Peccato
contro lo Spirito
Pur impegnandomi nel
cercare di adeguarmi al messaggio del
Signore, confesso che mi trovo ancora solo all'inizio del cammino. Se
provo a diradare la nebbia in cui la formazione religiosa ricevuta mi
ha immerso, vedo un Signore che individua e denuncia i
due principali nemici della Verità, e quindi di Lui stesso,
corpo dell'amore di Dio: i sacerdoti e i ricchi; o, se preferite,
la religione e la ricchezza. Il secondo nemico é più
facilmente spiegabile del primo.
Se non si realizza la precondizione della cultura del necessario (chi
ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha), se si adegua al progetto
del Beati gli indefinitamente ricchi
che muove il nostro sistema, la
nostra economia e la nostra cultura, il proprio spirito si ritrova
pieno di idoli, si ritrova sempre proiettato a perseguire il
soddisfacimento dei bisogni indotti e la Verità non riesce a
venire da lui trova tutto il posto già occupato. Chi ha molti
beni, mentre pensa di essere libero e ricco, di fatto é a
servizio dei beni stessi; e sono gli stessi a possedere lui, e non
viceversa.
Molto più difficile é accettare il Messaggio del Signore
che denuncia la religione (religio,
secondo la lettura pagana) come il
negativo più negativo di tutti. Questa denuncia, più che
nelle parole (pur essendo ben presente anche in esse, dato che scribi e
farisei vengono definiti ipocriti, vipere, sepolcri imbiancati)
é strutturale al tragico destino del Signore stesso, messo a
morte, e in modo straziante, proprio dai sacerdoti, dai custodi della
Legge, e quindi dalla religio.
Gesù, in sintesi, ci dice questo: é la religio, é
la casta sacerdotale, é il rapporto religioso fra creatura e
Creatore a crocifiggere l'Amore incarnato, a chiudere la porta
all'incarnazione dell'Amore. Ad essere precisi, non é Lui a
dirlo, sono i fatti che evidenziano questa incredibile ma ineludibile
Verità.
Se non fossimo stati condizionati fin da piccoli da una formazione
religiosa che non distingueva fra Antico e Nuovo Testamento, fra logica
dell'Alleanza e progetto di Incarnazione, fra creazione compiuta e
impegno per il Regno da costruire, la realtà ci sarebbe apparsa
in tutta la sua evidente semplicità: mentre gli evangelisti
mettevano in bocca al Signore il discorso della continuità fra
Antico e Nuovo Testamento, fra religione e incarnazione, Egli - nei
fatti soprattutto, ma anche nelle parole - si poneva come elemento di
contraddizione, e testimoniava una prassi opposta a quella dei precetti
dei sacerdoti, dei custodi della legge, degli scribi, dei farisei.
In tante mie riflessioni precedenti ho messo a fuoco la
diversità radicale fra logica religiosa e logica di
incarnazione. In effetti basterebbe avere fiducia in quello che ci dice
Gesù, e cioè che Dio è Padre, traendone le dovute
conseguenze, ed ecco che tutto l'impianto religioso salterebbe. Ai
padri, infatti, non interessano l'adorazione, il ringraziamento, i
sacrifici di espiazione e le deleghe affinché facciano essi
stessi quello che dovrebbero fare i figli. Il fondamentale per ogni
padre é che i figli si amino fra loro: in questo egli ritrova i
terminali di se stesso, la propria gioia, la propria pace.
Con Gesù la religione da soluzione diventa problema, ma questa
realtà ci é talmente incomprensibile, che abbiamo
interiorizzato il cristianesimo come religione, e non riusciamo ad
accogliere questo dirompente nuovo
di Dio del cristianesimo come
criterio sulla natura e sul modo di operare dello Spirito.
Perché, allora, la religione sarebbe il negativo dei negativi?
