Un'occasione perduta


Se i potenti della politica si prendessero il disturbo di andare nel sito Peace Reporter , si troverebbero davanti agli occhi un grafico chiarissimo sulla reale situazione di oggi in Afghanistan.

Il primo anno le vittime civili sono state 14000. Poi, per qualche anno, hanno oscillato fra le centinaia ed il migliaio; poi via via sono cresciute, e nel 2006, purtroppo, si sono regisstrate 6000 vittime civili e 190 caduti fra i militari della Nato. Se questa situazione può rientrare nei parametri di una missione di pace, allora i topolini se ne possono uscire dalle fogne, e mettersi a suonare Chopin al pianoforte…

La guerriglia talebana, spalleggiata ufficiosamente dai Pastun del Pakistan, diventa sempre più martellante; le condizioni economiche e sociali restano precarie; la produzione di droga è alle stelle, e parte del ricavato finanzia la guerriglia. È prevedibilissimo quali saranno gli sviluppi futuri di questa bomba ad orologeria.

Chi ha deciso di rifinanziare la nostra missione di pace, si sta attrezzando per presenziare ai funerali di Stato dei nostri soldati, che resteranno vittime della suddetta pace, e sta preparando le risposte per san Pietro, quando chiederà conto delle migliaia di vittime civili provocate dalle missioni di pace sponsorizzate da quegli USA che - pur sapendo che gli attentatori delle Torri gemelle erano Sauditi - hanno fatto un errore di geografia andando ad aggredire l'Afghanistan.

- Perché rifiutare di renderci conto che siamo alla presenza di una guerra, e che il rimanere laggiù implica di decidere sulla vita e sulla morte di tanti esseri umani, che non sanno neanche bene il perché si trovano coinvolti in quel purgatorio avviato a diventare inferno?
- Perché il grafico di Peace Reporter  non viene trasmesso dalle tre reti RAI in prima serata, in modo che la maggioranza silenziosa dei telespettatori - in una pausa dal rincitrullimento aggravato e continuato che sta subendo da decenni - possa rendersi conto di quale sia la realtà, e sostenere la decisione di una nostra uscita da un caos in cui ci aveva impegolati quella Dentiera sorridente USA dipendente? (Non bisogna mai dimenticare che solo la politica potrà dipanare quella matassa, che riuscì a far andare fallita anche l'Unione Sovietica)

- Perché, nonostante la vittoria elettorale dell'Unione per essere aggiornati un po' meglio sulla realtà, bisogna sintonizzarsi sul terzo canale solo dopo le 23.30, per cui, quando il consumatore stressato se ne è andato a dormire, l'informazione diventa corretta e trasparente?


Passando al problema del rapporto Nord-Sud del mondo, problema i cui effetti sono sotto i nostri occhi, sotto le specie degli extracomunitari, che fuggono sempre più numerosi dalla miseria dei loro Paesi, quando cominceremo a dire che la radice del cancro è il mercato e lo scambio-ineguale; che anche noi Italiani, ad esempio, stiamo sfruttando il petrolio nigeriano alle nostre condizioni, e che queste ultime condannano quel Paese a restare nella miseria, per cui gli extracomunitari vengono in Italia a cercare fortuna.

Questo fenomeno potrebbe anche avere un aspetto pedagogico, potrebbe costituire un'occasione di conversione. Negli anni 60 del boom economico, i meridionali andavano a lavorare alla Fiat a Torino, l'Avvocato faceva fortuna, a lui andavano i profitti agli altri le spese per i servizi sociali e le abitazioni che i meridionali avevano lasciato al Sud. Oggi Torino è diventata l'Italia, i meridionali extracomunitari vengono da noi, i liberi imprenditori si ingrassano, gli altri sopportano le spese per i servizi sociali e per le abitazioni.

Fatte le opportune distinzioni, il meccanismo si ripete, e noi, allora come ora, continuiamo - nel nostro rincitrullimento e nella nostra alienazione - a mandare avanti un sistema economico (capitalismo privato e mercato) che genera, strutturalmente, questo ordine problemi.

Chissà che una di queste volte non siamo colti da un raptus evangelicus, e ci venga in mente di mettere quelle ruote, che dovevamo mettere ad Agnelli (e che non abbiamo messo) per portare le fabbriche al Sud, cosicché gli abitanti di quei Paesi non avranno più bisogno di emigrare e di tribolare venendo fra noi. Ma questo sarebbe cooperazione, e non competizione! Ma questo sarebbe pianificazione dell'economia, e quindi socialismo, e non libertà d'impresa e di mercato! Libera nos Domine

E così, nell'attesa di un poco probabile raptus, la valenza pedagogica del fenomeno immigrazione si va perdendo, e si verifica, invece, un negativissimo fenomeno collaterale: il passaggio degli oppressi alla cultura degli oppressori. Questo significa, purtroppo, che loro diventano come noi, e noi, vivendo la nostra soggettività alienata, siamo le cellule del sistema maligno, e integrandoli a noi non avremo fatto altro che perpetuare la divisione blasfema di oppressori-oppressi, in un mondo in cui le differenze fra i primi e gli ultimi sono diventate abissali, e dove lo stesso ecosistema rischia di non avere futuro.

Mario Mariotti

21 febbraio 2007