Il male dentro di noi
Come premessa
voglio rammentare al prossimo l’importanza della distinzione fra
soggettivo e strutturale, fra personale e politico. I giovani
americani (e degli altri Paesi) che nel secondo conflitto mondiale sono
morti per liberarci dal fascismo, sul piano soggettivo meritano tutta
la nostra riconoscenza, sebbene il contributo maggiore in
sofferenza e
sangue per liberare il mondo dal cancro nazifascista sia stato
quello sovietico, con venti milioni di morti. Sul piano
strutturale, invece, essi erano inconsapevoli pedine di una politica
intervenuta in un'Europa che
rischiava di cadere tutta sotto l'influenza tedesca.
Inevitabilmente
il nostro Paese si è trasformato in una colonia militare e
culturale: militare, perché ancora oggi siamo occupati
da qualche decina di migliaia di soldati stranieri sparsi in varie
basi nella penisola; culturale, perché siamo stati iniziati alla
cultura del Paese vincitore, alla
cultura che sottende al capitalismo privato, al mercato, alla
competizione, al dogma del beati gli
infinitamente ricchi.
Pian
piano i cittadini si sono trasformati in consumatori, pian piano la
Repubblica fondata sul lavoro ha ceduto il posto a quella fondata sulla
rendita finanziaria, sulla speculazione, la nostra
Costituzione si é dematerializzata, e la Stato, invece di
rimuovere le cause di diseguaglianza fra i cittadini, le ha dilatate,
al punto che oggi la distanza fra i
primi e gli ultimi è diventta enorme.
La
progettualità politica pian piano é diventata strutturale
all'arricchimento personale e alla conservazione del potere, le cariche
pubbliche hanno accumulato privilegi e i politici devono stare attenti
non a fare le cose
giuste, ma quelle che corrispondono agli interessi corporativi dei
propri elettori. I gruppi economici
hanno dato vita alle lobby,
che
finanziano le campagne elettorali ed esprimono dei leader equivalenti a consiglieri
delegati dei potentati che li
hanno candidati.
Quando gli interessi sono quelli
dell'apparato industrial-militare e del petrolio, finisce che le
guerre di aggressione diventano strutturali alla dilatazione del potere
e dei profitti del popolo degli azionisti che lucrano sulla
sofferenza e sul sangue altrui. Può
succedere allora che il potere esecutivo dello Stato - che vuole porsi
come modello planetario di democrazia e libertà - assuma le
caratteristiche di una associazione a delinquere peggiore di quelle di
stampo mafioso, dato che le guerre di
aggressione producono centinaia di migliaia
di vittime, soprattutto civili, donne, vecchi e bambini.
Per far prosperare negatività di questo genere
attraverso le forme ed i passaggi della democrazia elettiva, é
stato messo a punto un sistema di informazione che riesce ad alienare
la gente a tal punto che, mentre si spendono cifre enormi per
alimentare l'impero, si
amplificano sacche di povertà estrema, nonché milioni di
cittadini
privi assistenza sanitaria. Non
si scappa: o il cittadino-elettore è un minorato mentale, oppure
è plagiato in un modo talmente raffinato che
continua a sostenere gli uomini che lo stanno imbrogliando, da
qui
all'eternità. D'altra parte
c'é un altro segno che dimostra la efficienza dell'apparato
informativo: quelli che sono stati fra i peggiori e più
sanguinari delinquenti del 20° secolo (vedi Cile, Vietnam,
Indonesia, Guatemala, Argentina, Iraq) continuano ad essere accreditati
del merito di guidare le migliori democrazie del pianeta, e perfino
di ergersi a difensori dei diritti umani!
Il valore
Libertà anche qui da noi é stato prostituito in
libertà di sfruttamento e di alienazione del prossimo; il lavoro
precario, flessibile, mal pagato si é
molto diffuso; la Tv ha pontificato
il Beati i ricchi
senza stancarsi mai, ed é stata la principale
responsabile della nostra perdita
di identità; il socialismo
reale era sempre stato presentato e valutato con gli occhi dei ricchi,
e sul giudizio non avevano mai potuto influire le sterminate
vittime del capitalismo reale, attribuite sempre e solo al destino
crudele, all'ignoranza dei poveri, o alla loro
eccessiva prolificità, e mai ai meccanismi dello scambio
ineguale e dello sfruttamento.