Probabilmente il negativo più grande, il primo peccato contro la
Verità messo in atto dalla religione, da tutte le religioni,
é il credere di poter conoscere Dio, é il considerare Dio
quale entità definibile, definita, cristallizzata, immobile,
Ente supremo nella dimensione statica dell'Essere. Ogni religione ha il
suo Dio, ha le sue rivelazioni, definisce il suo Dio, ha un esercito di
teologi che ne conoscono pensieri, parole opere e omissioni, ha uno
stuolo di fedeli-credenti che pensano di conoscerlo bene, che parlano
di Lui come se Lo avessero a cena tutti i giorni.
Questa poi, a sua volta, é la porta per far entrare il top dei
negativi: il credere non solo di poter conoscere, ma anche di poter
pilotare la presenza, la volontà e l'intervento di Dio stesso.
Il principale soggetto responsabile di questa perversione, che
metterebbe Dio al servizio dell'uomo, quasi alle sue dipendenze,
é la casta sacerdotale. Attraverso le liturgie, i sacramenti, i
dogmi, la gerarchia, tale casta avrebbe il potere di rendere presente
placare, far intervenire, far sanare le situazioni
negative, e
ottenere dalla Divinità la salvezza per la vita eterna di coloro
che credono, obbediscono e, a volte su commissione, perfino combattono.
Tale potere di casta finisce con la blasfemìa di mettere
se stessi al posto di Dio, sostituire con la propria la Sua
volontà, ritenersi vicari di Lui, sentirsi mani di Lui alle
proprie condizioni, considerarsi infallibili, autoqualificarsi come
guide morali del prossimo, sentirsi suoi eletti, suoi
difensori, perfino suoi soldati contro i nemici della fede, e, alla
fine, mettere in atto atrocità quali la tortura e la pena di
morte appellandosi al Suo nome santo.
Dunque la religio, non solo
non riesce a risolvere i problemi, ma il
più delle volte ne è concausa e alimento. Essa nasconde,
contrasta e stravolge la prassi di intervento di Dio nel mondo, per cui
si mette in antitesi con la logica dell'Incarnazione per la quale il
Signore si é speso e si é lasciato uccidere. Negando che
la bontà e l'onnipotenza di Dio siano condizionate dal sì dell'uomo, mentre lo
deresponsabilizza, blocca un Amore per
noi che ha bisogno di noi per arrivare a noi.
Essa presenta un Dio salvatore che va pregato e nasconde un Cristo
paradigma che va incarnato. Essa nasconde la realtà che siamo
noi e non l'ostia consacrata ad essere il Corpus Domini, che siamo
noi la potenziale interconnessione Spirito-mondo, che siamo noi il
luogo e il tempo in cui la trascendenza immanente a noi stessi,
può rendersi presente e operativa, per portare a compimento la
creazione secondo Amore.
Questo, probabilmente l'altro negativo irreversibile della religio, il
vero peccato contro lo Spirito, che non può trovare perdono:
questa pedagogia negativa, che educa all'inversione della direzione del
flusso dello Spirito, il quale, mentre cerca delle mani che amino,
servano, lavorino per gli altri e condividano i doni del Padre fra
loro, si ritrova delle corde vocali che adorano, ringraziano, mettono
in mezzo l'Amore (da loro stessi assassinato) per aver perdonata la
propria violenza e le proprie omissioni in rapporto a quelle
creature che avrebbero invece dovuto sperimentare l'Amore del Padre
attraverso le opere e la condivisione dei propri fratelli.
Mentre la religio continua nel Padre
nostro che sei nei cieli, essa
ci nasconde il Figli miei che siete
in terra del Padre; mentre
continua a chiamare Gesù il Figlio di Dio, omette di annunciare
che il Signore, di se stesso, dice di essere il Figlio dell’Uomo, per
farci capire che la incarnazione dell' Amore nell' Amare dipende dal sì degli uomini, che essi
sono la Sua possibilità di
tornare presente e operativo nella concretezza del quotidiano, per far
evolvere una realtà, ancora satura di violenza, di ingiustizia e
di sofferenza, verso un futuro pieno dei frutti dell'amore incarnato.
