Una Parola che é una Vita


L'amore di Dio si materializza nel mondo attraverso di noi. In tutte le culture, presso tutti i popoli, a qualsiasi latitudine e longitudine, il positivo che c'é é opera dello Spirito, é Amore materializzato, che si impegna, lotta, tribola, soffre, gioisce, lavora con determinazione per perfezionare la creazione secondo se stesso. Tutto questo avviene ed é sempre avvenuto, indipendentemente dal fatto che noi ne abbiamo o non ne abbiamo coscienza, consapevolezza.

Essendo, il criterio, la qualità del rapporto fra i viventi, dove c'é amore, servizio, lavoro per gli altri e condivisione dei frutti del proprio lavoro, lì é presente e sta operando lo Spirito. Dove c'é avidità, accumulo, strumentalizzazione, competizione, violenza e sfruttamento, lì lo Spirito e negato, soffocato, bestemmiato.

In questa sequenza in atto dall'inizio della creazione, Dio si è accorto del millantato credito sulla di Lui conoscenza e operatività da parte degli uomini. Costoro da sempre Lo traducevano in religione, e Gli attribuivano pensieri, parole ed opere non Sue, ma relative alla propria brama di ricchezza e  potere: in Suo nome venivano perpetrate tutte le nefandezze immaginabili e possibili. Egli così decise di farsi conoscere in modo più esplicito, per far sapere agli uomini che non era affatto quello che loro dicevano che fosse.

L'Amore - il Dio-Amore - chiese il   di Maria e si incarna nel Verbo, e venne ad abitare in mezzo a noi, e ci fece sapere che Dio non é l'Onnipotente dell'Alleanza, ma il Padre buono del figliuol prodigo, che ci ama di amore incondizionato, ma che ha bisogno del nostro per prendere corpo in noi, per prendere il nostro corpo e lavorare per portare a compimento la creazione secondo Amore, secondo Se stesso. Gesù si pone quale paradigma, quale modello dei giudizi, delle scelte e dei comportamenti che possono concretizzare l'operatività dello Spirito fra noi, e trasformare il mondo secondo la dolcezza e la tenerezza dell'Amore incarnato.

Credete che il progetto del Padre per noi sia andato a buona fine? Per niente! Gli esperti nella conoscenza di Dio, i custodi della Legge, coloro che si ponevano quali mediatori fra le creature ed il Creatore, e che da tale mediazione traevano profitto e potere, coloro che, invece che ricercare la Verità, la costruivano per possederla ed usarla, ebbene costoro si accorsero del pericolo rappresentato da Uno che insegnava che il sabato é per l'Uomo e non viceversa, e si organizzarono, lo tolsero di mezzo, e riuscirono nell'impresa luciferina di trasformare in religione Lui, che era venuto proprio per liberarcene.

Nonostante la novità dei Vangeli,
nonostante il Signore si fosse determinato come una Parola che si traduce in vita, scelte, comportamenti concreti,
nonostante avesse accettato di subire il proprio assassinio pur di farci capire e cambiare,
nonostante il comandamento nuovo amatevi come io ho amato voi,
ecco il cristianesimo reale, ecco l'Incarnazione prostituita in religione, ecco una religione tra le altre religioni, con l’aggravante di essere la religione dei ricchi, del Nord del pianeta, della premeditazione dell'uso della Parola per sostenere il beati i ricchi, quel capitalismo privato e quel mercato che umiliano, violentano e lasciano morire l'orfano, la vedova e lo straniero.

Avremmo la Parola nei Vangeli, la assolutizziamo, ben ci guardiamo dal metterne in pratica le parti costose, la segmentiamo, ne usiamo le parti più innocue, la  adattiamo ai nostri ritmi di conversione, a volte riusciamo a farle dire l'opposto di quello che dice, e riusciamo alla fine a farla convivere con gli idoli della ricchezza, del potere e del piacere, e di tutto il negativo di questo pluriconsacrato e al tempo stesso schifosissimo mondo, che prega per l'intervento dell'onnipotente mentre lascia il diritto al lavoro, e soprattutto quello alla salute, ostaggi di quel cancro del mercato che abbandona alla morte migliaia di piccole vite ogni giorno, perché povere, e quindi, appunto, non interessanti per il mercato.

Mi piacerebbe immensamente dare un contributo, anche minimo, ma nella direzione di rompere questo cerchio maligno dell'uso della Parola contro l'uomo:
tutti dicono di conoscere Dio,
tutti hanno la loro religione,
tutti propagandano la loro rivelazione,
tutti custodiscono la loro parola,
tutti sono prodighi nel cristallizzare la Parola in dogmi,
tutti sono infallibili nel tradurla in comandamenti e precetti...

Quando impareremo che il Signore é una Parola speciale? Gesù, essendo Verbo, Parola col corpo, esprime il proprio specifico soprattutto in quello che fa, e poi in quello che dice. Il significativo vero del Signore sono le scelte, i comportamenti, le opere, e poi quello che dice, con la specificazione che, a volte, gli estensori dei Vangeli male interpretano. Dobbiamo infatti ricordare che i Vangeli sono stati scritti da uomini, da persone che avevano, come filtro gli occhiali della propria religione e della propria cultura. Pare inoltre, che sia strutturale alla finitezza dell'uomo il non poter conoscere tutto di Dio; così diventano molto importanti i comportamenti, le scelte, poiché, essendo Gesù Parola col corpo, quello che fa diventa, ed é il riferimento per quello che dice.

Diventa fondamentale non l'adesione ideologica, il credere, ma la sequela al paradigma Gesù, che é
Amore incondizionato,
accoglienza,
perdono,
cultura del necessario,
condivisione,
farsi pane e vino,
il necessario e la gioia,
spendendo Se stesso, per gli altri viventi.

Se non arriviamo a capire questo, e cioé
che il cristianesimo non é una religione, ma un criterio, un modo di vivere,
che noi siamo le mani dell'amore di Dio per noi,
che la laicità amorosa e conviviale é la direzione evangelica del nostro impegno di incarnazione del Verbo;,
che la ricchezza ed il potere sono la negazione della condivisione, e quindi di Dio-Amore,
allora continueremo a navigare nella nostra alienazione religiosa, a credere che basti la fede per risolvere il nostro futuro nell'eternità e ad essere di fatto dei morti che seppelliranno loro stessi.

Smettiamola di dire che Dio é con noi, e proviamo ad annunciare che Dio non é con noi, ma in noi stessi solo se e quando amiamo. E poi proviamo anche a riconsiderare l'evento resurrezione: noi abbiamo assassinato il Signore, ma il Padre l'ha fatto risorgere. L'ha fatto risorgere, e poi ascendere a Lui. Smettiamola di pensare alla Resurrezione come ad un miracolo che permetterà anche la nostra resurrezione, con un corpo futuro che non sarà più il nostro, e in un mondo futuro che non sarà questo nostro mondo.    

Oggi Dio ci ha affidato una responsabilità enorme:
a far risorgere l'Amore nel mondo tocca a noi;
diventare luogo e tempo, cioé corpo del Verbo, tocca a noi,
rovesciare l'ascensione del Signore e rideterminarne l'incarnazione, ripetendo quel "sì" di Maria che allora permise al Paradigma di incarnarsi, tocca a noi,
la reincarnazione dell'Amore attraverso le nostre mani, tocca a noi,
togliere sofferenza, lenire il dolore, portare il necessario e la gioia ad ogni vivente, tocca a noi.


Mario Mariotti

16 agosto 2006