E
così,
con questo tipo di evoluzione e di omologazione, ci ritroviamo nella
situazione odierna, con il terminale del
sistema (la TV) a capotavola nelle
famiglie, con un individualismo sempre più esacerbato, con
episodi
di violenza sempre più estremi e frequenti, con la perdita
graduale delle conquiste dello
stato sociale, con la presentazione della violenza e della guerra come
elementi naturali, fisiologici, necessari, con una sempre più
accentuata insicurezza in rapporto al futuro, con la mercificazione di
tutto compresa la
Verità.
I mattoni
di
questo enorme caos siamo noi
stessi, e neppure ci rendiamo
conto della malignità
del nostro soggettivo, del nostro modo di essere e di determinarci in
rapporto alla realtà. Due semplici
esempi.
- Tutte le sere,
su tutti i canali e in tutte le salse, ecco alla TV dei concorsi per
vincere soldi. Uno nasce intelligente e fortunato, risponde a qualche
domanda, vince in pochi minuti 100 mila Euro; nello stesso momento,
nello stesso mondo, un pensionato vive con 500 Euro al mese, un
minatore a volte per un solo Euro lavora nelle
viscere della terra per un giorno e assorbe la sua quota di silicosi,
un bambino sta dall'alba al tramonto a muovere un telaio, o a fare dei
mattoni di creta per molto meno di un Euro, ed un altro muore di
diarrea perché non ha potuto bere acqua potabile e non ha
uno spicciolo per le medicine. Noi ci troviamo davanti ad una
bestemmia definita “spettacolo d’evasione”, ma non ce ne rendiamo
conto, la troviamo anche divertente, rilassante, e neppure ci
accorgiamo che é una bestemmia,
un'umiliazione, un'ingiustizia, e quindi una violenza ai danni dei non
garantiti, l'esatto opposto del progetto di Dio per noi.
- Diamo per
scontato che il cristianesimo sia una religione,
che la gerarchia abbia autorevolezza morale, che sia apolitica, che sia
la mediatrice indispensabile nel nostro rapporto con Dio qualora Egli
esista.
Come
corollario a queste certezze, mandiamo i nostri bambini alla dottrina, al catechismo. A scuola
l'educazione civica, che avrebbe la
necessità di un ruolo primario, viene di fatto trascurata, e per
questo motivo la dottrina
insegnando a comportarci bene col nostro
prossimo, finisce col supplire alla mancanza della prima,
dell'educazione civica. Questo é vero, ma a questo positivo
corrisponde un negativo che continua a trasformare nostro Signore
Gesù Cristo nel più Grande degli Sconosciuti, dato che il
cristianesimo viene proposto come religione e non lo é, dato che
viene riconosciuta autorevolezza morale al Tempio che facendo da
supporto all'Impero l'autorevolezza non l'ha; dato che esso viene
considerato apolitico e non lo é affatto, perché si
é prostituito ai ricchi ed ai potenti ed ha adattato la Parola
alle loro esigenze; e dato infine che gli viene attribuita una funzione
di mediazione fra l’uomo e Dio che esso non ha, perché noi siamo
i tralci della Vite, e uno solo é il Padre ed il Maestro, e noi
siamo il corpus Domini,
cioè le mani dell'amore di Dio per noi.
Non
voglio
proseguire. Le mie riflessioni hanno sempre un vizio pedagogico:
sistematicamente descrivono il dove
siamo e propongono il dove
vogliamo andare. Purtroppo il
dove siamo é diventato
insopportabile, e il dove
vogliamo
andare é sempre più difficile da definire e da
realizzare. Ma la proposta resta
la stessa: attraverso la
cultura del necessario e la pratica delle condivisione con amore,
proviamo a vivere quella laicità fraterna e solidale di cui il
Signore é paradigma. Il Padre
nostro, che non ne può più di stare nei cieli ad
assistere all'inferno generato dal nostro rifiuto ad incarnarLo,
verrà finalmente fra noi, che, con le nostre mani ed il Suo
Spirito,
riempiremo il mondo del necessario, della gioia, della dolcezza
dell'Amore incarnato.
Mario
Mariotti
2 maggio
2007