Questo il peccato contro lo Spirito che non troverà perdono, e
il perdono non lo troverà non perché l'Amore, cioè
il Signore, si sarà trasformato in giudice, ma perché chi
rifiuta di incarnare l'Amore si autoesclude dall'Amare stesso, che
é l'unica realtà che attinge all'eternità della
Vita, in quanto é sostanziata da Dio stesso, che vive, sussiste
ed opera proprio nell’Amare.
Per concludere questa riflessione, che chissà per
quanto tempo ancora dovrò accompagnare nei miei circuiti
cerebrali, dirò allora che la religio
é un
peccato, e che tale peccato é originato dal mancanza di Fede:
non crediamo a Gesù, non sappiamo vedere quello che la sua
esperienza umana dovrebbe evidenziarci nel modo più semplice e
chiaro: Egli é Paradigma di laicità fraterna e solidale,
Egli é laico, non-violento, per amore.
E ancora: Egli ci dice che la religio
é un negativo, o meglio,
la sua vicenda esistenziale più di quello che i Vangeli a volte
Gli fanno dire, mette in luce come la religio
sia un negativo
che riesce a mettere a tacere, ed anche ad assassinare, Lui e
coloro che vogliono incarnare l'amore e trasformare il mondo secondo
Lui, in una coerenza che includa soggettivo e strutturale, secondo la
Sua indicazione: vino nuovo in otri
nuovi.
Noi, per mancanza di Fede, abbiamo trasformato il messaggio di
Gesù in religio, ma il
cristianesimo non é una
religione fra le altre religioni. E' - dovrebbe essere - superamento
della religio, per approdare
alla laicità fraterna, solidale e
condivisionista.
Lo Spirito sussiste, é presente e operativo nell'amare, nel
nostro amare, solo se e solo quando amiamo. E' presente non alle
nostre, ma solo alle Sue condizioni. L’Amatevi
fra voi come Dio vi
ama definisce la direzione laica dell'espressione dell'amore, e
definisce anche il cristianesimo, la sequela a Cristo, come criterio:
nel nostro amare tutte le altre creature, Egli è presente
e operativo; nel nostro accumulare e sfruttare gli altri viventi, Egli
é negato ed escluso da noi. La Sua presenza o assenza, poi, sono
trasversali a tutti i tempi, luoghi, culture e religioni.
Quando ci renderemo conto di essere i terminali dell'amore di Dio,
finalmente vedremo la necessità del superamento della religio, e
la necessità del nostro impegno nell'amare, servire e
condividere il necessario e la gioia con le altre creature. Il Suo
amore per loro, infatti, passa per le nostre mani; il Suo amore per noi
passa per le loro mani. Non c'é un'altra via, lo Spirito opera
laicamente attraverso di noi, alle Sue condizioni, e il Regno é
il Suo progetto, ostaggio del nostro sì.
Quanta responsabilità per noi, ma quanta forza anche in Lui che
trova tanti strumenti, anche inconsapevoli, ma che si lasciano
coinvolgere dalla compassione e si rendono ostaggi del servizio, del
lavoro onesto e professionale, della condivisione del superfluo con chi
manca del necessario!
Questo popolo, questa vera Chiesa
esiste, fa andare avanti il mondo,
nonostante l'Impero e il Tempio che lo sostiene, nonostante
l’evaquazione continua del negativo da parte dello strumento più
micidiale in mano a Sire Mammona, quella TV che bestemmia
sistematicamente il progetto di Dio, il Beati i poveri per scelta,
pontificando per 25 ore al giorno il progetto maligno del Beati i
ricchi che genera sterminati oceani di violenza e di dolore a
danno
dei non-garantiti, dei minimi, e sta portando noi stessi alla rovina.
Questo popolo c'é, esiste, é vitale, e le religioni non
riusciranno a tenere lo Spirito nel sepolcro dell'inganno e
dell’alienazione. Il futuro, o passa per l'amore incarnato, o non
avremo futuro. L'avventura del Verbo che si fa carne é la base
della nostra speranza: l'amore é possibile in questo mondo: la
sua scelta e la sua prassi, alla fine, estingueranno le religioni,
abbatteranno gli idoli della ricchezza e gli imperi di tutti i tempi.
Mario Mariotti
31 maggio 2006