La preghiera: mancanza di fede?


Sì, ho paura che sia così, che la preghiera sia un sintomo, un segno della nostra mancanza di Fede. Dico questo perché Gesù ci ha rivelato che Dio non è l'Ente supremo onnipotente, da adorare, ringraziare, placare e pregare, ma il Padre buono di cui noi dobbiamo essere mani e corpo.

Il Padre, come quasi ogni padre, non ha bisogno di essere pregato da figli per determinarsi a concedere loro quello che essi gli chiedono. Il Padre, come quasi ogni padre, il possibile a favore dei propri figli, o lo ha già fatto, o lo fa senza bisogno di essere pregato. Al Padre, come quasi a ogni padre, l'unica cosa che interessa è che i propri figli si amino fra loro come Lui li ama; e sarebbe contento se l'amore esercitato dai figli si estendesse ad ogni vivente nel creato, perché Dio supera qualsiasi determinazione, ma ha attinenza con l'Amare, e questo Amare genera la Vita, e ogni vita è una complessità miracolosa ed irreperibile.

Detto questo, anch'io ho poca Fede, soprattutto quando ho fatto la mia parte nel modo che mi lasci la coscienza tranquilla (il che non succede quasi mai). Poi cerco di autoconvincermi che il Signore ha già fatto o sta già facendo il possibile, e penso che Egli ami più di me l'oggetto del mio affetto e della mia preoccupazione; quindi mi faccio forza, e continuo a fare il mio possibile.

Sono sicuro che il fare il possibile sia la migliore preghiera, ed anche la risposta del Padre alle nostre preghiere. E sono altrettanto sicuro che, se invece di pregare Dio che intervenga e faccia Lui quello che dovremmo fare noi, ci decidessimo a fare noi quello che dobbiamo fare noi (quello che strutturalmente passa per le nostre mani per entrare nella realtà incarnandosi nel qui e ora della nostra esperienza concreta), sono sicuro che l'evoluzione del nostro mondo verso il Regno acquisirebbe un impulso determinante.

Proviamo a immaginare ...
- che i monasteri si trasformassero in centri di ricerca per il contenimento della sofferenza e la cura delle malattie
- che i missionari lavorassero per coscientizzare sindacati e politici verso i poveri, tali perché sfruttati
- che la dottrina, pratica micidiale sulle nuove generazioni perché ideologizzante la Fede, venisse sostituita dall'educazione civica secondo i Valori della Costituzione
- secoli e secoli di preghiere, esercizi spirituali, riflessioni teologiche, dedicati invece alla ricerca scientifica, razionale ed amorosa, per togliere il dolore e portare il necessario e la gioia
- che tutto il tempo e l'energia comunque espressi nella preghiera dell'uomo verso Dio si transsustanziassero in impegno per risolvere i problemi dell'uomo

Questo è esattamente ciò che il Padre vorrebbe da noi, tralci della vite necessari perché il Suo amore possa arrivare a noi, e saziare ogni vivente. La Parola dice che il tralcio non dovrebbe importunare la Vite dicendo Signore, Signore, ma che è necessario che esso si determini facendo la volontà del Padre, e questa volontà è che ci amiamo fra noi come lui ci ama.

L'Amore, per incarnarsi in modo efficace e significativo, ha bisogno dell'intelligenza, dell'impegno, dello studio, della razionalità, del lavoro, della ricerca, delle persone e delle strutture necessarie per poter sussistere ed operare. Queste sono le preghiere gradite al Padre, poiché il Regno passa strutturalmente attraverso di loro.

A proposito di preghiera, e della necessità di pregare, mi vengono in mente le apparizioni della Madonna, la quale, a quanto riferiscono, insisterebbe molto sulla necessità della nostra preghiera. Personalmente non credo che Maria sia mai apparsa, ma se fosse apparsa, non ci avrebbe detto di pregare né lei (il che sarebbe, tra l'altro, di cattivo gusto), né il Padre, che, in quanto Padre, non sa cosa farsene delle nostre epidemie liturgiche, sacramentali e oranti.

Se Maria apparisse, ci direbbe di condividere, dato che la pace ha come unica madre la giustizia, ripetendo, Lei, figlia di suo Figlio, l'invito del Signore; e questo non avrebbe bisogno di spiegazioni, perché è strutturale che l'amarci fra noi come Dio ci ama passa per la condivisione dei doni del Padre fra tutte le creature. Ma non voglio creare problemi a chi crede nelle apparizioni: posto che il sabato è per l'Uomo, se il credere alle apparizioni porta sollievo e speranza, costui fa bene a crederci. Fa bene a crederci, ma sicuramente non può evadere dalle sue responsabilità di essere mano di Dio, tralcio della Vite in rapporto alla condivisione.

Proviamo a scuoterci, a fare il salto di qualità dall'infanzia religiosa alla Fede adulta. Non c'è Dio da una parte, noi dall'altra a pregare, in mezzo i sacerdoti ad insegnarci il modo di farlo, e Maria a ripeterci di farlo.
Per darci il nostro pane quotidiano, Dio ha bisogno della filiera che parte dal contadino e arriva alle mani della persona che ce lo allunga a tavola. Per guarirci dalla lebbra o dalla tubercolosi, Dio ha bisogno della filiera di tutti coloro che impegnandosi, studiando e lavorando, hanno messo a punto le medicine ed i servizi sociali necessari a raggiungere, curare e guarire i malati.

Questo è il meccanismo strutturale dell'Incarnazione, scelto dal Padre che ci ha coinvolti nel Suo progetto di costruzione del Regno, edificato da questo nostro mondo liberato dalla sofferenza, dalla violenza e da ogni negativo, e pieno di gioia e consolazione anche per i minimi.

Quindi, per chiudere in gloria, e sempre ripetendo il solito ritornello, proviamo a capire che noi siamo la risposta alle nostre stesse preghiere, per cui la vera ed unica preghiera gradita al Padre è il nostro amore fra noi, amore che si oggettiva in condivisione predisponendosi alla cultura del necessario, oltre il quale (il secondo vestito) il nostro non è più nostro, ma degli altri viventi, destinatari dell'amore del Padre che passa attraverso noi.


Mario Mariotti

28 febbraio 2007