una
vecchiaia serena a coloro che fino a pochi anni fa avrebbero
concluso la loro vita nella condizione tristissima di ciechi. Se avremo occhi per
vedere e
riconoscere la prassi laica dello Spirito ci accorgeremo che é
vero.
Ma questi miracoli laici non li dovremo mettere in orgoglio e presunzione: non siamo noi, é Lui attraverso di noi. Noi siamo gli strumenti, i tralci, e tralci provvisori, e Lui é la Vite, e l'eternità della Vite, passando per le nostre mani, farà nuove tutte le cose.
20
giugno 2006