I pilastri dell'alienazione


Se io credo, come mi insegna la chiesa, che Dio sia onnipotente e buono, se sono in difficoltà, e prego, e sperimento il silenzio di Dio, allora posso pensare che Lui ce l' abbia con me perché non ho fatto quello che avrei dovuto fare. Lui è onnipotente e buono, potrebbe intervenire, non lo fa, io sono fuori dalla Sua amicizia, sono escluso dalla Sua grazia perché ho peccato.

Se io credo, come mi insegna la chiesa, - che l'esercizio della sessualità sia unicamente finalizzato alla procreazione, per cui un amplesso é permesso sì e no ad ogni anno bisestile, dato che questo peso eccessivo é impossibile da portare, ma sono stato convinto che Dio voglia questo, allora mi sentirò sempre in colpa, e sarò sempre alla ricerca di un'assoluzione, che sarà sempre solo provvisoria, e seguita dal peccato, e quindi dall'accusa dello stesso al confessore, e quindi da una nuova assoluzione per il peccatore sempre recidivo.

Se io credo infine, come mi insegna la Chiesa, che il Signore abbia dato a lei questo potere assolutorio in rapporto al precedente peccato, che é strutturale, ed agli altri peccati, che sono più congiunturali, io vedrò nelle sue mani le chiavi del Regno dei cieli, io le riconoscerò il potere, di farmi rientrare, attraverso l'utilizzo del capitale inestinguibile della Grazia acquisito dall'Agnello immolatosi per noi, nella condizione di amicizia con Dio onnipotente, che tiene il destino di tutte le creature nelle proprie mani.

Questi, secondo me, sono dei pilastri che sostengono tanto la traduzione religiosa di una Parola che ci indirizzava in tutt'altra direzione, quanto l'enorme potere che la casta sacerdotale ha sulle coscienze di coloro che dovrebbero essere dei praticanti amore, e, invece, sono dei credenti nel potere sostitutivo di Dio da parte della casta stessa.

Queste, secondo me, anche le tre perversioni che dimostrano la nostra non fede nella Parola, che celano la logica dell'Incarnazione, che nascondono il nuovo di Dio annunciato da Gesù, che sostengono quella micidiale trinità, a volte separata, a volte unita negli stessi soggetti, di ricchezza, potere e religione, che fa sì che uno non serva, ma si serva della Verità per ingrassare sé stesso, o per mettere in pace la propria coscienza con sé stesso, avendo sempre, come priorità, la salvezza di sé stesso.

Il messaggio di Gesù, invece, é agli antipodi. Dio non é sovrano onnipotente ma Padre; il padre non é lassù ma é con noi, é, una Trascendenza immanente a noi stessi. La sua bontà non é onnipotente, ma ostaggio del “sì” dell'uomo, che é il luogo ed il tempo della possibilità di interconnessione fra lo Spirito-Amore e la materia, il mondo, per la trasformazione di quest'ultimo secondo Amore.

L'esercizio della sessualità, poi, rientra, é una delle manifestazioni, dei gesti d'amore della coppia, e mon ha certo fini esclusivamente procreativi. Il pensare infine che Dio deleghi ad una casta di sacerdoti il potere di rendere Lui stesso presente ed operativo attraverso l'Eucarestia e gli altri sacramenti, in modo da porsi a servizio della casta, e dipendente da lei, é semplicemente assurdo, per non dire blasfemo.

E, d'altra parte, a ben pensarci, é assurda tutta la traduzione che noi facciamo di quello che ci ha detto Gesù.

Egli ci dice che Dio ci é Padre, e noi ne facciamo un Re e ci dichiariamo sudditi
Egli ci dice che la ricchezza é un negativo, e noi la perseguiamo con ogni impegno ed astuzia
Egli ci dice di fare di noi stessi pane per gli altri, e noi facciamo, degli altri, pane per noi
Egli ci dice di amarci fra noi come Lui ci ama, e noi, dichiariamo il nostro amore a Lui e indifferenza o peggio per i fratelli
Egli ci dice che Uno solo é il Padre ed il Maestro, e noi ci dividiamo in modo indegno in caste gerarchie e religioni
Egli ci dice di non rispondere con la violenza, e noi digeriamo le guerre gli armamenti, i cappellani militari
Egli ci dice di essere Sue mani per costruire il Regno, e noi trasferiamo il Regno nell'alto dei cieli, e costruiamo l'inferno sulla terra
Egli ci dice di condividere i frutti dei nostri talenti, che sono doni del Padre, e noi mercifichiamo i talenti per l'accumulo privato
Egli ci dice che siamo tutti fratelli e che tutti sono prossimo, e noi troviamo sempre il modo di costruirci dei nemici
Egli ci dice che il nemico é interno a noi stessi, che la Verità é soffocata dagli idoli, e noi ce la prendiamo sempre col prossimo e perseguiamo la cultura degli idoli indotti
Egli ci dice di amare, e noi preghiamo e accumuliamo, e siamo la bestemmia vivente del progetto di Dio per noi

É forse questa la nostra fede in nostro Signore Gesù Cristo? Quando Giovanni evangelista dice: Dio é carità, é Amore, e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio in lui, avrebbe potuto essere più chiaro e significativo. Amore infatti é sostantivo, mentre Dio é Spirito, e quindi Verbo. Il sostantivo é cosa, il verbo é fare una cosa. Sarebbe stato molto più espressivo l'enunciato così formalizzato: Dio é Amare, e chi ama é in Dio, e Dio é in lui, e quando uno pratica, vive l'amare del Padre materializza l'Agape, la comunione dei beni e dei cuori, con tutte le altre creature.

Attenzione quindi a parlare di Agape: si rischia l'apologia di reato! Il materializzare l'Amore nell'Amare porterebbe alla condivisione dei beni e dei cuori, e ne sortirebbe quella società strutturalmente solidale, quella comunione scelta in libertà e praticata con amore che sarebbe il risultato ineludibile della materializzazione dello Spirito.

Non per niente la Chiesa storica, l'Incarnazione prostituita in religione, ha sempre demonizzato il comunismo, e dichiarato di non far politica o dimenticando di concludere l'enunciato con di sinistra.

Il Dio di Gesù, cioé l'Amare, se scelto e praticato, consuma, contrasta, estingue l'accumulo, la ricchezza; e si arriva alla cultura del necessario ed alla condivisione con amore (al socialismo con tenerezza); l'Amare si esprime attraverso di loro proprio quello che avrebbe dovuto essere il frutto delle radici cristiane e che invece ha trovato nel cristianesimo reale, religioso, un nemico mortale. E oggi la trinità negativa ricchezza, potere e religione continua a prosperare, e a lasciare Dio-Patria-Famiglia in appalto alla Destra e continua ad opprimere le coscienze con dei pesi che creano dipendenza, alienazione, negazione della Verità.

Ci riusciranno gli uomini, dopo tanti secoli di rincoglionimento, a liberarsi, a capire che la triade negativa bestemmia Dio Padre-Figlio e Spirito, le tre determinazioni di un'unica Sostanza, che chiede il nostro , implicito o esplicito, per portare a compimento la creazione secondo Amore? Il Figlio si é incarnato ed ha accettato il proprio assassinio per farci capire questo, e continua ad aspettare il nostro .

 
Mario Mariotti

 15 aprile 2006